CIRCOLO ACLI CASSANA – (BORGHETTO DI VARA - LA SPEZIA). UN PROGRAMMA DI ATTIVITA’ CULTURALI PER PROMUOVERE LA CONSERVAZIONE DELLE TRADIZIONI LOCALI E LA MEMORIA DEL PAESE.
Non lontano dalla riviera e dalle Cinque terre, in territorio ligure, a 350 m dal livello del mare, sorge il Circolo Acli, oltre vent’anni di attività e il sogno di conservare il cuore delle tradizioni locali, simbolo di una comunità in trasformazione nel frastagliato paese di Cassana. Degli amici si uniscono in nome di questo proposito e Paola Bellano, segretaria del Circolo Acli di Cassana, appartiene a questa storia che ci può raccontare:
“siamo un Circolo relativamente giovane, nato nel 2001, e sono ormai diversi anni che siamo all’opera nel territorio. Tutto nasce dall’idea spontanea di un gruppo di amici per riappropriarsi delle tradizioni e degli aspetti culturali rilevanti di questa comunità, valorizzandoli. Volevamo riportare alla luce quelle pratiche locali e con esse i significati che hanno accompagnato la storia di Cassana, tenendo unite le persone del nostro piccolo paese frammentato, fatto più che altro da un insieme di frazioni, senza la presenza di un centro identificativo forte. Il territorio aveva perso un centro di aggregazione, quindi nelle intenzioni di questi amici, c’era la volontà di restituire un luogo riconosciuto, in cui la popolazione potesse ritrovare tracce delle proprie tradizioni e riviverle, conservando i segni del passato e non rischiare di vederli scomparire. Inoltre, avere uno spazio di incontro, poteva favorire anche lo scambio e l’aggregazione delle persone che, vivendo in frazioni sparse, a causa della configurazione del territorio, non avevano facilità nel ritrovarsi, nello stare insieme.
Come avviene l’incontro con le Acli?
Ci siamo avvicinati alle Acli in un secondo momento, per ottimizzare la nostra esperienza, per imprimere un segnale importante e legittimare il nostro ruolo nel territorio. Eravamo soltanto un gruppo informale di amici, non potevamo fare molto in quella situazione, mentre le Acli ci hanno supportato e aiutato a crescere ed insieme al Circolo si è sviluppato anche il progetto che promuovevamo. Con le Acli ci siamo dati una forma, che ci ha permesso di organizzare un programma di attività articolato, realizzando anche sagre nel rispetto della regolamentazione prevista. In particolare, con le Acli condividiamo degli obiettivi generali e partecipiamo alle progettualità che ci propongono. Ultimamente, con le Acli provinciali, abbiamo collaborato nella realizzazione di un progetto sulla valorizzazione del ruolo anziani nelle piccole comunità locali. L’iniziativa ha preso il via durante la fase critica del Covid, proseguendo con attività laboratoriali attraverso le quali, noi del Circolo, abbiamo coinvolto alcune figure rappresentative del nostro paese, persone anziane per insegnare a cucinare un piatto tipico delle nostre zone alle nuove generazioni, scambiando le ricette. Questo progetto è stato un veicolo importante per avvicinare i giovani alle tradizioni del territorio e, allo stesso tempo, per offrire un’opportunità agli anziani di valorizzare e di condividere saperi ed esperienze. Il progetto è stato finanziato dalle Acli provinciali e da questo vissuto ne è scaturito un bel libro dal titolo “Il cibo non si compra e ma si prepara”. Abbiamo lavorato inserendo tutte le ricette presentate, le foto dei laboratori e dei ragazzi che hanno partecipato. La cosa molto bella è stata proprio quella di collaborare insieme, con le Acli, per realizzare attività che per noi sono per lo più di carattere culturale.
Accennavi ad un programma di eventi ed iniziative? In cosa consiste, cosa vi siete proposti di fare?
