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LOMBARDIA: MARTINO TRONCATTI CONFERMATO PRESIDENTE REGIONALE DELLE ACLI

Il bresciano Martino Troncatti è stato confermato Presidente durante la prima riunione del nuovo Consiglio Regionale.

Originario di Corteno Golgi vive da anni a Concesio. Ha una storia di lungo corso come volontario delle ACLI e sindacalista con la Fim/Cisl, con un passato da manager in importanti aziende di livello internazionale e, più di recente, con impegni a livello nazionale del Patronato e del CAF ACLI.

Originario di Corteno Golgi, Troncatti vive da anni a Concesio.  Ha una storia di lungo corso come aclista e sindacalista con la Fim/Cisl, con un passato da manager in importanti aziende di caratura nazionale ed internazionale, con impegni a livello nazionale in Patronato e Caf Acli, oltre che nella Presidenza della Fondazione Enaip Lombardia.

La Presidenza eletta: 

Martino Troncatti - Presidente regionale, rappresentanza legale, rapporti istituzionali, amministrazione, comunicazione, Enaip e Imprese regionali, Valore Italia;

Enrica Perini - Vice Presidente, Sviluppo Associativo, Animazione di Comunità, partecipazione e volontariato;

Andrea Villa - Vice Presidente, Welfare (sanità, cura, assistenza, case di comunità, Acli Rete Salute, vulnerabilità), Lavoro (Acli Rete Lavoro e Politiche attive), Cooperazione, Sovra Indebitamento, Consumerismo;

Carmela Tascone - componente, Patronato, Caf/Acli Service, Terzo Settore, Csv, Alleanza contro la Povertà;

Bruno di Giacomo Russo - componente, Educazione e Formazione, Riforme;

Dario Acquaroli - Componente,  Giovani e Servizio Civile Universale, Politiche dell'Abitare, Pace;

Vera Lomazzi - invitata permanente, Ricerca, Studi e Cultura, Economia Sociale;

Simone Zambelli - invitato permanente, Impegno Civico (geopolitica, formazione civica e scuole di politica e all'impegno istituzionale e di amministrazione pubblica); 

Altri componenti: 

Antonio La Grotteria - Segreteria generale, Coordinamento, Risorse Umane e Gestione economica e patrimoniale, Integrazione di Sistema, Progettazione;

Ennio Roberto Oliva - Fap Acli Lombardia;

Ruffino Selmi - Aval OdV - Associazione Volontari Acli Lombardia OdV e Vita Cristiana;

Marco D'Onofrio - Us-. Acli;

Filippo Pinzone - Acli Terra

 

TARANTO: GIUSEPPE MASTROCINQUE ELETTO PRESIDENTE DELLE ACLI

TARANTO: GIUSEPPE MASTROCINQUE ELETTO PRESIDENTE DELLE ACLI

 

Eletto dal primo  Consiglio provinciale dopo il Congresso Giuseppe Mastrocinque ha 52 anni, sposato con due figli e svolge la professione di avvocato.

 

Lo abbiamo intervistato:

 

Perché hai dato la disponibilità a fare il presidente? Come sei arrivato a questo ruolo?

In realtà si tratta di una rielezione, in quanto ho già ricoperto il ruolo di presidente provinciale negli scorsi anni, salvo una parentesi, resa necessaria da impegni di natura professionale. Ho iniziato a frequentare le Acli di Taranto nel 1999, allorquando, appena laureato, svolsi presso la sede provinciale del patronato il servizio civile sostitutivo della leva militare.

Quale pensi sia il mestiere delle Acli nella tua provincia,  oggi? 

