Marco Stazi è il presidente del Circolo Acli di Montecelio Mons. F. Rusconi, una presenza radicata e diffusa nel territorio.
Marco puoi raccontare la nascita del circolo, le motivazioni, i suoi primi sviluppi?
Il Circolo ACLI di Montecelio nasce come circolo ACLI Sant'Antonino, in quanto voluto dal Parroco di questa Chiesa, situata all'interno del borgo di Montecelio. Fu proprio Mons. Francesco Rusconi, nell'immediato dopoguerra a volerlo costituire, come associazione cristiana di lavoratori, per contribuire in uno spirito evangelico alla ricostruzione del paese. Fu eletto quasi da subito, quale presidente, il Cav. Giovanni Stazi che ha guidato il Circolo dagli albori fino alla sua morte, avvenuta nel 2017, divenendo un punto di riferimento per la comunità e le istituzioni.
Le attività del primo periodo sono state le più svariate: dall'avvio al mondo del lavoro, a corsi di formazione e specializzazione, per una aderenza migliore alle richieste che provenivano dalle imprese e dalla Pubblica Amministrazione. Si stipulavano convenzioni per l’acquisto di macchinari agricoli volti a favorire la modernizzazione delle imprese agricole, solitamente carattere familiare. Negli anni '60 del secolo scorso, quando l’automobile da bene di lusso riservato ai più abbienti diviene accessibile alla massa, il Circolo ACLI di Montecelio organizza corsi di scuola guida per il rilascio della patente. Inoltre, è stato pensato di organizzare la distribuzione di beni di prima necessità, a lunga conservazione (pasta, legumi, e altro), praticando prezzi vantaggiosi a favore dei soci, nell’ottica di contribuire al sostegno dell'economia familiare, in un paese che all’epoca ancora scontava gli effetti della trascorsa guerra.
Per quanto riguarda le attività prevalenti e le collaborazioni con il territorio?
Il Circolo ACLI di Montecelio, pur non essendo mai entrato direttamente nelle competizioni politiche locali e nazionali, comunque interagiva con i candidati, che prendevano parte al confronto elettorale, appoggiando coloro che dichiaravano di sostenere i progetti cari allo spirito delle ACLI. Inoltre, in collaborazione con la locale Parrocchia di San Giovanni Evangelista, sono stati realizzati, per diversi anni, i festeggiamenti annuali in onore di Maria SS.ma Immacolata e di San Michele Arcangelo, che si tengono rispettivamente l’ultima domenica di agosto e di settembre. In particolare, durante la festa di San Michele Arcangelo del 1985, le ACLI di Montecelio hanno donato alla comunità la fusione in bronzo della statua del Santo che, ancora oggi, accompagna la sfilata delle “vunnelle' e dei "butteri", costumi tradizionali del paese, a cui si dedica ancora oggi molta cura, nel rispetto della tradizione.
L'impegno del circolo ACLI di Montecelio, che dalla morte di Mons. Francesco Rusconi, avvenuta nel 1974, porta il suo nome, è stato costante e sistematico, spesso attivando iniziative modeste, ma frequenti, caratterizzate da alcuni eventi che hanno segnato il paese in maniera indelebile.
Nel 1999, d'intesa con il Parroco di Montecelio, P. Antonio Rencricca, il nostro Circolo Acli ha ri-organizzato la festa di Sant'Antonio Abate, con la benedizione degli animali e la sfilata dei cavalieri. Questa festa era per il paese un lontano ricordo, conclusa all'inizio degli anni '60 del secolo scorso. Con la soppressione della festa era andata in rovina anche la chiesa dedicata al Santo, le cui origini risalgono al XIV secolo, con gli affreschi della scuola di Antoniazzo Romano, raffiguranti la Vergine SS.ma con il Bambino tra le sante martiri Caterina, Liberata, Lucia e Cecilia. A partire da quell'anno, le ACLI hanno organizzato la ricorrenza annuale del santo, dando vita ad una giornata di festa nella domenica più prossima al 17 gennaio e sollecitando la cittadinanza e le istituzioni riguardo la necessaria manutenzione della chiesa. Da abile artigiano quale era il presidente Stazi, lui stesso ha forgiato con le sue mani, nella sua storica officina, tutti gli accessori in ferro: dalla porta d'ingresso, all'altare, fino alla lampada votiva e all’incastellatura della campana. Nello spazio adiacente la Cappella delle ACLI, nel 2013, è collocato un monumento moderno dedicato a Gesù Eucaristico. L'11 giugno 2006, in un contesto di festa solenne, il Card. Agostino Cacciavillan, ha consacrato la cappella, alla presenza di numerosi invitati, celebrando una preghiera per la pace.
