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LIGURIA: CHIARA VOLPATO CONFERMATA PRESIDENTE REGIONALE DELLE ACLI

Radicamento nei territori, attenzione ai bisogni, formazione, presenza da cristiani nel mondo del lavoro per affrontare i problemi della Liguria e i grandi temi del nostro tempo: l’impegno delle Acli liguri per il prossimo quadriennio

Chiara Volpato: riprendo le parole che ci ha rivolto al congresso delle Acli liguri il nostro Arcivescovo Mons. Tasca, “Siete chiamati a un servizio molto particolare su uno dei temi caldi della nostra regione, il lavoro. Un servizio portato avanti da cristiani. È importante che noi cristiani siamo capaci di dire: sì, ci sono problemi, difficoltà, ma accendiamo un cerino di speranza, che fa tanta luce finché è acceso”. Questo cerino deve illuminare gli scenari futuri, le prospettive della Liguria e il ruolo che il Movimento potrà e dovrà svolgere in una fase storica così complessa.

Purtroppo non sono mancate difficoltà negli ultimi anni, fra la pandemia e le crescenti criticità a livello locale e globale, difficoltà che si sono aggiunte ai grandi problemi del tempo attuale: il dilagare di disuguaglianze, guerre e violenza, la crisi della democrazia che minaccia gli equilibri internazionali, la fatica ad affrontare il problema dei flussi migratori, la crescente solitudine dei giovani legata anche all’isolamento nei social media, gli inquietanti interrogativi dell’intelligenza artificiale. In questo quadro si inseriscono i problemi della Liguria: l’invecchiamento della popolazione (il più elevato in Italia), la difficoltà a curarsi, gli ostacoli per studiare e trovare lavoro qualificato che portano i giovani ad andarsene, la diminuzione del Pil e del reddito pro-capite, le crescenti disuguaglianze, la povertà sempre più diffusa, la solitudine. La Liguria è una regione sempre più frammentata nei territori e fra le generazioni e sempre più periferica, anche se centrale per portualità e logistica. Pesa la mancata gestione della crisi: diminuzione dell’industria, eccessiva terziarizzazione dell’economia, redditi bassi, presenza della criminalità organizzata, la fragilità sociale che accentua quella ambientale. Tutto ciò porta sfiducia nelle Istituzioni e allontanamento dalla politica.

Sul piano interno dovremo sviluppare nei prossimi anni il lavoro in rete fra le province, il contatto con i movimenti e i gruppi dirigenti locali, le sinergie e buone prassi, la simbiosi fra i diversi livelli dell’organizzazione. Dovremo inoltre lavorare in rete anche con la società civile e proseguire nella co-progettazione e cura dei beni comuni per la promozione delle persone e dei diritti. Il presidio sociale assicurato dalle nostre strutture è un valore fondamentale bisogna avere una visione di prospettiva che parta dai circoli e vada fino al livello nazionale. Dobbiamo farci conoscere di più dalle Istituzioni, con un gruppo dirigente sensibile. Crescere nella capacità politica di influenza e pressione per la soluzione dei problemi dei territori. Essenziale il ricambio generazionale, che può essere facilitato da un rinnovato impegno nell’attività formativa verso chi ha responsabilità nell’organizzazione e verso chi ha scelto di operare nelle Istituzioni.

Ritengo centrale nella prospettiva aclista attuale il “Coraggio della Pace”. Non permettiamo che l’odio occupi tutto il nostro spazio di pensiero. Facciamo tutto il possibile per la pace, l’uguaglianza, la riconciliazione, la giustizia sociale, l’unione pur nelle diversità.

Fondamentale è la missione delle Acli: l’essenziale sta nel legame con le persone, nell’ottica di servizio che deve animare chi guida il movimento, per unire e radicare sempre più le Acli nel territorio.