Il territorio tarantino vive una profonda crisi economica e morale. La presenza della grande industria siderurgica, che inquina e uccide lavoratori e cittadini, unita all’incapacità della classe politica locale e nazionale di dare risposte concrete alla rivendicazione del diritto di lavorare ed avere un futuro in questa terra, senza sacrificare il diritto alla salute, impongono alle Acli di far sentire la loro voce a difesa del diritto inalienabile dei cittadini della provincia di Taranto di lavorare, senza subire il ricatto che impone di scegliere tra salute e lavoro. Solo garantendo il connubio tra questi due diritti fondamentali, sarà possibile dare al territorio un futuro prospero, evitando l’ormai continua fuga di ragazzi che non trovano nella loro terra d’origine alcuna possibilità di costruire il domani.

Quale è la priorità del tuo mandato?  

Le Acli provinciali di Taranto devono entrare con più efficacia nel dibattito politico e sociale della città, facendo valere con forza gli ideali fondanti dell’associazione. Tanto presuppone un miglioramento della qualità della comunicazione delle tante iniziative sociali intraprese dalle Acli provinciali di Taranto

In  Presidenza:

Cosimo Damiano Lomartire – vice presidente vicario;

Fabiano Biallo – vice presidente con delega allo sviluppo ed al coordinamento del sistema associativo;

Anna Caramia, delegata all’amministrazione;

Cosimo La Fratta, delegato alla lotta alla povertà ed all’uguaglianza;

Annarita Laghezza, delegata all’immigrazione ed al lavoro;

Maria Carelli, coordinatrice provinciale donne

LIGURIA: CHIARA VOLPATO CONFERMATA PRESIDENTE REGIONALE DELLE ACLI

Radicamento nei territori, attenzione ai bisogni, formazione, presenza da cristiani nel mondo del lavoro per affrontare i problemi della Liguria e i grandi temi del nostro tempo: l’impegno delle Acli liguri per il prossimo quadriennio

Chiara Volpato: riprendo le parole che ci ha rivolto al congresso delle Acli liguri il nostro Arcivescovo Mons. Tasca, “Siete chiamati a un servizio molto particolare su uno dei temi caldi della nostra regione, il lavoro. Un servizio portato avanti da cristiani. È importante che noi cristiani siamo capaci di dire: sì, ci sono problemi, difficoltà, ma accendiamo un cerino di speranza, che fa tanta luce finché è acceso”. Questo cerino deve illuminare gli scenari futuri, le prospettive della Liguria e il ruolo che il Movimento potrà e dovrà svolgere in una fase storica così complessa.

Purtroppo non sono mancate difficoltà negli ultimi anni, fra la pandemia e le crescenti criticità a livello locale e globale, difficoltà che si sono aggiunte ai grandi problemi del tempo attuale: il dilagare di disuguaglianze, guerre e violenza, la crisi della democrazia che minaccia gli equilibri internazionali, la fatica ad affrontare il problema dei flussi migratori, la crescente solitudine dei giovani legata anche all’isolamento nei social media, gli inquietanti interrogativi dell’intelligenza artificiale. In questo quadro si inseriscono i problemi della Liguria: l’invecchiamento della popolazione (il più elevato in Italia), la difficoltà a curarsi, gli ostacoli per studiare e trovare lavoro qualificato che portano i giovani ad andarsene, la diminuzione del Pil e del reddito pro-capite, le crescenti disuguaglianze, la povertà sempre più diffusa, la solitudine. La Liguria è una regione sempre più frammentata nei territori e fra le generazioni e sempre più periferica, anche se centrale per portualità e logistica. Pesa la mancata gestione della crisi: diminuzione dell’industria, eccessiva terziarizzazione dell’economia, redditi bassi, presenza della criminalità organizzata, la fragilità sociale che accentua quella ambientale. Tutto ciò porta sfiducia nelle Istituzioni e allontanamento dalla politica.

