CIRCOLO ACLI PIO XII - URBANIA (PESARO URBINO): UNA PRESENZA QUOTIDIANA FATTA DI ATTENZIONI.
Il Circolo Acli Pio XII di Urbania, in provincia di Pesaro Urbino, orgoglioso delle proprie battaglie, rivive i lunghi anni di servizio nel territorio marchigiano, anni di formazione cristiana e sociale dei lavoratori, sin da quando, nel 1948, le Acli decidono di occupare due locali al piano terra del Palazzo Mattarozzi-Brancaleoni-Filippi e alcuni locali del primo piano del Palazzo Servigi, per dotare il Circolo di una sede.
La presidente, Nazzarena Saltarelli, è in carica da febbraio 2012 e, il suo arrivo coincide con una battuta di arresto che il Circolo sta affrontando; in quel momento, le iniziative ruotavano intorno alla mescita, all’attività del bar, e dei percorsi del passato restava poca traccia, ad esclusione dei tornei di briscola e di carte in generale, oppure di qualche convegno, organizzato in collaborazione con Don Pietro Pellegrini, il responsabile spirituale del Circolo. Con il suo arrivo la presidente prova ad imprimere un nuovo impulso, riconsegnando vitalità alle tradizionali iniziative del Circolo, per poi aggiungerne di altre, e tra queste le gite e i convegni sul tema della salute e del lavoro, cercando di garantire una continuità di azione e una diversificazione.
Dei trascorsi importanti per questo Circolo ci racconta Nazzarena, così da offrire una panoramica sul radicamento e il valore assunto nel territorio sin dalla sua nascita:
ci sono stati tempi in cui le esigenze materiali e le conquiste per la formazione degli operai, alla luce dei principi sociali cristiani, hanno rappresentato una priorità per il nostro territorio. Così, il Circolo Pio XII viene fondato nel 1945, e affidato all’assistente ecclesiastico Don Alessandro Fini, per ampliare il proprio raggio di azione e assumere un ruolo preminente in tutta la Provincia. I principali impegni presi dal Circolo di Urbania riguardavano lo svolgimento dell’attività formativa, ricreativa e sociale, nonché l’analisi dei problemi locali e delle questioni riguardanti le varie categorie di lavoratori vicini alle Acli. Durante il primo periodo, sono state realizzate gite sociali, pellegrinaggi e un gran numero di attività aggregative. Inoltre, non è mancato il sostegno ad un segretariato del popolo tra i più attivi della Provincia in quella fase. Gli anni gloriosi, in particolare, furono quelli attorno ai Cinquanta in cui si contavano circa 180 iscritti e si racconta di come Papa Pio XII avesse inviato una consistente somma di denaro a sostegno del Circolo, di cui parte fu investita nell’acquisto di una bicicletta da uomo, per lo svolgimento delle funzioni del Segretario o dei membri componenti del Consiglio Direttivo. Quel gesto ha attribuito un’importante significato alla nostra presenza e alla funzione che svolgevamo nel territorio.
Tra le attività più recenti, che tu hai contribuito a sviluppare Nazzarena, quali potresti citare?
Di sicuro l’iniziativa organizzata per diversi anni con la Coldiretti per il “ringraziamento dei frutti della terra”. Ora tante cose è difficile rammentarle, perché in effetti sono state numerose. Inoltre, ricordo la festa dei nonni organizzata da noi come Circolo, insieme alla Fap Acli Provinciale e all’oratorio San Domenico Savio di Urbania giunta alla 5^ edizione. In occasione della festa abbiamo sempre allestito presso la saletta Volponi una mostra di ricami della nonna e di oggetti della tradizione (lenzuola ricamate, foto d’epoca, oggetti della cucina), con l’intenzione di valorizzare i manufatti, ma anche le pratiche che le persone anziane, e i nonni nello specifico, sono in grado di condividere e tramandare. Non ci siamo fatti mancare anche le settimane in montagna, realizzate dal 2018 tutti gli anni, in Val di Fassa. Ricordiamo anche la Festa della Donna al Circolo e poi in pizzeria, anche la Festa della Mamma con la benedizione del nostro Assistente Spirituale e l’incontro organizzato sempre con la Fap Provinciale sulle “sculture di frutta”, per apprendere questa arte e creare un’occasione per stare insieme.
