CIRCOLO ACLI VALGIOIE (TORINO). UNA COMUNITA’ APERTA E INTEGRATA TRA I RESIDENTI ANZIANI DELLA STRUTTURA E IL QUARTIERE, LUOGO DI VITA INCLUSIVO CON PROGETTI E INIZIATIVE LOCALI.
Il Circolo ACLI Valgioie nasce nel 2023, presso la Residenza Valgioie a Torino, per anziani autosufficienti e adulti fragili, come ad esempio persone che si trovano alla conclusione di un periodo di detenzione, oppure chi è in condizioni di sfratto abitativo o vive per strada. Si colloca nel quartiere Parella e si sviluppa come naturale evoluzione del progetto delle Acli “Cantieri di Socialità”, attivo dal 2016. Il progetto mira a costruire una comunità aperta e integrata tra i residenti e il quartiere, superando la visione tradizionale della residenza come luogo chiuso, connaturato da sofferenza e noia. L’obiettivo a lungo termine è che la Residenza Valgioie diventi un luogo inclusivo e vivibile per la comunità, capace di integrare persone, progetti e iniziative locali, in collaborazione con enti pubblici e privati.
Isabella Drocco subentra nelle attività della Residenza attorno al 2021, per rimanere fino ad oggi, diventando presidente del Circolo, e ci racconta l’evoluzione di questa progettualità, che ha portato alla nascita del Circolo Acli:
il Circolo Valgioie nasce in seno a questa progettualità, come esito di una visione e di uno stile di fare e di essere le Acli, non solo per le persone, ma con le persone, uscendo da una visione dell’altro che lo configura, troppo spesso, come un utente o come beneficiario di un servizio in ottica assistenziale. Le persone della comunità sono viste come portatrici di istanze, come soggetti proattivi, da valorizzare e da mettere in grado realmente di apportare un cambiamento alla realtà in cui vivono. Il progetto iniziale prevedeva interventi di azione su due filoni: quello più propriamente animativo, di cui si occupa un mio collega e poi un ambito, che forse potremmo definire più innovativo, sostenuto dall’intenzione di rendere questa struttura più permeabile all’esterno, trasformandosi in spazio di vita, in luogo in cui succedono delle cose. Chi abita il quartiere, quindi, pur non avendo alcuna implicazione con la struttura, può frequentare questi luoghi, mediante la partecipazione a corsi e ad iniziative pensate a questo scopo. La progettualità che sostiene e alimenta questa iniziativa, nell’intento di aprirsi al quartiere e trasformare la residenza in un polo comunitario, si propone di rendere gli spazi e i servizi proposti accessibili all’esterno, ospitando sempre più eventi comunitari e attori locali che possano utilizzare gli spazi per realizzare attività da loro proposte. Questo a beneficio dei residenti della struttura. Quindi, si è lavorato per favorire relazioni tra residenti, operatori e abitanti del quartiere, consolidando il tessuto sociale e rendere i residenti protagonisti delle attività, non solo come destinatari o utenti finali. L’impegno principale ha riguardato la proposta di una animazione variegata, proponendo attività diversificate, grazie alla collaborazione con volontari, enti locali e professionisti esterni. Una particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione degli spazi esterni, nel promuovere attività outdoor per il benessere degli ospiti. Insomma, è un impianto che sta funzionando bene e che offre diverse opportunità.
L’idea di aprire un Circolo Acli in questo contesto come nasce e in seguito a quali ragionamenti?
L’intenzione di aprire un Circolo in questa realtà è apparsa un po' come il prodotto naturale di un lavoro intenso che ha tutte le caratteristiche e lo spirito delle Acli. Ciò che siamo stati in grado di realizzare, di cui le Acli sono parte attiva e determinante fin dall’inizio, ha la visione e l’impronta di uno stile Acli inconfondibile; per questo un Circolo Valgioie ci è sembrato un esito interessante per questa iniziativa. Soprattutto riteniamo fondamentale che, a prescindere da come nasca, un Circolo Acli debba essere uno snodo per diverse cose che accadono, per le attività che si attivano. Di certo ci troviamo di fronte ad una situazione particolare, mi viene da dire un po' a “scavalco”, perché non si tratta di un circolo classico che nasce in condizioni tradizionali, ma piuttosto prende vita insieme alla progettualità che lo precede. Il sostegno economico alle attività è molto legato all’organizzazione che gestisce la struttura e che ha creduto ed investito in questo progetto. L’ipotesi di creare un Circolo è stata condivisa con questa realtà, con la quale abbiamo costruito nel tempo un rapporto di fiducia, operando in stretta sinergia.
