CIRCOLO ACLI GIOVANNI BIANCHI DI CHIARAMONTE GULFI (RAGUSA). I BISOGNI DELLE FAMIGLIE AL CENTRO: IL SOSTEGNO AI BAMBINI E AGLI ANZIANI.
Antonella Occhipinti è presidente del Circolo “Giovanni Bianchi” di Ragusa dal 2012, ma conosce questa realtà e le Acli da tempo, visto che il papà e alcuni componenti della sua famiglia hanno fatto parte del Circolo.
Così ce ne parla Antonella:
Le attività che ha portato avanti questo Circolo sono state sostenute dai contributi del cinque per mille, che ci hanno permesso di rivolgerci sia ai bambini, che agli anziani. Per affrontare il tema della frattura digitale, ci siamo attivati organizzando dei corsi di computer destinati alla popolazione meno giovane, diciamo. Mentre per i ragazzi, ci siamo occupati di realizzare un servizio di ludoteca, anche di doposcuola. Il centro della nostra attenzione sono le famiglie, in particolare quelle che si trovano in situazioni più disagiate. Attraverso questo impegno siamo un po' cresciuti. Del resto, la nostra è una posizione fisica abbastanza favorevole; siamo centrali e trovandoci vicino la piazza ci conoscono in molti. In un piccolo paese come il nostro, Chiaramonte Gulfi, la piazza è davvero il cuore pulsante, dove le persone si ritrovano ed il fatto di essere collocati qui ci ha favorito.
Abbiamo partecipato a delle manifestazioni locali e questo ci ha permesso di imprimere maggiore visibilità alla nostra associazione, dando un contributo importante anche all’attività del paese. Ci siamo orientati su alcune necessità che abbiamo cercato di rilevare nel territorio, per questo abbiamo scelto di lavorare su specifici bisogni delle famiglie. Nel tempo è stato costruito un rapporto con l’assessorato ai servizi sociali di Chiaramonte, in questo modo, nel rispetto della privacy, riusciamo a raggiungere famiglie in condizioni di fragilità. Ad esempio, siamo riusciti ad intercettare un insieme di richieste legate ai bisogni educativi speciali dei bambini e durante l’anno scolastico ci siamo adoperati in un’attività di supporto compiti, con un accompagnamento mirato.
Come Patronato, inoltre, ci impegniamo a raccogliere le pratiche e le necessità delle persone: poi le pratiche le portiamo in sede Provinciale per la lavorazione. Pensavamo che un servizio simile potesse contribuire a sostenere la famiglia nelle sue necessità, così abbiamo tentato di mantenerlo.
In collaborazione con la parrocchia abbiamo ritenuto utile lavorare anche nella raccolta di generi alimentari destinata alle famiglie in difficoltà e, quando ci è stato chiesto supporto, siamo stati pronti ad offrire il nostro contributo. Siamo nel contesto di un piccolo comune di 8.000 abitanti, non sono presenti molte realtà diverse con cui instaurare legami e sinergie, se non con il comune e la parrocchia. Una volta però abbiamo intrattenuto una importante collaborazione con lo SPRAR locale e con la cooperativa che si occupa dell’accoglienza degli immigrati. Il nostro supporto ha riguardato l’attivazione di un percorso di accompagnamento dei ragazzi che arrivavano nel nostro paese, per la ricerca del lavoro e abbiamo fornito assistenza di vario genere.
Oltre a me, un gruppo di sei e sette persone intervengono attivamente nell’attività del Circolo.
Riguardo i progetti per il futuro, con un’altra associazione che si occupa di bambini, stiamo pensando di mettere in piedi un’attività ludica strutturata, in cui coinvolgere i piccoli, tutte le mattine. Questo durante i periodi estivi forse è più facile, però non possiamo immaginare di usare i locali del Circolo, perché troppo piccoli per questo genere di iniziativa; quindi, si potrebbe allestire nei locali della parrocchia. Si tratterebbe di ampliare un servizio che già svolgiamo, ma che possiamo rivolgere ad un massimo di ventidue bambini adesso per come è configurato. Unendo le forze e trovando spazi adeguati sarebbe possibile rivolgerci ad un numero superiore di famiglie con figli. Tale progetto non è stato messo nero su bianco, è ancora in forma di idea, ma ci stiamo ragionando.
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