Collaboriamo con la parrocchia e per Natale abbiamo organizzato una serata sul tema della figura di San Giuseppe, con riferimenti a partire dalla famiglia di Nazaret, per poi operare un confronto con i significati della figura del padre nella famiglia odierna. Con le Clarisse, le suore di clausura, ci siamo spostati dal paese, per una fiaccolata a favore della pace, presso il monastero. Queste sono le due iniziative di dicembre a carattere religioso su cui abbiamo investito. Siamo stati attivi negli anni passati anche nei pellegrinaggi come quello al Santuario della Madonna della Misericordia del Pelingo, ad Acqualagna.
Tra le iniziative più o meno ricorrenti di natura aggregativa, quindi improntate alla socialità e alla solidarietà, abbiamo le gare di briscola e le tombole, le Lotterie, che costituiscono ancora una proposta ben accolta dai soci (ci sono anche le gare di burraco). Abbiamo pensato anche ad una tombola di solidarietà il cui ricavato è stato devoluto ad una associazione di Bologna “Juri una vita che continua”, nata a seguito della morte di un figlio dei promotori, i cui organi sono stati donati ad altre dodici persone. Questa ci sembrava una causa importante, alla quale contribuire per curare questo aspetto. Successivamente agli eventi dell’alluvione ci siamo adoperati per organizzare una raccolta di beni da destinare alle famiglie dell’Emilia-Romagna che sono state vittime di questa tragedia. Ancor prima per la guerra in Ucraina, ci siamo occupati della raccolta di medicinali ed indumenti da mandare a Roma, alla chiesa di Santa Sofia. Abbiamo lavorato in più direzioni cercando di curare sia l’aspetto ricreativo, che culturale e religioso. Ultimamente ci siamo anche occupati degli addobbi in via delle Maioliche che costeggia la Chiesa di San Francesco nell’ambito della Infiorata del Corpus Domini.
Sul piano della salute ci siamo impegnati nella realizzazione di alcuni incontri, anche in passato lo abbiamo fatto, ad esempio riguardo i fattori di rischio, la prevenzione e la cura della demenza senile e del morbo di Alzheimer. Per contribuire allo sviluppo culturale abbiamo pensato anche alla presentazione di libri, come ad esempio, quello di Domenico Aluigi, “La Bibbia che parla attraverso le donne”. Insieme all’arma dei carabinieri e alla polizia municipale abbiamo organizzato anche un incontro sul tema della sicurezza pubblica, della prevenzione verso le truffe agli anziani e dei reati contro il patrimonio.
Adesso vi trovate in una fase difficile. Che cosa succede?
Attualmente siamo in affitto nei locali di proprietà della parrocchia, in un palazzo nobile al piano terra, dove c’è anche il Patronato. C’è stato molto attivismo in passato per creare le condizioni necessarie ad avere una sede dove operare. Eppure, il futuro è incerto e non sapremo cosa succederà. Ormai da troppi anni svolgo questo incarico di presidente e mi sono dimessa. Io sono una consulente del lavoro ancora in attività, inoltre aiuto il nostro Parroco nella gestione di una piccola Scuola Materna: temo di non riuscire ad arrivare sempre a tutto. Di solito, fra le persone dalle nostre parti, ci si abitua all’idea che il presidente di un Circolo si debba occupare di tutto, tendendo a delegare ogni cosa, quando non ad appoggiarsi totalmente sulle sue spalle. Quindi è importante provare ad invertire una tendenza, promuovendo un maggiore ricambio. L’impegno di una sola persona non può rigenerare la presenza del nostro Circolo.
Prima avevamo un gestore per la mescita, ma dopo il Covid gestiamo direttamente con alcuni soci volontari che si alternano, ma tutto l’aspetto organizzativo che ruota intorno a questa attività ricade sul presidente. Dobbiamo incentivare un maggiore investimento di forze, anche se facciamo fatica a trovare un’alternativa. Forse una strada per un possibile passaggio del testimone si sta aprendo, anche se per un periodo breve, magari per favorire una transizione con esiti più duraturi. Staremo a vedere, la speranza è che si possa conservare una tradizione così importante.
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