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CIRCOLO OPERAIO ACLI COLLORO (VCO). UNA PRESENZA LUNGA UN SECOLO: CENTRO DI AGGREGAZIONE IMMERSO NELLA NATURA DEL PARCO DELLA VAL GRANDE.

Colloro, è una frazione posta su una terrazza da cui domina l’Ossola. Paese formato da nuclei abitati densi che formano un villaggio vivo e popolato, in cui tra le costruzioni tradizionali in pietra si conservano un torchio seicentesco, gli antichi forni e un lavatoio. Questa è la cornice naturale in cui, da più di un secolo, trova il suo spazio il Circolo Operaio di Colloro divenuto Acli. 

Fausto Dinetti è stato presidente dal 1996 fino al 1999 e poi, rinominato dal 2002, ha contribuito alla celebrazione del centenario del Circolo nel 2003. Difficile trovare un ricambio in queste piccole realtà dove tutto si muove lentamente e alcune certezze sono importanti. Per questo Fausto è ancora oggi presidente e ci racconta questo Circolo, nel tempo che fluisce e nelle sue battute di arresto.

Fausto inizia….il Circolo nasce nel 1903, promosso dalla popolazione collorese, con lo scopo di avere un punto di aggregazione per trascorrere del tempo dopo le quotidiane fatiche, come recita lo statuto. Per un secolo è andato avanti, cercando di riunire le persone del nostro paesino, che è davvero una piccola realtà. Si organizzavano serate di ballo all’epoca, piuttosto che spettacoli teatrali. Collocato inizialmente in alcuni locali in affitto, il Circolo riuscì successivamente ad avere una sede propria – quella attuale, sebbene nella seconda metà degli anni Trenta la vita del Circolo andò incontro ad un incidente di percorso, quando il regime, nell’intento di monopolizzare anche l’attività dei luoghi di ritrovo della popolazione e dei lavoratori, costrinse gli amministratori ad una donazione forzosa dello stabile a favore dell’Opera Nazionale Dopolavoro. Solo in seguito, la popolazione tornò ad ottenere la proprietà dello stabile.

La mescita c’è sempre stata e nel 2010 è stata ristrutturata la cucina che può fungere da attività di ristorazione. In realtà, i lavori avevano interessato tutto l’edificio. Nel 2015 però, la struttura è stata coinvolta in un incendio e avvolta dalle fiamme è andata completamente distrutta. Avevamo pensato di mollare, di non ricostruire più, sopraffatti dalla fatica e dallo sconforto ma, nel 2010 il pensiero di ristrutturare di nuovo ha preso il sopravvento. Ci siamo adoperati, ricominciando da zero, consapevoli che rinunciando avremmo abbandonato il paese, perché nella situazione in cui ci troviamo non sarebbe rimasto nulla per le persone senza di noi, nessuna opportunità di incontro, di animare una comunità a rischio di isolamento. Di sicuro si è trattato di un investimento significativo. Siamo situati proprio in una delle porte principali di accesso al parco della Val Grande e proprio da qui parte la traversata classica che da Colloro arriva a Malesco. Un percorso culturale e naturalistico importante e per noi poteva rappresentare un’occasione una simile posizione. Il nostro è un paese di centosessanta anime e prettamente agricolo.

Noi soci siamo proprietari dello stabile perché alla nascita del Circolo, l’edificio fu costruito dai colloresi direttamente nel 1903. Abbiamo prodotto un libro sulla storia del Circolo che però è andato bruciato nell’incendio. Un vero peccato. Non potevamo non rimetterlo in piedi questo Circolo che è l’unico locale pubblico della frazione, assolvendo ad una funzione sociale come autentico punto di aggregazione non solo per tutta la comunità della frazione, ma pure per chi vi abita nei week end e nei mesi estivi, 

Quali sono le principali attività che svolgete?

Siamo un centro di aggregazione per le persone e riusciamo anche ad attrarre un certo numero di giovani. Vogliamo cercare di tenere unito il paese. Nel direttivo siamo in 9, poi possiamo contare sull’aiuto della famiglia dei figli e di un gruppo di ragazzi che ci sostengono sempre quando c’è necessità. Certo bisogna considerare che dopo la ristrutturazione abbiamo un mutuo a cui fare fronte e non è sempre facile sostenere le spese e organizzare le attività con il solo contributo volontario.

Organizziamo e supportiamo le feste patronali, come quella di San Gottardo, e inoltre diversi eventi per i quali collaboriamo con le Acli provinciali Vco. Abbiamo ottimi rapporti con loro. Abbiamo aderito al progetto Musica in Circolo finanziato dalla Fap Acli Vco, dove si è organizzata una giornata di musica con il grande Lando Landi. L’evento prevedeva di raccogliere delle offerte che poi abbiamo devoluto, insieme agli altri circoli che hanno partecipato, all’associazione Ossola Amica dell’UGI (un’associazione che offre sostegno ai genitori con figli malati di tumore). In questi anni abbiamo svolto attività di beneficenza a favore di organizzazioni che si occupano di persone in difficoltà.

Nella sala del piano superiore del Circolo, organizziamo spesso delle presentazioni di libri, annualmente ospitiamo il professor Giancarlo Fantini. I suoi libri spiegano la categoria dei vegetali commestibili, con lo scopo di aiutare le persone a riconoscere la più ampia varietà di piante commestibili. Ultimamente si è tenuta la presentazione del suo libro “In giardino” e ha avuto notevole partecipazione.

Abbiamo anche promosso un workshop, in collaborazione con il Parco nazionale della Val Grande per presentare il progetto nazionale sul monitoraggio delle farfalle e poi noi ci siamo occupati del pranzo.

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