Nello stesso anno le ACLI di Montecelio hanno organizzato la festa d'Agosto, l’ultima domenica di questo mese dedicato dalla tradizione locale alla ricorrenza della Madonna. Per lasciare un segno tangibile dell’evento, il sabato della festa, è stata collocata nella zona di recente urbanizzazione una statua della Madonna. Il presidente del Circolo Giovanni Stazi terminati i festeggiamenti, propose una sottoscrizione
collettiva per porre al riparo la statua, realizzando un luogo di culto in questa zona. Viene realizzato un primo progetto che, modificato dal presidente del Circolo, è presentato al Comune di Guidonia Montecelio che ha disposto l'approvazione ed un parziale finanziamento. La modesta costruzione progettata dall’Arch. Annalisa Rendine e dall’Ingegnere Ugo Rendine si intona al contesto paesaggistico de monti cornicolani, con un panorama incontaminato che spazia da Tivoli a Palombara Sabina. La dedica di questa Cappella è voluta fortemente da Giovanni Stazi ed in qualche modo sintetizza i suoi profondi valori cristiani e umani. E’ dedicata alla Madonna della Pace per ricordare che "l'umanità deve perseguire sempre il bene irrinunciabile della pace, affidandola alla intercessione della Madre del Signore”. Inoltre, è dedicata anche a San Giuseppe lavoratore, patrono delle ACLI, perché esprime lo spirito cristiano del
lavoro, rimarcando la devozione al patrono dell’Associazione.
Nel 2018, il Circolo ACLI di Montecelio si è fatto promotore del rispristino dell'orologio pubblico, posto in uno dei campanili della Parrocchiale. Con i fondi raccolti dal cinque per mille delle ACLI e dalla cittadinanza si è data nuova voce all’orologio che, nella piazza centrale, scandisce il tempo. Dunque, è stato installato un nuovo meccanismo, completamente automatizzato. L’iniziativa ha riscosso un grande
successo, con l'attivazione dell’orologio avvenuta a conclusione della Festa di S. Antonio con la presenza congiunta della Presidente Provinciale delle ACLI di Roma e del Sindaco della città di Guidonia Montecelio.
Quali sono i progetti futuri del Circolo di Montecelio?
Con la morte del Presidente del Circolo di Montecelio si è tentato di non disperdere il patrimonio morale e sociale costruito nel lungo servizio di militanza nelle ACLI, tra le tante passioni del Presidente che andavano valorizzate vi era il museo realizzato in forma privata, presso un locale adiacente la propria abitazione in Via della Ferrata, 16. Non appena insediato il nuovo direttivo si è posta immediatamente la questione del museo da intitolare a Giovanni Stazi, per evitare la dispersione degli oggetti collezionati, che rappresentano la società e la vita di questi luoghi da fine Ottocento, fino all'immediato dopoguerra. Il progetto, presentato dal Circolo ACLI, ha riguardato la sistemazione della collezione museale di Giovanni Stazi, presso i locali comunali posti in Via degli Scacchi, nel cuore del borgo medioevale di Montecelio. La ex casa delle suore costituisce un luogo nevralgico della memoria collettiva ed il costituendo museo è destinato a fornire visibilità alle ACLI, coniugando la presenza storica nel territorio, con il servizio alla cittadinanza.
Si stanno portando avanti nuovi progetti nel circolo soprattutto riguardo alle attività sociali. In primo luogo, s’intende valorizzare la formazione di attività artigianali tradizionali, quali, ad esempio, la composizione di cesti, ma anche un corso di indottrinamento informatico, per consentire ai soci un migliore l’utilizzo delle moderne apparecchiature, informatiche sia per i pc, che per i telefoni cellulari.
Il ripristino della festa, di cui dicevo prima, ha segnato profondamente la storia locale, infatti, qualche anno dopo, il Comune di Guidonia Montecelio ha provveduto ad effettuare i lavori di rifacimento esterno della chiesa con le nuove coperture, che impediscono ulteriori deterioramenti dell'edificio ed il restauro della facciata, tornata all'antico splendore. Durante il periodo di abbandono della Chiesa di Sant'Antonio erano state trafugate le campane, e nel 2016, d'intesa con le ACLI Provinciali di Roma, sono state commissionate le nuove campane benedette da Mons, Mauro Parmeggiani Vescovo di Tivoli, ricollocandole all’interno del campanile. Le fusioni sono dedicate a due santi monticellesi. Una campana è dedicata a San Giovanni da Triora e riporta il nominativo di Giovani Stazi, il presidente del Circolo ACLI di Montecelio. La seconda campana è dedicata a Santa Maria De Mattias, fondatrice delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo nel centosessantesimo anniversario dell'apertura della prima scuola pubblica del paese. In quest'ultima è riportato il nome di Luigi Sartori, attivista delle ACLI e presidente del settore equestre.
L'iniziativa legata al ripristino della festa di S. Antonio ha avuto ulteriori sviluppi, in quanto nel 2016, con le Acli Provinciali e la parrocchia di Montecelio si è pensato di dedicare una giornata, il 4 ottobre, all’approfondimento delle tematiche ambientali trattate da Papa Francesco nella "Laudato sii". Per l’occasione sono stati invitati i bambini della scuola primaria del paese, presso lo spazio adiacente la chiesa di Sant'Antonio, dove era ubicata la vecchia discarica. In quella stessa mattinata, i bambini hanno piantato diversi alberi di alloro con il loro nome, trasformando in questo modo la discarica in un parco pubblico.