Sul piano interno dovremo sviluppare nei prossimi anni il lavoro in rete fra le province, il contatto con i movimenti e i gruppi dirigenti locali, le sinergie e buone prassi, la simbiosi fra i diversi livelli dell’organizzazione. Dovremo inoltre lavorare in rete anche con la società civile e proseguire nella co-progettazione e cura dei beni comuni per la promozione delle persone e dei diritti. Il presidio sociale assicurato dalle nostre strutture è un valore fondamentale bisogna avere una visione di prospettiva che parta dai circoli e vada fino al livello nazionale. Dobbiamo farci conoscere di più dalle Istituzioni, con un gruppo dirigente sensibile. Crescere nella capacità politica di influenza e pressione per la soluzione dei problemi dei territori. Essenziale il ricambio generazionale, che può essere facilitato da un rinnovato impegno nell’attività formativa verso chi ha responsabilità nell’organizzazione e verso chi ha scelto di operare nelle Istituzioni.

Ritengo centrale nella prospettiva aclista attuale il “Coraggio della Pace”. Non permettiamo che l’odio occupi tutto il nostro spazio di pensiero. Facciamo tutto il possibile per la pace, l’uguaglianza, la riconciliazione, la giustizia sociale, l’unione pur nelle diversità.

Fondamentale è la missione delle Acli: l’essenziale sta nel legame con le persone, nell’ottica di servizio che deve animare chi guida il movimento, per unire e radicare sempre più le Acli nel territorio.

NUORO: SALVATORE FLORIS CONFERMATO PRESIDENTE PROVINCIALE DELLE ACLI

Il Consiglio Provinciale delle ACLI di Nuoro, riunitosi nella prima seduta dopo il congresso del 19 ottobre, ha riconfermato all’unanimità Salvatore Floris presidente provinciale dell’Associazione.

Nelle sue prime parole dopo la rielezione Floris si è concesso un bilancio dei primi quattro anni del suo mandato:

“In questi ultimi quattro anni abbiamo percorso insieme un cammino complesso e ricco di impegni. Non siamo riusciti a fare tutto quello che speravamo e desideravamo realizzare, ma siamo soddisfatti degli obiettivi raggiunti. Abbiamo operato come ACLI a 360 gradi, mantenendo la qualità dei servizi di sportello per il CAF e per il Patronato, così come per gli sportelli permanenti di accoglienza e consulenza: psicologica, digitale, bonus energia, famiglie e povertà".

Lo abbiamo intervistato:

Quale è lo spirito che hai ora nel rivestire questo ruolo rispetto a quando hai iniziato il primo mandato?

Sicuramente maggior consapevolezza sia delle difficoltà nel guidare una provincia, sia le potenzialità che l’azione Acli può produrre nei territori. Il lavoro di squadra è essenziale per ottenere il massimo dalle potenzialità che si hanno. Ho capito molto meglio come le Acli le fanno le persone e non le cariche o gli organigrammi e che un buon volontario è molto più prezioso di un dirigente distratto.

Quale è il compito delle Acli nel tuo territorio in questa fase? E in futuro?

In questi ultimi quattro anni, abbiamo percorso insieme un cammino complesso e ricco di impegni. Non siamo riusciti a fare tutto quello che speravamo e desideravamo realizzare, ma siamo soddisfatti degli obiettivi raggiunti. Abbiamo operato come ACLI a 360 gradi, mantenendo la qualità dei servizi di sportello per il CAF e per il Patronato, così come per gli sportelli permanenti di accoglienza e consulenza: psicologica, digitale, bonus energia, famiglie e povertà. I progetti che abbiamo sviluppato hanno riguardato solidarietà, inclusione sociale, formazione e crescita culturale, andando ad intercettare i bisogni e le fragilità di varie fasce della popolazione, sia rispetto alla età, sia rispetto alla estrazione sociale, con un occhio di riguardo per gli anziani e per i giovani nelle scuole, che da sempre sono un nostro punto di riferimento. Altri quattro anni ci attendono, li guardiamo con rispetto ma senza paura, sicuri che ancora possiamo dare il nostro apporto attraverso l’associazione e i tanti volontari che danno una mano affinché l’azione della Acli sul territorio del nuorese sia possibile.

