CIRCOLO ACLI SAN PIETRO VERNOTICO E CELLINO SAN MARCO (BRINDISI). DUE CIRCOLI PER UN’UNICA ENTITA’ AL SERVIZIO DELLE PERSONE: SENSIBILIZZARE SUI TEMI SOCIALI, SUPPORTARE LE FRAGILITA’.
San Pietro Vernotico occupa una posizione centrale nella penisola salentina, un paese che conta più di diecimila abitanti. In epoca recente, la comunità di San Pietro assiste alla rinascita del Circolo Acli, che porta lo stesso nome, di cui Pierfrancesco Elia diventa il presidente.
Pierfrancesco ci parla degli albori del Circolo e di alcune prospettive che lo legano, in seguito, al Circolo di Cellino San Marco, fino a fondersi, a formare una sola realtà associativa.
Come inizia la storia Pierfrancesco?
A giugno 2022 è partito il nostro Circolo di San Pietro Vernotico, con un gruppo di sei, sette amici che hanno deciso di incontrarsi per realizzare delle iniziative, rispondendo all’invito che da tempo ci aveva rivolto Gianluca Budano, con il quale io condivido una storica amicizia. Personalmente è stato Gianluca ad introdurmi al mondo delle Acli, che conoscevo da lontano, nonostante abbia vissuto esperienze di volontariato nell’ambito cattolico, ma più che altro in parrocchia. A novembre dello stesso anno, abbiamo organizzato un incontro di inaugurazione della sede e di presentazione del Circolo, coinvolgendo soprattutto le tre parrocchie della zona di San Pietro. In questa occasione ci è stato possibile proporre le nostre attività, presentandoci sul territorio con un gesto di generosità, mettendo il dono al centro del nostro impegno materializzandolo con degli oggetti tangibili: abbiamo donato un defibrillatore ad una delle tre parrocchie coinvolte e ad un centro polivalente per anziani; alle altre due parrocchie, che ne erano già in possesso, si è scelto di regalare delle attrezzature per i giovani dell’oratorio e, nello specifico, dei canestri da basket. Nel tempo, grazie al supporto di alcuni promotori sociali, stiamo portando avanti anche l’attività dei servizi, sebbene non sia semplice anche per effetto della consistente presenza dei sindacati nel nostro territorio, che in parte coprono il fabbisogno.
Per un discorso legato alla continuità territoriale e alla semplificazione di alcuni adempimenti connessi al Runts, ad un certo punto, abbiamo considerato seriamente con il Provinciale, di unire il Circolo di San Pietro Vernotico con quello di Cellino San Marco, distanti fra loro solo tre km. Quindi, i due circoli si sono uniti, pur mantenendo sedi distinte, ormai divenute un riferimento per le persone.
Nelle nostre attività, abbiamo sempre cercato di coinvolgere le altre realtà associative presenti nel territorio, ad esempio, quando è stata organizzata la presentazione del libro sulle “emigrazioni sanitarie”, abbiamo coinvolto la locale sezione del Circolo letterario di San Pietro Vernotico. Inoltre, la fortuna ha voluto che intrecciassimo la nostra strada con quella del fratello di Peppino impastato, Giovanni e, a gennaio scorso, abbiamo promosso una manifestazione, nella sala consiliare del Comune, in collaborazione con le scuole e con l’associazione antiracket, per la presentazione del libro di Giovanni Impastato. Questa esperienza, molto partecipata, per un momento ci ha fatto toccare con mano alcuni aspetti e conseguenze di quella che possiamo chiamare la “vita mafiosa”. Oltre a ciò, abbiamo intrapreso il cammino formativo proposto a Subiaco l’estate scorsa con le Acli Nazionali, poi anche quello per quadri dirigenti promosso tra Milano e Pisa.
Incontrate delle difficoltà?
Va riconosciuto che non è tutto rosa e fiori. In particolare, l’avvio di questo modello intercomunale, se vogliamo chiamarlo così, l’unificazione dei due circoli in sostanza, non è sempre agevole, soprattutto nella misura in cui è molto difficoltoso trovare persone che si coinvolgano e che volontariamente siano disposte a offrire tempo e impegno a favore dei più bisognosi. Non nascondiamo che ci sono stati diversi disagi nel mettere in piedi queste nostre attività. Ci siamo dedicati anche alla collaborazione per la Giornata nazionale dello sport, promossa da US Acli, e noi l’abbiamo organizzata qui a San Pietro, sfruttando l’opportunità di collaborare con l’oratorio parrocchiale, approfittando del fatto che stavano svolgendo delle iniziative sportive. “Il lavoro di squadra: risorse per la comunità”, la abbiamo intitolata così questa giornata e l’intesa con la parrocchia ci ha anche permesso di concludere questo momento di educazione allo sport con la presenza di Ferdinando De Giorgi, della Federazione Nazionale Pallavolo Maschile, che ha presentato il suo libro.
