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LATINA: ALESSANDRA BONIFAZI CONFERMATA PRESIDENTE PROVINCIALE DELLE ACLI

Il Consiglio provinciale ha eletto all’unanimità Alessandra Bonifazi confermandola alla guida dell’Associazione

Alessandra Bonifazi, laureata in legge, funzionario pubblico, è impegnata da anni nel mondo dell’associazionismo e del volontariato. E’ tra i fondatori del giornale on line Lazio Sociale e dell’Associazione Oltre il Pregiudizio. Ha fatto parte del Coordinamento nazionale Donne; è stata Presidente regionale delle Acli del Lazio e Consigliera nazionale Acli, oltre ad avere avuto numerose esperienze nelle varie responsabilità della stessa Organizzazione.

E’ stata eletta per la prima volta presidente delle Acli provinciali di Latina nel 2022.

Abbiamo scambiato due parole con il Presidente:

Alessandra, quale è lo spirito che hai ora nel rivestire questo ruolo rispetto a quando hai iniziato il primo mandato?

Lo spirito è quello di voler rafforzare i legami costruiti nei due anni del mio primo mandato e di accrescere l’azione sociale dell’associazione sul territorio, sottolineando anche la dimensione europea della provincia di Latina.

Il nostro impegno è diretto a promuovere il benessere sociale della comunità e si fonda sulla creatività, per l'importanza di ideare nuove proposte di intervento sociale o per riscoprirne le potenzialità. Cercheremo di farlo attraverso uno sguardo volto all’orizzonte, e soprattutto verso a chi abbiamo accanto, alla realtà che ci circonda e che ci spinge ad avere maggiore attenzione e cura delle fragilità.

Una riflessione sulla quale la rete sociale e territoriale della provincia di Latina si è confrontata al Congresso delle Acli provinciali di Latina, è che “soltanto insieme è possibile costruire una città più solidale e sostenibile, nella quale ogni cittadino può essere partecipe del benessere sociale della comunità”. Il nostro percorso quindi sarà in tale direzione, con le altre realtà sociali del nostro territorio porteremo avanti l’impegno di lavorare insieme e in sinergia per il bene comune della nostra comunità.

Quale pensi siano o continuino ad essere le priorità di questo mandato? O credi che nel tempo alcune priorità magari a Latina, siano diventate necessarie e alle quali bisogna porre maggiore attenzione?

I temi sono diversi e li ho affrontati nel mio intervento al Congresso delle Acli provinciali di Latina, a partire dal lavoro, in particolare, in particolare il lavoro sommerso e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Altri temi centrali sono la povertà educativa e la dispersione scolastica, nonché il gioco d’azzardo, una vera e proprio emergenza sociale nel nostro territorio e al quale occorre dare risposte strutturali ed efficaci attraverso la prevenzione e azioni integrate di sistema con i servizi territoriali.

Occorre ripensare anche a un nuovo modello di città e dei suoi spazi vitali, promuovendo una politica di sviluppo, di benessere sociale e di qualità della vita. Le città devono diventare luoghi di creatività e innovazione, che favoriscano la cittadinanza attiva e la cittadinanza digitale.

Con l'elezione della  Presidente, è stata eletta la Presidenza: 

Maurizio Scarsella, Vice Presidente Vicario,

Mariangela Casale, Vice Presidente,

Donato Romagnuolo con delega all’Amministrazione,

Anna Fiorina Fiorentino,

Massimo De Simoni

Tommaso D'Angelo

Invitati permanenti

Paride Martella

Costantino Mustacchio

Della Presidenza fanno parte inoltre:

Stefania Donninelli, Responsabile del Coordinamento Donne,

Maria Cristina di Pofi, Presidente AcliTerra,

Francesca Tomao, Presidente CTA Acli,

Franco Assaiante, Segretario FAP Acli,

Anna Maria Tufano, Presidente Us Acli,

Maria Grazia Passarelli, Responsabile CAA ACLI.

MILANO: DELFINA COLOMBO ELETTA PRESIDENTE PROVINCIALE DELLE ACLI

Delfina Colombo è stata eletta nella prima seduta del Consiglio provinciale, nominato dal XXXII Congresso che si è svolto il 19 e 20 ottobre.