Quale sarà la priorità del tuo mandato? 

Speriamo di essere stati un luogo di incontro e sostegno attraverso le nostre azioni nel territorio, un punto di riferimento per i tanti, purtroppo troppi, che oggi si trovano a vivere delle difficoltà sotto diversi punti di vista: finanziario, lavorativo, sanitario, sociale. Tante periferie e fragilità ci hanno visto intervenire in questi anni e nel nostro piccolo abbiamo cercato di dare un contributo per creare una società migliore rispetto a quella che abbiamo trovato quattro anni fa, una società all’uscita dalla pandemia con i suoi disastri e le sue macerie. Non ci siamo rassegnati ad accettare le situazioni di degrado che abbiamo incontrato nella nostra strada e non ci rassegneremo neppure negli anni a venire. Dobbiamo avere come principale obiettivo quello di implementare la presenza capillare sul territorio per raggiungere davvero tutti.

La nuova presidenza:

Cristian Fancello - vicepresidente e responsabile dello sviluppo associativo

Brunilde Sini - Responsabile dell’amministrazione e del coordinamento delle associazioni specifiche

Stefano Guiso - con delega al mondo giovanile e al progetto “Mobilità Garantita”

Silvia Angioi - delegata ai rapporti con le scuole e responsabile del progetto “Una mano per la spesa”, Salvatore Mureddu - delegato ai rapporti con le comunità ecclesiali.

Il consiglio provinciale ha inoltre designato Salvatore Floris come rappresentante delle ACLI di Nuoro all’interno del consiglio regionale delle ACLI della Sardegna.

AREZZO: LUIGI SCATIZZI CONFERMATO PRESIDENTE PROVINCIALE DELLE ACLI

La prima riunione del nuovo Consiglio Provinciale eletto nel corso dell’ultimo congresso ha confermato Luigi Scatizzi presidente delle Acli di Arezzo.

E’entrato nelle ACLI aretine nel 1985 (Presidente Provinciale Giuseppe Giorgi) con Gioventù Aclista, poi Segretario Provinciale di GA, Consigliere di Circoscrizione nel 1985 e nel 1990 Consigliere Comunale di Arezzo nella DC, poi Segretario Provinciale del PPI (1994 - 1997), Consigliere Comunale nuovamente nel 2011.

QD di Banca MPS, come l’attività lavorativa. Sposato due figli, membro del terzo ordine secolare dei Cappuccini presso il Convento di Arezzo. E’ Laureato in Scienze Politiche con indirizzo Internazionale all'Università di Firenze dopo aver frequentato il Liceo Scientifico "Francesco Redi" di Arezzo. Non ama molto apparire.

Ritiene che una democrazia sia tale, non solo se ha una buona e bella Costituzione, ma soprattutto se ha un sistema politico che vive in modo democratico e si alimenta attraverso percorsi di formazione anche di esperienze di crescita individuale e socio politica. Diversamente la democrazia e la costituzione sono solo esercizi letterari.

Il presidente Scatizzi ha fornito la disponibilità a continuare un servizio avviato nel 2020 e sarà affiancato dai due Vice Presidenti Valentian Matteini e Sergio Grazzini, dal  Segretario allo Sviluppo Associativo, Riccardo Sestini, dal  Segretario Amministrativo, Roberto Poledrini. Inoltre è stato eletto come rappresentante in Consiglio Regionale, Stefano Mannelli e Francesca Raffaelli Spertilli, come Organo monocratico di controllo di Bilancio. Queste nomine verranno ora seguite dalla definizione del Consiglio di Presidenza, l’organo esecutivo e amministrativo che dirige le attività della struttura aclista per attuare gli obiettivi stabiliti dal congresso e dal Consiglio Provinciale.

Tra questi rientrano, ad esempio, il sostegno alle attività dei circoli, la formazione dei giovani per un ricambio generazionale, l’attivazione di nuovi servizi per rispondere ai bisogni emergenti sui territori e la costituzione di Gioventù Aclista e Coordinamento Donne per aumentare il coinvolgimento nelle attività associative.