Dal punto di vista dei rapporti con altre realtà esiste una sorta di “forum”, di gruppo con altre associazioni territoriali, ma viene gestito dal Comune; probabilmente sarebbe più funzionale un’organizzazione delle associazioni con un approccio più indipendente, per potersi relazionale in modo autonomo rispetto al Comune. Questo consentirebbe una maggiore sinergia e spazi di sviluppo per nuove iniziative comuni.
Dal vostro punto di vista che cosa vi contraddistingue rispetto ad altre realtà?
Il legame che abbiamo costruito con le parrocchie è solido: rappresenta un forte valore aggiunto e ci sta offrendo l’opportunità di farci conoscere nel territorio. Negli ultimi vent’anni San Pietro è stata una realtà che si è dedicata interamente ai servizi, mancando però una presa in carico complessiva, ovvero il lavoro paziente di ascolto e accompagnamento della persona, che è necessario per comprenderne bisogni e peculiarità. Questo è quello che noi facciamo, andando anche porta a porta se serve, a spiegare alle persone, ad ascoltare le necessità che esprimono. Noi siamo relativamente giovani e dobbiamo ancora svilupparci come Circolo. Ad esempio, accogliamo numerose richieste da parte degli anziani che hanno bisogno di essere accompagnati, o necessitano di alcune commissioni o pratiche da svolgere. Insisto con il dire che il più grande ostacolo è trovare persone disposte ad impegnarsi, altrimenti le attività crescerebbero in quantità e qualità.
Faccio un esempio, per far comprendere quello che intendo. Ci siamo attivati nell’ambito di un bando per proporre delle attività formative, grazie ad un nostro collaboratore che lavora in questo contesto, da svolgere nell’edificio di una ex scuola materna, di proprietà del Comune. Adesso tramite una società di formazione di Fasano, vengono erogati percorsi formativi che noi abbiamo sostenuto in ogni modo e contribuito a far nascere. Vista la portata dell’azione, ci siamo messi in cerca di persone da coinvolgere anche dei ragazzi, ma la risposta all’impegno non è stata molto incoraggiante, anzi direi deludente. Non c’è una spinta reale a fare un investimento, anche quando questo investimento in termini di competenze può offrire delle opportunità future anche sul piano del lavoro. Ci troviamo in un contesto difficile da questo punto di vista.
Avete pensato a qualche progetto futuro?
Un’idea molto complicata da realizzare, in un futuro, sarebbe quella di fondare una cooperativa Acli. Potrebbe essere un’ulteriore opportunità per molti cittadini. Tuttavia, è un progetto piuttosto ambizioso e molto a lungo termine; d’altro canto, sarebbe importante adesso riuscire a sviluppare di più e meglio tutte le attività che riguardano la dimensione associativa.
Ti potrebbe interessare
-
CIRCOLO ACLI VALGIOIE (TORINO). UNA COMUNITA’ APERTA E INTEGRATA TRA I RESIDENTI ANZIANI DELLA STRUTTURA E IL QUARTIERE, LUOGO DI VITA INCLUSIVO CON PROGETTI E INIZIATIVE LOCALI.
-
CIRCOLO ACLI PIO XII - URBANIA (PESARO URBINO): UNA PRESENZA QUOTIDIANA FATTA DI ATTENZIONI.
-
CIRCOLO ACLI SALVATERRA (REGGIO EMILIA). IL SALVATERRA ROCK: UNIRE LE FORZE PER PROMUOVERE CON LA MUSICA I TEMI DELLA PACE E DEL LAVORO.
-
CIRCOLO ACLI CASSANA – (BORGHETTO DI VARA - LA SPEZIA). UN PROGRAMMA DI ATTIVITA’ CULTURALI PER PROMUOVERE LA CONSERVAZIONE DELLE TRADIZIONI LOCALI E LA MEMORIA DEL PAESE.
-
CIRCOLO OPERAIO ACLI COLLORO (VCO). UNA PRESENZA LUNGA UN SECOLO: CENTRO DI AGGREGAZIONE IMMERSO NELLA NATURA DEL PARCO DELLA VAL GRANDE.
