Ci sono famiglie ad Eboli che hanno trovato un forte sostegno, un luogo dove beneficiano delle iniziative laboratoriali, delle attività di dopo scuola e ludico-ricreative, promosse dal Punto famiglia Acli. Famiglie che negli anni hanno supportato i numerosi progetti che l’associazione ha dedicato alla promozione della pratica della lettura ad alta voce attraverso l’opera dei volontari LaAV.
Vitina Paesano detta “Vita”, la presidente, ci introduce il senso del progetto de “Il Giardino Segreto”, struttura affiliata alle ACLI e impegnata nell’azione educativa e pedagogica rivolta a piccoli e grandi, nella cui sede opera un Punto Famiglia “luogo di promozione del protagonismo familiare”. La presidente è accompagnata da altre due socie fondatrici, che intervengono fornendo spunti e dettagli sulle iniziative.
Così inizia Vita:
a novembre 2019 nasciamo come Circolo Acli Punto famiglia. La struttura in cui ci troviamo è un istituto di suore delle figlie del Cristo Re, una scuola paritaria, nella quale io ho insegnato per circa trent’anni. La scuola ha chiuso e non volevamo rischiare di perdere ciò che rappresenta questo luogo, un tale patrimonio sul territorio poteva disperdersi. Insieme ad un gruppo di collaboratori che sono rimasti al mio fianco, i fondatori li chiamo, abbiamo scelto di rilevare la struttura, offrendole una duplice funzione: una parte, destinata a rimanere com'era in origine, ha garantito la frequentazione dei ragazzi tramite un programma didattico e culturale di carattere religioso; per la parte restante, invece, abbiamo cercato di appoggiarci alle Acli quando è parso evidente che poteva supportare la nostra idea progettuale, condividendone la spinta e lo spirito.
Qual è l’idea di fondo che avete coltivato e accompagnato attraverso la vostra progettualità?
L’istituto delle figlie di Cristo Re, essendo una scuola paritaria, in termini di requisiti, quindi orario e programmi di attività, è assimilabile in tutto e per tutto alla scuola pubblica. Un’offerta non sempre sostenibile per le famiglie di questo territorio, che presentano esigenze e problematicità tali da richiedere un servizio scolastico su misura, capace di accogliere i bambini in un contesto di sviluppo, con fasce orarie diffuse durante il giorno. Pertanto, la nostra è un’idea di scuola “parentale”, intenzionata a dare delle risposte a supporto delle donne, in primis, quelle che lavorano, proponendo un orario di apertura della scuola dalle sei del mattino fino alle 18 la sera. La chiusura alle 16.30 non era fattibile nella proprosta tradizionale, così come diverse sono le esigenze di lasciare i bambini prima delle 8 e trenta il mattino. Da qui nasce un punto famiglia per le famiglie, non una scuola propriamente detta, ma qualcosa di diverso. Adesso per la parte di scuola la mattina non abbiamo più la primaria, ma solo bambini da due a sei anni. Durante il pomeriggio, cerchiamo di seguirli con l'aiuto compiti. L’estate non chiudiamo: luglio e agosto facciamo progetti estivi, campi estivi, corredati da uscite sul territorio, con l’obiettivo di mantenere e alimentare quel filo, quel legame, costruito con le famiglie: non vogliamo venga a disperdersi dopo il lavoro fatto. Siamo insieme al bambino da quando ha un anno e cerchiamo di accompagnarlo nel suo percorso con le famiglie, cerchiamo di dare un indirizzo ai bambini, e il legame con la famiglia è indispensabile, anche dopo.
Una risorsa preziosa per noi è il cortile/giardino, molto grande, che offre la struttura, un po' nascosto alla vista dalla strada e per questo da noi denominato “Il giardino segreto”, nome che abbiamo dato al nostro Circolo. I bambini hanno bisogno di spazio e noi li lasciamo muovere ed esprimersi fuori, anche superato l’orario. Ha una grande valenza aggregativa per noi che impieghiamo questo luogo anche come spazio per le mamme, affinché sia vissuto con i loro bambini. Quando li vengono a prendere alla fine si fermano con i propri figli per la merenda, oppure si intrattengono a parlare fra loro. C’è da dire che Eboli non ha un parco giochi per bambini e la nostra presenza fa la differenza. Quando abbiamo deciso di occuparci di questa struttura, ci siamo trovati nella condizione di dover recintare il giardino. Il papà di un bambino con autismo, che lavorava in banca, era uno dei nostri amici a cui mi rivolsi per ottenere un contributo economico a sostegno della nostra iniziativa, quando doveva partire. Lui mi portò a conoscere un venditore della zona che ci ha messo a disposizione i materiali, aiutandoci anche a recintare: questo spazio chiuso, protetto è messo a disposizione gratuitamente anche per i bambini con problemi di autismo che frequentano, o anche altri più grandi, ad esempio il papà nostro amico ha le chiavi, per far giocare il figlio che ha ormai nove anni.