Il completamento del Consiglio di Presidenza è previsto successivamente al congresso regionale e al congresso nazionale, due momenti di democrazia e confronto che serviranno per definire l’azione aclista in Toscana e in Italia.

Lo abbiamo intervistato:

Quale è lo spirito che hai ora nel rivestire questo ruolo rispetto a quando hai iniziato il primo mandato?

Lo spirito è sempre lo stesso, quello di responsabilità per condurre l'Associazione in tempi nuovi e complessi, sia per le attività del volontariato sociale che per i servizi tradizionali e nuovi offerti ai cittadini.

Rispetto al precedente mandato sento sicuramente una migliore e maggiore percezione della realtà dell'Associazione nella sua complessità strutturale, proprio per questo il secondo mandato consente di completare e consolidare le esperienze e le attività che risultano utili e abbandonare quelle che non hanno prodotto risultati o che, comunque, sono risultate non appropriate per la realtà in cui viviamo.

Inoltre ho potuto consolidare le relazioni anche quelle di causa effetto tra le varie strutture del Sistema ACLI e i loro Referenti (rapporti anche personali conoscendone le specifiche soggettività caratteriali e culturali / professionali), consentendo una migliore e più efficace azione di convincimento e di maggiore autorevolezza nell'indicare e far applicare soluzioni. 

Quale è il compito delle Acli nel tuo territorio in questa fase? E in futuro?

A mio avviso le priorità su cui operare sono tre:

Supportare i circoli a riorganizzare la propria presenza in un tempo completamente mutato rispetto a quello in cui si sono costituiti e in cui hanno navigato. In molti casi sono arrivati in questa epoca, tra l'altro repentinamente mutata dopo il Covid, per forza di inerzia e con ricambi generazionali e di genere molto limitati, quando ci sono stati, anche sofferti e che hanno lasciato delle lacerazioni. Quello che mi sembra importante, forse non sarebbe male un'analisi scientifica delle condizioni e delle differenziazioni delle tipologie di Circolo a cura anche di una Funzione di riassetto nazionale, valutare i vari cluster di tipizzazione dei nostri circoli e capire, in base alle loro peculiarità territoriali e di socialità proposta (a titolo di esempio non esaustivo, mescite, piuttosto che presidi di servizi tradizionali, supporto ai cittadini per altri aspetti, etc ..) gli aspetti da supportare per un cambiamento verso tempi nuovi e generazioni nuove. Per questo servirebbe anche una specie di Fondo di sostegno per riconvertire le tradizionali mescite in ambienti tecnologici adatti anche ai più giovani. Per agevolare questo processo, senza il quale in pochi anni, a mio avviso, rischiamo la chiusura di molti circoli, serve il rafforzamento della figura professionalizzata dello Sviluppo Associativo e integrazione di Sistema, che deve essere definita, skillata, formata e professionalizzata e, ovviamente pagata. Ritengo che il dimensionamento possa essere in base a parametri quali numero di circoli, numero di associati e tipologia di attività dei circoli e che abbia una filiera Funzionale dalla Sede Nazionale (Responsabile con specifica)  a quella Regionale.

Integrazione di Sistema, cercando di scovare e recuperare ambiti interni al Sistema che sfuggono ad un efficiente ed efficace recupero di risorse disperse. Da una analisi si osserva come solo il 15% dei Soci si serva della Struttura del CAF ACLI. Solo questo aspetto, se creiamo delle migliori sinergie e con poche ma mirate attività di comunicazione interna, possono portare ricchezza a costo zero. A volte disperdiamo risorse e tempo nel cercare nuovi ambiti e bacini di attività ed utenti esternamente ma ci perdiamo una prateria che abbiamo dentro casa.