Classe 1967, sposata, un figlio. E’ la prima donna a guidare l’Associazione milanese in 80 anni di storia. Avvocata, dal 1992 al 1999 è stata responsabile dell’ufficio legale del Ceas, associazione dedita al recupero di giovani tossicodipendenti e responsabile scientifico del progetto Carcere, poi consulente legale di Caritas per il Progetto Siloe e per l’associazione Emmanuel. In quegli anni si è avvicinata alle Acli (nelle quali il padre è stato per tanti anni volontario del Patronato) dapprima occupandosi dell’assistenza legale delle Acli Colf poi assumendo via via incarichi sempre più importanti: segretaria all’organizzazione, vicepresidente, responsabile della formazione con deleghe al welfare, alle politiche sociali e per ultimo alla sanità. E’ stata anche vicepresidente delle Acli regionali e presidente del Patronato Acli di Milano.

L'abbiamo intervistata:

Come sono entrate le Acli nella tua storia? Da dove é iniziato tutto?

Le Acli posso dire che ci sono sempre state nella mia storia. Papà era presidente del Circolo del piccolo comune dove vivo, Albignano. Negli anni 2000 poi Giambattista Armelloni mi ha proposto di candidarmi al consiglio provinciale e da lì è iniziata la mia storia.

Che percorso hai avuto nelle Acli, fino ad oggi?

Dopo l’ingresso nel Consiglio Provinciale ho iniziato ad assumere degli incarichi di consulenza legale, soprattutto per l’associazione Acli Colf.  Avevo infatti in precedenza, come avvocato svolto la mia professione prima all’interno delle comunità terapeutiche per tossicodipendenza   e poi come consulente del lavoro in Caritas e in altre realtà del Terzo settore, quindi poi mi sono dedicata alla consulenza per le vertenze delle Acli  Colf e con il tempo assunto incarichi nel Consiglio provinciale, la vicepresidenza provinciale; sono stata segretario organizzativo e negli ultimi mandati mi sono occupata di formazione. In particolare nell’ultimo quadriennio mi sono occupata di politiche sanitarie per sostenere appunto politiche di sensibilizzazione alle tematiche della salute nel difficile contesto lombardo.

Perché hai dato disponibilità a fare la presidente?

 Perché penso che questo ruolo sia un ruolo molto importante e che in questo momento storico vada gestito come un servizio alla collettività.  Questa è l’aspirazione e l’idealità che mi ha guidato. Penso che sia necessario un modello di gestione dell'associazione diverso, più collegiale, più partecipativo che sappia includere anche tutti gli organi dell'associazione: il consiglio provinciale, i presidenti di zona e di circolo ed insieme si possa trovare modalità, tempi e strumenti diversi per poter affrontare le sfide della rigenerazione associativa.

Sei la prima donna a ricoprire questo ruolo, senti una responsabilità specifica in questo?

Si, quando ho realizzato veramente di essere la prima donna ad assumere questo incarico in 80 anni di storia delle Acli Milanesi, ho percepito la responsabilità dell’incarico anche da questo punto di vista. In questi anni ho lavorato molto sulle politiche di genere e ritengo che il sistema in cui viviamo sia un sistema strutturato ancora in modo patriarcale e anche la nostra associazione risenta di questo clima.  Il fatto di essere donna a guidare l’associazione è un traguardo importante se si tiene conto della specificità di genere perché come dico sempre non è sufficiente essere donna per gestire l'associazione o governare altri enti mettendo in risalto le nostre particolarità che sono appunto l’ascolto, la collegialità la capacità di empatia e la cura perché come purtroppo vediamo, anche nella nostra politica, ci sono ruoli di governo femminili che replicano le modalità maschili.

Cosa pensi che potrai fare perché non sia un ruolo isolato, ma perché sia un passo avanti dell'associazione tutta in termini di riconoscimento delle donne e di promozione di una maggiore equità?