Inoltre, la presenza del Circolo ci permette di svolgere le nostre azioni anche grazie alla presentazione di alcuni progetti, per sostenere attività che esulano dalla progettualità iniziale. Ad esempio, come Circolo stiamo attualmente scrivendo un progetto, da presentare ad Intesa San Paolo, che possa permetterci di creare un’attività di bookcrossing territoriale, insieme all’associazione Arcobaleno, Circolo Acli che si occupa di salute mentale. L’iniziativa si inserisce perfettamente all’interno dell’ottica comunitaria che muove le attività del Circolo e che prevede il lavoro in partenariato con altre realtà del territorio e la realizzazione di attività culturali e di intrattenimento per i residenti della struttura, a beneficio della comunità esterna. Con questi contributi potremo realizzare il bookcrossing e affidarlo alla gestione degli ospiti della residenza, che sono soci del Circolo Acli Valgioie.
Da quando c’è il Circolo Acli, tra l’altro, raccogliamo e coordiniamo un maggiore apporto da parte di volontari esterni che vengono da noi e si propongono per delle attività a cui offrire il proprio contributo. Hanno del tempo da investire ed insieme a questi volontari, attorno alla loro volontà e capacità, costruiamo attività e servizi mirati, direi molto Acli, quindi, con una modalità che era giusto potesse avere una risonanza, un riconoscimento all’esterno, attraverso la forma del Circolo nel territorio.
In sostanza dentro questa realtà si muove il Circolo, in collaborazione con diversi enti territoriali o privati cittadini, come gli istituti scolastici, con cui sono state avviate delle progettualità per favorire l’aggregazione e lo scambio intergenerazionale tra anziani e bambini, con l’obiettivo di ritrovare quei legami famigliari che, troppo spesso in anzianità, diventano fragili e lacunosi. Lavoriamo anche con gli enti che operano all’interno per garantire del tempo di qualità agli ospiti della struttura/soci del Circolo, costruendo insieme laboratori e percorsi animativi.
Quali sono le attività e iniziative prevalenti che proponete agli ospiti della residenza e alla comunità?
All’interno della Valgioie succedono molte cose.
A partire dalle attività specifiche di “découpage” e manualità, poi i laboratori di scrittura creativa e le lezioni di ginnastica dolce, per il risveglio muscolare, la riflessologia plantare e l’attività delle bocce paraolimpiche. Non dobbiamo trascurare il Cineforum, i laboratori di cucina e le attività di stimolazione cognitiva.
Siamo giunti al sesto anno dell’Alzheimer café, con un ciclo di incontri mensili, aperto al territorio in cui i caregivers di persone affette da Alzheimer e demenza possono trovare confronto e conforto, in uno spazio accogliente, gestito da professionisti. Qui le famiglie possono condividere le difficoltà del percorso che stanno vivendo e ricevere indicazioni e supporto per gestire al meglio la malattia dei propri cari.
Disponiamo anche di una Biblioteca in aggiornamento costante, grazie alle donazioni di privati, i cui tomi sono stati archiviati e ordinati grazie al supporto degli ospiti stessi. Abbiamo creato anche un Orto estivo: durante l’estate sono stati coinvolti più ospiti, che si sono occupati di ripristinare l’orto nel giardino della struttura. Due di loro si sono poi impegnati nel mantenimento del verde, bagnando e curando le piante quotidianamente. Si è creata una sinergia con il laboratorio di cucina che ha utilizzato, più volte, i frutti dell’orto, per preparare i piatti cucinati e consumati dagli ospiti stessi. Affianco a questo, abbiamo il laboratorio di botanica, tenuto da un volontario del Circolo, docente all’UniTre di Torino.