Noi siamo contrari ad accettare i fondi in qualunque forma sia dal comune, che dalla provincia, tanto meno le regioni; accettiamo soltanto il contributo dei genitori che ci aiutano volentieri e delle Acli, che sono state impagabili soprattutto durante il Covid quando abbiamo rischiato di chiudere. L’anno scorso in collaborazione con le Acli abbiamo realizzato due bei progetti con il contributo del cinque per mille: uno riguarda la libreria Giunti e la collaborazione per l’acquisto di testi e l’altro concerne il recupero dei vecchi laboratori di cucito, ricamo, maglia, ecc. per contrastare l’uso dilagante dei dispositivi elettronici. Solo con l’apporto delle Acli siamo riusciti a comprare una macchina da cucire e tutto il materiale necessario alla realizzazione die laboratori.
Del progetto “Giunti”, legato alla libreria ce ne parla Ester Pepe, una stretta collaboratrice di Vita, che ha seguito in prima persona le attività…..
Il progetto nazionale Giunti si chiamava “Mille libri” ed era rivolto alle scuole in principio. Noi abbiamo contattato il rappresentante di Giunti, il quale preciso che anche le associazioni potevano aderire. Poiché era rivolta ai bambini della scuola primaria, dalla prima alla quinta, noi abbiamo esteso fino agli undici anni. Io e la dottoressa Lucia Vitale, anche lei socio fondatore del Giardino segreto e uno dei pilastri di questa associazione, siamo volontarie LaAV, della realtà del professore Batini, all'Università di Perugia. Quindi pratichiamo la lettura ad alta voce, uno strumento prezioso che, mutuandolo dalle nostre esperienze personali, abbiamo portato in Acli. Svolgiamo dei laboratori di lettura ad alta voce, però naturalmente sempre su un tema. Attraverso la nostra rete costruiamo molti laboratori, approfittando dell’iniziativa della Giunti, che ci ha permesso di ampliare la varietà “bibliografica”: abbiamo incrementato il numero dei testi a disposizione su temi differenti, oggetto dei nostri laboratori di lettura ad alta voce.
La maestra Vita, invece, si sofferma sulla seconda iniziativa, quella che con un po' di orgoglio, si è proposta di dichiarare “guerra” all’uso in eccesso dei dispositivi elettronici da parte di bambini e ragazzi:
La convinzione che ci ha spinto in questa direzione proviene dalla constatazione di come trascorrono il tempo questi ragazzini fino anche a dodici anni, ma anche prima. Vengono lasciati a casa spesso tutto il giorno nel week end, oppure stanno con i nonni, che non possono sorvegliare, davanti a tablet, televisioni o smartphone. Noi abbiamo provato a diffondere qualche locandina, poi abbiamo iniziato a chiedere di portare una bambola, piuttosto che il supereroe, per rimparare a cucire un indumento da far indossare al proprio giocattolo. Una volontaria sarta si è messa a disposizione e, con la macchina da cucire che avevamo, abbiamo appreso a cucire i vestiti delle bambole, a fare l'uncinetto, il ricamo, ecc. Questo ci ha permesso di far uscire i bambini da casa, di incentivare la loro socializzazione nel fare. Ci siamo dedicati al recupero delle vecchie arti: la pittura su stoffa è stata una delle migliori esperienze vissute dai bambini, con delle tecniche di pittura i bambini potevano decorare le loro magliette e scambiarsele oppure metterle.
Avete immaginato momenti e iniziative per coinvolgere più attivamente i genitori e, quindi gli adulti?
Abbiamo realizzato un Presepe natalizio con materiale riciclato, bottiglie di vetro, con le quali sono stati realizzati i pupazzi, scatole di cartone, pietre raccolte da terra, ed è un presepe particolare, perché al suo interno abbiamo inserito un carrarmato nella grotta, con l’intento di comunicare simbolicamente l’incessante presenza della guerra nel nostro quotidiano. Inoltre, abbiamo fatto disegnare, nella settimana di Natale, ai bambini, delle armi come fucili, bombe, ecc., insieme abbiamo acceso un falò per bruciare questi disegni: un gesto significativo volto a spiegare ai bambini che l’unica strada possibile è la pace. Le tombolate le facciamo anche per i genitori e, a fine anno, organizziamo una festa genitori e bambini insieme; in questo contesto, i bambini spingono i genitori a sperimentarsi attraverso i vecchi giochi di una volta, come il tiro alla fune, ruba bandiera, e sono i piccoli a spiegare le regole dei giochi. L’abbiamo pensata come un’occasione per far comprendere ai genitori la necessità di trascorrere più tempo con i propri figli, dedicando loro attenzione e spazio, fermandosi, considerando che durante l’anno si corre e non ci si sofferma. Questa diventa l’occasione anche per proporre delle presentazioni di libri, grazie ad un socio fondatore che e' Presidente di un centro culturale e di una casa editrice. Quando piove si usa l’interno e insomma cerchiamo di essere attivi anche culturalmente.