E’ un tema a me molto caro perché come dicevo prima non è sufficiente essere donna per mettere in campo delle politiche di genere: bisogna avere attenzione in tutte le azioni che si pongono in essere, quindi com'è stato nella storia dove i grandi  cambiamenti soprattutto nelle questioni di genere si sono realizzati quando  tutte le donne anche di estrazione politica diversa  si sono messe insieme per approvare normative, che dovevano essere a favore delle questioni di genere, come per esempio la legge Golfo Mosca sulle società quotate in borsa ( che come è noto, ha introdotto l’obbligo normativo della riserva di posti a favore del genere sottorappresentato negli organi di amministrazione e dei collegi sindacali delle società quotate in borsa e delle partecipate). Così penso che con un'alleanza non solo delle donne ma anche di tutti gli uomini presenti in associazione, che sono sensibili anche alle questioni di genere, possiamo comunque fare dei cambiamenti che possano agevolare le donne all'interno un'associazione perché non è sufficiente che una donna rompa il soffitto di cristallo, andando alla guida dell'associazione. Occorre che politiche di genere idonee vengano realizzate per favorire anche l'ingresso delle altre donne.

Qual é "il mestiere" delle Acli oggi e negli anni a venire?

Sostengo sempre che per capire dove deve andare l'associazione, bisogna ritornare alle origini e ricordarci qual è la nostra missione e cioè stare dalla parte degli ultimi. Quando le Acli sono nate gli ultimi erano i lavoratori, oggi sono sempre e ancora i lavoratori perché le problematiche nel campo del lavoro sono tantissime: il lavoro povero, l’alta percentuale di Neet (giovani che non studiano e non lavorano) la disoccupazione giovanile e quella femminile (una donna su due non lavora). Quindi sono ancora i lavoratori a cui si vanno ad aggiungere gli ultimi della società: le persone migranti, gli anziani con il problema della solitudine e quello di accesso alla sanità e proprio su questo problema in particolare negli ultimi anni ho fatto una battaglia in collaborazione con la Fap e l’Aval per denunciare il rischio dell'abbandono del sistema sanitario universale, un sistema di grande civiltà che si sta sgretolando sotto i nostri

Quale sarà la priorità del tuo mandato?

Quella di far sì che tutta l'associazione possa comunicare, possa concordare su linee e obiettivi. Mi auguro che la gestione dell’associazione sia partecipata e condivisi gli obiettivi. L’obiettivo urgente in questo momento storico, primo fra tutti e comune anche a tante altre realtà associative, è quello della rigenerazione associativa: dobbiamo aiutare i nostri soci storici a passare il testimone, consegnando alle giovani generazioni tutto portato di storia e di lotte di cambiamenti sociali che sono ancora la caratteristica e la bellezza delle Acli.

Presidenza eletta:

Federica Mantegari– vicepresidente, con delega sviluppo associativo, animazione di comunità e presidente del consiglio provinciale

Silvia Bolchi – vicepresidente vicario con delega al personale e risorse

Gianluca Alfano– vicepresidente, con delega alla progettazione e alla formazione

Lorenzo Gaiani – delega ufficio studi

Silvio Ziliotto – delega legalità, relazioni internazionali, pace

Sergio Colomberotto – delega ai diritti del lavoro

Amalia Fumagalli – delega persone migranti

Alessandro Galbusera – delega politiche dell’abitare

Andrea Checchi – delega ai rapporti istituzionali

Cullati Agostino – delega ambiente e transizione ecologica

Francesco Pasquali – delega Monza e Brianza

Diego Tavecchio – delega politiche attive del lavoro

Giusi Mariani – delega politiche di genere e responsabile COORDINAMENTO DONNE

Daniele Garbelli – Giovani delle Acli

Gabriele Arosio – delega alla cultura, educazione e partecipazione

 

Invitati permanenti

Sofia Meroni - delega all’innovazione sociale territoriale nelle tematiche giovanili

Paolo Ricotti - delega di consiglio alla comunicazione

Andrea Villa - delega di consiglio alla vita cristiana e rapporti con le comunità ecclesiali

Nico Lupatini - USACLI

Francesco Spelta - FAP

Gianpaolo Boiocchi - AVAL

Don Alberto Vitali

COMO: MARINA CONSONNO CONFERMATA PRESIDENTE PROVINCIALE DELLE ACLI

Il 23 ottobre 224 durante la prima seduta dl nuovo Consiglio provinciale, i consiglieri eletti hanno rinnovato la fiducia a Marina Consonno, 64 anni, confermata all’unanimità presidente delle Acli di Como per i prossimi quattro anni.