Sviluppare ulteriormente lo Sportello Famiglia integrandolo anche con servizi come doposcuola e assistenza e supporto alla persona dall'anziano alle molte solitudini del nostro tempo. Anche qui possiamo attingere a risorse che sono presenti con Bandi pubblici e di Fondazioni private. In questo sviluppando anche collaborazioni con mondo associativo del terzo settore con particolare attenzione a quello di matrice cattolica.

Quale sarà la priorità del tuo mandato?

Le priorità saranno indirizzate nel consolidare i Circoli e i Servizi. Inoltre consolidare molte cose già avviate in modo da strutturarle e lasciarle come continuità a chi arriverà tra poco. Non sarebbe un buon servizio se le cose avviate e sviluppate finissero con la fine del mandato di un presidente. Avrebbe un significato non positivo. Tuttavia un altro aspetto prioritario proseguire la crescita della nuova classe dirigente, un aspetto a cui tengo molto e che sto perseguendo con una certa ostinazione. 

Comunque ho 60 anni, e come dice il Santo Padre, dobbiamo avere la percezione di individuare con saggezza il momento in cui lasciare gli impegni ai più giovani. Spero quindi, se tutto procede per il meglio di poter prendere con saggezza questa decisione anche con tempi non necessariamente statutari (insomma prima della scadenza dei 4 anni).

BASILICATA: EMANUELE ABBRUZZESE ELETTO PRESIDENTE REGIONALE DELLE ACLI

E’ stato eletto all’unanimità dal nuovo Consiglio eletto dal congresso del 26 ottobre scorso.

Abbruzzese, 52 anni, di Forenza, è  stato per due mandati Presidente delle Acli di Potenza.

Lo abbiamo intervistato:

Emanuele, perché hai dato la disponibilità a fare il presidente? Come sei arrivato a questo ruolo?

Sono stato per 8 anni Presidente Provinciale e adesso per dare una continuità al progetto regionale ho dato la mia disponibilità a ricoprire questo ruolo.

Quale pensi sia il mestiere delle Acli nella tua regione, oggi? 

Le Acli nella mia regione sono un punto di riferimento per le persone, inoltre anche per le amministrazioni pubbliche siamo punto di riferimento per i servizi che offriamo.

Quale è la priorità del tuo mandato?  

Dare importanza a livello regionale sia dal punto di vista associativo che dei servizi su tutto il territorio regionale .

Il Consiglio regionale delle Acli della Basilicata, su proposta del presidente Abbruzzese, ha anche approvato la composizione della nuova Presidenza: ne fanno parte  la vicepresidente Stefania Marzario, i consiglieri Giulia Musto e Raffaella Ferrara.

ORISTANO: DANIELA MASIA CONFERMATA PRESIDENTE PROVINCIALE DELLE ACLI

NELLA RIUNIONE DEL PRIMO CONSIGLIO PROVINCIALE è stata riconfermata presidente per il quadriennio 2024/2028 DANIELA MASIA, docente di scuole statali, formatrice per gli enti di terzo settore, operatrice linguistica e culturale qualificata, nonché componente del Comitato scientifico dell'Istituto Camillo Bellieni per cui segue anche i seminari e laboratori di filosofia.

Ad accompagnare Daniela Masia saranno Antonio Moretti in qualità di vicepresidente con delega del patronato, Carlo Tortora come segretario generale con delega al Servizio CAF Oristano, Giuliano Oliva quale responsabile all'Amministrazione, Samuele Salaris responsabile allo Sviluppo associativo, Costanza Porcu nel ruolo di segretaria con delega alla Salute e Prevenzione, Francesca Marras segretaria con delega al Terzo settore e alle Politiche di Genere), Ivana Teotto segretaria con delega alla Cultura e Reti associative, Giulia Scanu segretaria con delega alla promozione e cura di Oristano nell'ambito internazionale. Sono invitati permanenti quali ex Presidenti provinciali Daniele Zedda, Enrico Orrù e Carlo Tortora.

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