Durante il covid, per non perdere il contatto con i genitori abbiamo lanciato l’iniziativa di scrivere noi un libro. Si tratta di un progetto editoriale denominato “Il Giardino Segreto tra Cielo e Terra (ai tempi del Coronavirus)”. Che raccoglie le parole, i pensieri e i sentimenti di ventisette mani, mamme e papà, tradotti in una favola. Un libro che parla di noi e della bellezza di un contesto in cui educatrici, famiglie e bambini intraprendono un percorso insieme. Io ho iniziato a scrivere un pezzettino di racconto, chiedendo ai genitori di continuare il lavoro inserendo i loro contributi, per poter realizzare un testo collettivo, scritto a più mani. Questo percorso ha previsto anche un sostegno psicologico che ha accompagnato i genitori, curato dalla dottoressa Vitale. Lo abbiamo stampato alla fine, scrivendo una sorta di favola davvero bella.
La nostra realtà può essere comprensibile se vissuta, se partecipata attivamente dall’interno, per capire tutto quello che facciamo e il modo in cui lo facciamo. Siamo stati chiusi per diverso tempo, a causa del covid, e abbiamo affrontato periodi burrascosi anche a livello comunale. Ma siamo sopravvissuti e questo ci è parso già un miracolo.
Noi con altre realtà abbiamo collaborato, sporadicamente, come ti hanno detto le altre, con il centro culturale studi storici e qualcun’altra. Poi siamo noi soci fondatori che, attraverso i contatti e le nostre conoscenze coinvolgiamo qualche altra realtà. Ognuno ci mette il suo. Siamo un gruppo di figure professionali in ambiti differenti: chi insegnante di matematica, chi insegnante dell’asilo, chi psicoterapeuta, ecc. Ci siamo ritrovate qui, mettendo in comune saperi e approfondimenti, come quello sulle neuroscienze, cercando di introdurre delle novità, degli approcci diversi, per i bambini, per offrire una proposta innovativa al territorio. Ad esempio, abbiamo organizzato gratuitamente dei corsi basati sulla teoria della modificabilità cognitiva strutturale, del metodo Feuerstein, che promuove l’opportunità di attivare cambiamenti cognitivi anche in presenza di problematicità (condizioni di svantaggio, ecc.). Oppure, abbiamo realizzato un centro estivo gratuito, con i materiali del maestro Bortolato, metodo analogico che propone un approccio all’insegnamento fondato sulla visione d’insieme, più vicino al modo di elaborare informazioni dei bambini, alternativo all’offerta di contenuti a pioggia. Ci sarebbe da raccontare sulle attività che abbiamo svolto….
Con le Acli, come è stato questo incontro?
Le abbiamo corteggiate un po' noi. Dopo il primo colloquio ci siamo intesi perfettamente e il supporto è totale in tutte le iniziate e i progetti che svolgiamo. C’è un’intesa tale che ti fa capire di essere nel posto giusto, con cui condividere una stessa idea nella cura delle persone, nell’attenzione alla famiglia, ad esempio.
La prima iniziativa che abbiamo realizzato con i fondi del cinque per mille delle Acli è stata la casetta del bookcrossing. In realtà, questa casetta l'hanno consegnata le Acli provinciali di Salerno, a tutte le strutture di base. Ce l'hanno regalate e l'abbiamo installata proprio vicino l'ingresso della Chiesa, Madonna delle Grazie, adiacente al nostro cancello. Naturalmente era necessario avere una struttura associativa tale da permettere quella installazione e abbiamo fatto una bellissima manifestazione. Abbiamo invitato il sindaco, l'assessore alla cultura, i nostri genitori e i bambini. Ad Eboli ce l'abbiamo noi.
Noi siamo ad Eboli, la struttura è grande però occupiamo solo il piano terra, con il giardino. Abbiamo iniziato un progetto sui disturbi specifici dell'apprendimento, promuovendo la formazione delle nostre collaboratrici presso l'associazione nazionale CNIS della Prof.ssa Lucangeli, che ha anche una sede a Salerno. Purtroppo il Covid ha tagliato le gambe a questa idea che avrebbe potuto dare risposta ai bisogni di tante famiglie del nostro territorio. Prima avevamo a disposizione anche il secondo piano della struttura, in seguito abbiamo rinunciato a tenerlo, non era possibile. Nel territorio c’è una grande esigenza per questo genere di problemi dei bambini e le famiglie non possono contare su strutture, o figure specializzate. Questi bambini vivono una frustrazione continua e le richieste delle insegnanti non sono mai individualizzate. Magari riusciremo a riattivarlo. Si può e si deve fare sempre di più.