L’abbiamo intervistata:

Marina, quale è lo spirito che hai ora nel rivestire questo ruolo rispetto a quando hai iniziato il primo mandato?

Sono da sempre nelle Acli, a partire dal circolo del mio paese, Arosio, a cui ho dedicato molto e successivamente nella presidenza provinciale.

Sono stata negli anni   direttore di una RSA e attualmente sono in pensione.

Negli anni ho rivestito vari incarichi, arrivando  a subentrare nell’ottobre 2021  come  Presidente Provinciale Acli di Como. , dopo la  scomparsa  di  Emanuele Cantaluppi, raccogliendo la sua eredità.

Lo spirito che mi ha spinto  in questo mandato a ricandidarmi,   si indirizza prima di tutto  al discernimento spirituale  , con l'espressione  del senso di gratitudine alle Acli, di riconoscimento e di restituzione per quanto ricevuto.

Un riconoscimento al Signore per tanta Grazia!

Legato a ciò, il forte senso dell'impegno e del dovere uniti alla motivazione e alla passione sociale, che mi invitano a proseguire i progetti avviati per la rigenerazione dei territori e per la risposta ai bisogni rilevati in provincia.

Quale pensi siano o continuino ad essere le priorità di questo mandato? O credi che nel tempo alcune priorità magari a Como, siano diventate necessarie e alle quali bisogna porre maggiore attenzione? 

Negli ultimi anni ci siamo indirizzati verso progetti che hanno migliorato i rapporti e rafforzato  la rete con gli enti di T.S., progetti che hanno visto la formazione di nuovi volontari, nel Patronato, nella creazione di sportelli Acli rete lavoro, per i progetti sul sovraindebitamento e   sulla rigenerazione di vari circoli sul territorio. 

Intendiamo proseguire su questa strada, implementando i progetti in corso, ma dal congresso forte è stata la sfida sul tema della partecipazione e della democrazia: una sfida che ci impegna e che richiede la capacità di metterci in gioco su vari versanti,  collaborando con cittadini, enti, istituzioni,  per rigenerare spazi di vita, spazi di parola, di ascolto, e di sostegno. 

E di ritornare a produrre pensiero, studio, analisi, per comprendere meglio i processi in atto. 

Prioritario sarà anche   rilanciare percorsi che vedano avviare nuove forme di aggregazione anche informali, di gruppi, di giovani, di persone.

Altra cosa, dopo il percorso in Diocesi del Sinodo, che ha aperto allo spirito di reciprocità, di collaborazione, ritengo sia importante una nuova interlocuzione con le parrocchie per la sperimentazione di forme e presenze innovative, con altre associazioni che oggi cercano di partire dalla radicalità  del Vangelo per rinnovare il proprio impegno.

A Como altro problema è quello dell'abitare, con il diritto alla casa nelle sue molteplici aperture, all'immigrazione, alla povertà, ai lavoratori, dove possiamo essere presenti e  validi interlocutori   con progetti specifici attraverso le nostre cooperative. 

GENOVA: DAVIDE LOTTERO NUOVO PRESIDENTE PROVINCIALE DELLE ACLI

Davide Lottero è nato a Genova nel 1966.

Dopo la maturità (diploma di perito elettronico) ha lavorato per quasi 30 anni come disegnatore tecnico in una ditta di elettronica ed automazione.

Abbiamo intervistato Davide:

Perché hai dato la disponibilità a fare il presidente?

Le ACLI sono la mia seconda famiglia. Sono cresciuto in un circolo “storico” di Genova, a Sestri Ponente, dove mio papà è stato per decenni presidente. Non ancora maggiorenne sono entrato nel direttivo e col passare del tempo ho ricoperto tutte le cariche fino a quella di presidente (dal 2002 – 2010).

Nel frattempo sono stato membro del Consiglio provinciale per svariati decenni.

Dopo un allontanamento per motivi personali sono entrato, nel 2020 in presidenza provinciale con il ruolo di responsabile della progettazione.