Per intrattenere gli ospiti e favorirne la socializzazione, in collaborazione con un docente dell’università di Torino ed esperto della storia del capoluogo piemontese, dall’autunno 2023, è stata promossa l’iniziativa dei “Racconti di Torino” con approfondimenti culturali sulla Torino dei decenni passati. Inoltre, ci sono le letture ad alta voce, gestito dalle volontarie dell’associazione LaAV e le letture interpretative tramite “Il libro che parla”, gruppo di lettura interpretativa autogestito di persone in fragilità psichiatrica, afferente al circolo Acli Arcobaleno Onlus. Uno degli obiettivi del gruppo, in perfetta sintonia con i principi del progetto “Cantieri di socialità”, è quello di ribaltare l’opinione comune nei confronti della persona affetta da disturbo psichiatrico, vissuto come un ricevente di cure e privo di risorse, piuttosto che individuo capace di donare un apporto positivo alla comunità. L’intento è, quindi, quello di rendere queste persone protagoniste di momenti creativi e di conforto per gli ascoltatori.
La struttura si presta anche come luogo messo a disposizione per il festeggiamento dei compleanni: alla fine di ogni mese, vengono celebrati i compleanni degli ospiti. Le feste vengono organizzate spesso insieme a musicisti esterni e in collaborazione con l’associazione Edera, ente che si occupa di sostegno alla terza età e che porta con sé i frequentatori dello spazio anziani del quartiere.
Gli ospiti (così come gli esterni) possono partecipare anche ai corsi di Tai-Chi, disciplina orientale che ha come obiettivo il rafforzamento dell’equilibrio fisico e mentale, che si basa su movimenti dolci, consapevoli, abbinati alla respirazione, tali da favorire la circolazione dell’energia interna. Tale attività prevede un esercizio approfondito sulla respirazione che ossigena il corpo, aiuta a combattere rigidità e contratture, favorendo un maggiore equilibrio mentale e lucidità, grazie anche all’attivazione di sensazioni di intensa energia.
Adesso partirà un progetto in collaborazione con una scuola primaria, finalizzato a mettere in contatto i bambini e gli anziani, in uno scambio intergenerazionale; inoltre, si tratta di una scuola multiculturale di bambini, in alcuni casi, di terza generazione, che non hanno famiglia e neanche i nonni. In continuità con questa idea, abbiamo preso parte anche al progetto “Nipoti di babbo Natale”. Questa iniziativa ad ampio raggio prevede per molte strutture, come la nostra, la possibilità per gli ospiti di esprimere un desiderio, realizzato attraverso il contatto con un “nipote”, ovvero qualcuno che si rende disponibile a far vivere un Natale di gioia e relazione a queste persone anziane, spesso sole. In quanto Circolo Acli, abbiamo anche messo a disposizione una parte di Segretariato sociale, per cui all’interno sono presenti settimanalmente uno Sportello Caf, uno di patronato e lo Sportello di facilitazione digitale.
Avete immaginato anche delle attività all’esterno della struttura?
Ci siamo adoperati per promuovere delle uscite nel territorio. Fra le più caratteristiche ricordiamo l’Estate Tonolli: nelle vicinanze della Valgioie abbiamo uno spazio, oserei dire quasi rurale, chiamato “Officine Verdi Tonolli”, con cui la residenza ha una proficua collaborazione ormai da anni; è una realtà in cui operano molte associazioni, dagli orti urbani all’Agesci ecc., e noi come Acli facciamo parte di un tavolo che ci vede coinvolti insieme a queste organizzazioni. Loro hanno promosso un calendario estivo in cui ogni sabato, da giugno a ottobre, si sono susseguiti eventi, mostre, laboratori, merende e altro a cui gli ospiti della residenza hanno potuto liberamente prendere parte.
Poi c’è il teatro e il cinema. Ogni mese la compagna teatrale “Fabulos Company”, che utilizza gli spazi della struttura per fare le prove, permette agli ospiti di assistere gratuitamente ai loro spettacoli, donando i biglietti per il vicino “Teatro della Provvidenza”, in cui si esibiscono. Non mancano anche le gite nel quartiere e le visite a mostre e musei. Ci auguriamo che questa esperienza, nel tempo, possa crescere ulteriormente e rappresentare un volano per molte altre progettualità.