Abbiamo un programma annuale, che è più o meno lo stesso di sempre, lo rinnoviamo giusto un po' ogni tanto. Il nostro obiettivo, e il programma ne è il prodotto, è quello proposto in origine, conservare le tradizioni e proporci nel territorio come Circolo capace di esprimere proposte culturali per la comunità. Realizziamo di solito cinque o sei eventi l’anno a partire da febbraio, con la festa della “Pentolaccia”, o della pignatta, perché da noi il carnevale si è sempre festeggiato la domenica dopo il Martedì Grasso. Poi in corrispondenza delle festività religiose delle frazioni del nostro paese, organizziamo delle sagre. Alcuni esempi tipici sono la sagra di Sant’Antonio, oppure i festeggiamenti per la Madonna del Carmine. A Ferragosto facciamo una cena sociale nella nostra sede e anche la partita di pallone. Poi a settembre ci occupiamo di organizzare la camminata in un luogo limitrofo al paese di Cassana, in concomitanza con la festa dell’Esaltazione della Croce, ma è anche un itinerario di trekking. Non manca la castagnata e alcune presentazioni di libri. Come Circolo, ci siamo adoperati anche per la valorizzazione di un sentiero che passa nel territorio di Cassana, in collaborazione con il Consorzio “Il Cigno”. Questo percorso chiamato “La via dei monti”, ha origine dal mare per giungere all’entroterra, a partire da Levanto fino a Pontremoli, addirittura nella provincia di Massa Carrara. Tra l’altro questo percorso è stato ultimamente inserito nei cammini religiosi. La gestione è in capo ad un’altra associazione ma, come Circolo, siamo parte attiva nella cura e nella valorizzazione dell’itinerario, dei tratti del sentiero che attraversano il nostro territorio. Questo per noi è un altro modo per dare voce alle tradizioni, alla cultura dei luoghi e allo sviluppo del territorio di cui siamo parte integrante.
Rispetto al filone delle proposte culturali, di cosa ancora vi occupate?
Ci tengo a sottolineare questo aspetto a cui teniamo molto, quello culturale appunto. A seguito di un’altra progettualità propostaci dalle Acli provinciali, abbiamo pubblicato un altro libro, intitolato “Favole al focolare” (anche se il titolo vero è in dialetto), nel quale sono stati raccolti i vecchi detti e proverbi degli anziani del paese e poi trascritti nella versione italiana e anche in quella dialettale. In questo libro rivivono poesie, racconti e modi di dire che consentono, attraverso la valorizzazione del linguaggio, di riappropriarsi del proprio passato, attualizzandolo.
Ci siamo cimentati anche nella cura del sito del paese: scopricassana.it anche se adesso siamo rimasti un poco indietro e non è molto aggiornato. Abbiamo scelto anche di svolgere attività di beneficenza a favore di alcuni centri per i disabili, piuttosto che per l’ospedale di La spezia, oppure abbiamo anche fatto delle donazioni alla Chiesa del paese per sostenere delle opere di ristrutturazione. Ogni tanto si presenta la necessità di supportare economicamente qualche lavoro da svolgere per il paese e noi ci siamo. Un altro ruolo importante lo abbiamo avuto durante la catastrofica alluvione del 2011, che ha colpito duramente il nostro territorio. In qualità di Associazione regolarmente costituita, potevamo raccogliere fondi da utilizzare, in collaborazione con altri. Il ricavato lo abbiamo devoluto in favore della costituzione di una Associazione che si occupasse del ripristino dell’acquedotto irrigo a scopi agricoli. Insomma, qualcosa l’abbiamo fatta, forse dimentico qualche altra iniziativa importante. Difficile è perseverare e trovare un ricambio per garantire la continuità delle proposte del Circolo di fronte agli anni che passano.
Com’è organizzata la vostra sede?
Ci troviamo in un edificio comunale, in comodato d’uso gratuito, poi ci siamo attivati per organizzare una cucina ed un angolo bar, un luogo di ritrovo: però apriamo periodicamente, solo in concomitanza con gli eventi da realizzare e le iniziative di programma. Avevamo pensato potesse essere un’ulteriore svolta dotarci di un bar funzionante, per aggregare più persone. Siamo stati sul punto di chiedere l’affiliazione per il bar, però il problema più grosso è stato il non riuscire a trovare nessuno per gestirlo con continuità.
Abbiamo una cinquantina di soci, ma circa quindici realmente attivi, a seconda degli eventi da realizzare. Alla costituzione del Circolo l’età media era di circa trent’anni, adesso direi che si aggira attorno ai cinquant’anni e passa. Sul piano della comunicazione realmente attiva abbiamo una pagina facebook e la gestiamo io e Sabrina una consigliera del direttivo. Anche il sito ma non lo stiamo portando molto avanti.
Il nostro territorio è essenzialmente di natura agricola. Siamo vicini alla città di “La Spezia”, una ventina di km, e alla riviera, eppure non risentiamo di alcun beneficio derivante da tale prossimità. Questo ci mette in una posizione di difficoltà e l’alluvione del 2011, che ci ha colpiti in modo importante, di sicuro non ha supportato una ripresa, anzi ha aggravato la situazione. Prima dell’alluvione rappresentavamo un certo interesse per alcuni investimenti stranieri, cercavano anche di comprare le case qui da noi, in seguito, la tragedia ha fermato tutto. Ora si muove qualcosa, ma poco e lentamente. Al momento il nostro progetto è di attenerci al nostro programma e realizzare quanto ci si aspetta da noi. Poi qualunque cosa ci propongono, noi ci entusiasmiamo e ci attiviamo, sempre compatibilmente con le energie e le disponibilità di ciascuno.
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