Quest’anno mi è stato chiesto di diventare il nuovo presidente delle Acli genovesi e mi è sembrato naturale dare il mio contributo.

Quando le Acli chiamano io sono e sarò sempre presente.

Quale pensi sia il mestiere delle Acli a Genova, oggi?

Penso che il mestiere della Acli a Genova sia quello di creare comunità coese, inclusive e solidali per aggiornare le tre fedeltà acliste alla Chiesa (coesione), al Lavoro (inclusione), alla Democrazia (solidarietà, ma per dirla con Papa Francesco: fraternità).

Quale è la priorità del tuo mandato?

Il progetto che ho in mente è quello di formare un gruppo aperto e ampio che non sieda solo nel palazzo della sede provinciale ma che viva i territori (soprattutto le aree interne).

Le priorità del mio mandato saranno:

- Aprirsi ai giovani per garantire all’Associazione, nei prossimi anni, un giusto ricambio generazionale

- Valorizzare i gruppi dirigenti con una giusta formazione costruendo una forte struttura organizzativa che metta in risalto tutti i servizi che le Acli offrono.

Composizione presidenza provinciale:

Davide Lottero – Presidente con delega alla progettazione

Cesare Torre – vicepresidente

Nicoletta Vivarelli – Responsabile Sviluppo Associativo

Giuseppe Marconi – Responsabile Amministrazione

Nadia Grosso - Segretario

ASCOLI PICENO: ROBERTO PAOLETTI ELETTO PRESIDENTE PROVINCIALE DELLE ACLI

Il Consiglio provinciale di Ascoli Piceno nella riunione del 22 ottobre ha eletto Roberto Paoletti nuovo Presidente. 59 anni, sposato con due figli, con grande esperienza nel mondo del Terzo Settore.

Roberto, perché hai dato la disponibilità a fare il presidente?

Reputo che l'azione sociale e culturale che le Acli hanno sviluppato dalla nascita debba trovare sviluppo e spazio ancora di più forte e coraggioso oggi con il ritorno dei tempi di guerra ma soprattutto con il ritorno di una serie di  pulsioni " sociali e politiche " che portano sempre di più a legittimare lo scontro altresì che l'incontro e non valorizza il  confronto e l'educazione all'inclusione come vero valore di base capace di cucire e ricucire le ingiustizie sociali e le differenze culturali . Poter impegnarsi per questo e provare a migliorare tali processi sia di assistenza con i servizi ma anche di promozione sociale con specifiche attività in risposta ai nuovi bisogni risulta essere una fantastica opportunità di servizio per chi come me si sente innamorato di Umanità.

Come sei arrivato a questo ruolo?

Da due mandati ero già presente all'interno della presidenza con la delega alla progettazione sociale e servizi di welfare culturale. Negli ultimi 7 anni sono stato Presidente della Bottega del terzo Settore ente di secondo livello della nostra Provincia che affilia ben 220 ets del territorio. Posso quindi dire che questo ruolo è stato un la continuazione delle passate esperienze visto che allo stesso tempo sono Presidente di alcuni Circoli Acli da alcuni anni. 

Quale pensi sia il mestiere delle Acli ad Ascoli, oggi?

Prima di tutto creare connessioni e reti di collaborazioni nel mondo del terzo settore e con le amministrazioni pubbliche per sostenere e sviluppare azioni di welfare di comunità.

Allo stesso tempo alimentare e migliorare gli storici servizi a capo ad Acli ( Patronato / CAF ) insieme ai nuovi bisogni di assistenza (tipo Colf e Badanti ) ma allo stesso tempo sviluppare azioni di promozione Sociale da svolgere attraverso i Circoli stessi, attraverso anche la ricerca di nuove azioni di fundraising (ricerca fondi) e di progettazione sociale (bandi) . 

Nell'attivare e sviluppare le azioni di promozione sociale intercettare nuove forme di protagonismo giovanile per accompagnarle verso i nostri valori di giustizia sociale e cittadinanza attiva ma attraversando noi stessi una seria revisione da parte nostra degli strumenti di comunicazione sociale e di alfabetizzazione emozionale.

Per il nostro territorio diventa inoltre evidente come in un’area interna di spopolamento aggravata dagli eventi sisma del 2016/1017 i nostri Circoli possono ancora essere veri e propri " presidi sociali e culturali " ma devono essere caratterizzati da nuovi sistemi di aggregazione intergenerazionale ecosistemica. 

Quale è la priorità del tuo mandato?

Metto qui quello che è stato il mio commento finale post elezione.

«Nella difficile situazione economica e sociale che stiamo vivendo, acuita dai vari conflitti di guerra in varie parti del Mondo  - ha detto Paoletti, ringraziando il consiglio provinciale per la stima e la  fiducia - il ruolo delle ACLI appare significativo per stare a fianco delle persone più fragili con ancora più impegno, per dare risposte ai problemi e alle esigenze di chi rimane indietro con ancora più efficienza, per progettare una società più sostenibile, inclusiva e solidale con ancora più determinazione, mantenendo salda una delle priorità fondamentali del nostro Sistema quello di promuovere l’appartenenza ad una cittadinanza Globale».

 «Il congresso - ha concluso Paoletti - ha chiaramente indicato alla nuova presidenza le priorità di questo quadriennio: migliorare e diffondere le attività di assistenza e consulenza fiscale, previdenziale e socio-sanitaria per tutelare al meglio i cittadini, garantire stabilità al processo di ricambio generazionale per rendere sempre più efficacie l’azione di promozione sociale, infine, realizzare e sviluppare attività strutturali che coinvolgano il settore delle nuove generazioni e della parità di genere coinvolgendo in maniera sistemica tutte le varie associazioni specifiche delle Acli ed i Circoli territoriali vero e proprio presidio sociale e culturale soprattutto nelle Aree Interne post terremoto anche sviluppando e ampliano nuove iniziative innovative e l’intercettazione di bandi  attraverso reti di sistema Acli ma anche e soprattutto reti di Sistema territoriale ».

Tra le varie priorità le principali che sono state anche trasformate in deleghe di Presidenza ben precise sono: ( Parità di Genere - Mondo Giovani e formazione alla cittadinanza attiva - Area Famiglia - Educazione alla cittadinanza Globale ) 

Questa la composizione della Presidenza con Deleghe

Giuliano Agostini (vicepresidente vicario ),

Dina Amici (responsabile dello sviluppo associativo – progettazione sociale e fundraising),

Claudio Bachetti (progetti educativi – formazione – area amministrativa di sistema), 

Luana Ventura  ( Resp. Coordinamento Donne con progettazione specifica nell’area della parità di genere  ),

Luca Cecchini ( Gestione immobiliare e Welfare Culturale di sistema ),

Silvia Santanchè ( Area Famiglia e consulente progettazione PNRR ),

Giorgio Canala ( Area Terza Età - Percorsi di cristianità e rapporti con le Diocesi AP-SBT ),

Giulio Lucidi ( Area Turismo Sociale e Welfare di sistema benessere e sport)

 Una squadra competente e da tempo impegnata nelle sfide sociali, culturali ed educative che sono figlie dei nostri tempi con l’inserimento di nuovi volti per sviluppare in maniera più condivisa la mission congressuale.

Fanno parte della squadra e non solo formalmente ma con lo stesso livello di partecipazione attiva anche i segretari e presidenti dei soggetti sociali e associazioni specifiche e professionali:

Sandro Tortella (Unione Sportiva Acli),

Giampiero Giorgi (Acli Arte e Spettacolo),

Sergio Storoni ( Resp. Coordinamento Giovani Acli)  

Alfonso Padalino (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli).

Con Sergio Storoni e attraverso le Associazioni giovanili della Provincia sarà ampliata la   convergenza con il mondo delle nuove generazioni reali protagoniste del nostro tempo, Presente e Futuro.

CREMONA: VALERIA PATELLI ELETTA PRESIDENTE PROVINCIALE DELLE ACLI

Il nuovo Consiglio provinciale costituitosi a seguito del Congresso del 12 ottobre scorso ha eletto all’unanimità Valeria Patelli nuovo Presidente Provinciale.

Valeria, classe 1977, è avvocato e sindaco di Calvatone

Valeria ha dato la sua disponibilità ad essere presidente in quanto ha svolto attività di volontariato nelle associazioni della sua comunità tra le quali vi è, da molti anni, anche il Circolo Acli Aurora.

Valeria Patelli afferma: “le Acli debbono sempre di più proporsi, come ente appartenente al terzo settore, ma al servizio della gente, attraverso le attività di service che già svolgono. In parallelo devono sempre essere animate da quello spirito di servizio che permea i nostri circoli, curando il lavoro incessante dei volontari.  Le Acli devono fornire i servizi ma anche una rete di sostegno efficace, in cui ognuno si sente parte attiva di un progetto e di un sistema che mira a migliorarsi sempre di più tenendo come punto fermo la persona ed il bene comune”

La nuova Presidenza:

Carlotta Giannelli – Sviluppo associativo e Coordinamento giovani;

Luciano Bergamaschi – Responsabilità delle Politiche sociali;

Marisa Rosa – Vita Cristiana

Cristina Perla – Attività e sviluppo dei Servizi Acli

VENEZIA: PIERANGELO MOLENA ELETTO PRESIDENTE PROVINCIALE DELLE ACLI

 

È Pierangelo Molena il nuovo presidente delle Acli provinciali di Venezia.

Il nuovo Consiglio provinciale, alla prima seduta, lo ha eletto come successore di Paolo Grigolato, che lascia l'incarico dopo due mandati e otto anni di servizio.

59 anni, sposato e orgoglioso padre di tre figlie. Lavora al Comune di Venezia da oltre 38 anni. E’ stato impegnato politicamente nel PDS, nei DS e nel primo PD. Con lo scioglimento nel 2007 dei DS è stato eletto nella Fondazione veneziana che raccoglie il patrimonio storico del PCI PDS e DS. E’ stato assessore e vicesindaco nel suo Comune. Ha avuto l’opportunità di far parte localmente della Caritas, dell’Azione Cattolica e di animare alcuni gruppi giovanili.

Lo abbiamo intervistato:

Perché hai dato la disponibilità a fare il presidente? Come sei arrivato a questo ruolo?

Più o meno a metà mandato della precedente presidenza, Paolo Grigolato e alcuni aclisti hanno “ventilato” la possibilità che potessi essere io il prossimo candidato. Proposta inaspettata alla quale ho risposto di getto “ne sarei onorato”. Me lo ricorda spesso Paolo affermando che è stata una reazione che lo ha piacevolmente sorpreso. Nelle ACLI sono stato presidente nello storico Circolo di Martellago. Circolo vivo e attivo, con una bella e impegnativa tradizione e presenza nel territorio.

Oltre a questa formante esperienza aclista ho avuto l’onore di amministrare per 15 anni a Martellago e di svolgere qualche incarico politico per una decina di anni nonché di seguire progetti ed esperienze sia a Venezia che in provincia. Tutto questo percorso mi ha davvero permesso di conoscere tante e diverse persone che, come sempre accade, ti/ci permettono di crescere. Moglie e figlie ne hanno “subito” per anni le conseguenze.

Quale pensi sia il mestiere delle Acli a Venezia,  oggi?

Abbiamo delle responsabilità impegnative ed affascinanti. Il Covid - quei due tremendi anni – ci hanno trasformato senza che ce ne rendessimo davvero conto. Siamo le ACLI della più bella e fragile città del mondo. Luogo di uno straordinario fascino e di una ineguagliabile cultura. Città di storico meticciato e di incroci di civiltà. Non credo ci sia nessuno che possa, con serenità, affermare di poter essere in grado e pronto a “svolgere il mestiere delle Acli a Venezia”. Venezia spesso risulta essere “troppo”. Ma l’approccio che abbiamo scelto, ovvero di “essere sale”, da un lato ci riempie di “inquietudine” e dall’altro ci permette anche di “limitarci” (per non esagerare con il sale...). Il compito delle ACLI è e sarà quello di essere vicini ai cittadini del e nel 2024 e negli anni a seguire.

Quale è la priorità del tuo mandato? 

Ho proposto al congresso e al consiglio di lavorare per costruire momenti di formazione costanti ed itineranti (la provincia di Venezia è particolarmente lunga), accompagnare e creare occasioni di crescita per il futuro gruppo dirigente, sia provinciale che diffuso, delle ACLI. Non credo davvero sia possibile individuare una priorità. “Ci impegneremo ad accompagnare” le ACLI per le strade delle nostre città.

Presidenza eletta: 

Pierangelo Molena

Antonella Pasquariello

Luisa Ferrari

Alberto Sbrogiò

 

VERONA: CLAUDIO BOLCATO CONFERMATO PRESIDENTE PROVINCIALE DELLE ACLI

 

Il Consiglio provinciale ha riconfermato Claudio Bolcato Presidente delle ACLI Provinciali di Verona.

57 anni, sposato, tre figli, professione intermediario assicurativo.

Nelle Acli: Segretario di Presidenza da dicembre 2013 a marzo 2021 con deleghe allo sviluppo associativo, formazione, vita cristiana. Dal 29 marzo 2021 Presidente provinciale, confermato per il secondo mandato il 14 ottobre 2024.

In Azione Cattolica: Vice presidente Adulti dal 2007 al 2013, Presidente diocesano dal 2013 al 2019, Amministratore diocesano dal 2020 ad oggi. Nel frattempo anche Incaricato Adulti per il Triveneto e dal 7 aprile 2024 Delegato della regione ecclesiastica.

Lo abbiamo intervistato:

Quale è lo spirito che hai ora nel rivestire questo ruolo rispetto a quando hai iniziato il primo mandato?

Dopo una profonda riflessione sul risultato congressuale e sulle necessità delle Acli veronesi, ho deciso di offrire la mia disponibilità a ricoprire il ruolo di Presidente provinciale, compiendo una scelta di continuità, ma in ogni caso non scontata e immediata. Affronto pertanto il secondo mandato forte delle esperienze maturate in quello precedente, ma con un senso maggiore di responsabilità e consapevolezza delle grandi potenzialità della nostra associazione.

Sono convinto che ci troviamo nel bel mezzo di un guado: è giunto il momento di accelerare la trasformazione del nostro modo di fare associazione e di offrire servizi, costruendo nuove prospettive, con lo sguardo al futuro e la disponibilità al cambiamento, rispettoso delle esigenze e delle sensibilità di tutti coloro che hanno contribuito a far crescere la comunità associativa in questi anni, con risultati importanti a livello locale e nazionale.

Quali pensi siano o continuino ad essere le priorità di questo mandato? O credi che nel tempo alcune priorità magari a Verona, siano diventate necessarie e alle quali bisogna porre maggiore attenzione?

Il Congresso ci ha richiamato al “Coraggio della Pace”. Il primo impegno è pertanto quello di essere portatori di un messaggio di pace non solo nei contesti di conflitto internazionale, ma anche nelle nostre comunità, nelle famiglie e nei luoghi di lavoro.

Poi gli obiettivi che il Congresso ha delineato nella mozione finale: il rilancio della nostra comunità associativa passa attraverso il rafforzamento, quantitativo e qualitativo, dei Circoli, che devono continuare a essere spazi di ascolto e partecipazione democratica. E poi la formazione continua, il coinvolgimento dei giovani, lo sviluppo dei servizi in relazione stretta con la funzione progettazione, il rapporto con le Associazioni specifiche da rifondare, il rinsaldare il legame con Enaip: tutto diventa fondamentale per rendere sempre più efficace la nostra presenza sul territorio e rispondere con concretezza ai tanti bisogni delle persone.

La Presidenza con le relative deleghe:

Bolcato Claudio -  Presidente,  Rapporti Istituzionali, Lavoro, Povertà, Pace, Vita cristiana.

Rizzi Manuela -  Vice Presidente Vicario,  Processi formativi della Comunità delle Acli

Bellini Riccardo - Vice Presidente,  Amministrazione

Bacciconi Stefano -  Segretario di Presidenza,  Formazione e dimensione associativa

Castagna Loretta -  Segretaria di Presidenza,.  Sviluppo Associativo

Centra Nancy Valentina -  Segretaria di Presidenza,  Donne, Minori, Diritti

Filippi Gabriele -  Segretario di Presidenza,  Volontari e Promotori Sociali

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