CIRCOLI ACLI GIOVANNI XXIII e SAN MARTINO (AOSTA). TESSERE RELAZIONI E CONTRASTARE LA SOLITUDINE TRA LABORATORI DI CITTADINANZA ATTIVA E IL GRUPPO DELLA MAGLIA
Maria Carrozzino, presidente del Circolo Giovanni XXIII, con il suo racconto, presta la voce a due delle realtà Acli che, nel territorio valdostano, offrono il proprio contributo al fianco delle persone. Si tratta del suo Circolo e di quello di San Martino, di cui il presidente è lo stesso parroco della Chiesa in cui si trova il Circolo, Don Nicola Corigliano.
Maria inizia a raccontare del Circolo Giovanni XXIII:
il Circolo nasce nel 2003/2004, all’interno della sede delle Acli Regionali, in principio per l’esigenza di chi usufruiva dei servizi o degli stessi dipendenti dei servizi, per creare qualcosa, delle iniziative che avessero dei risvolti di promozione sociale; quindi, nasce con l’obiettivo di ritrovarsi e incentivare lo sviluppo di attività sociali da affiancare ai servizi, in linea con lo spirito e la mission delle Acli. Il nostro presidente storico è stato Roberto De Vecchi, che ci ha lasciato lo scorso anno, lo ricordiamo tra i fondatori delle Acli valdostane e come stimolo fecondo che ha impresso una caratteristica importante a questo Circolo, ovvero quella in cui si esprime la necessità di sviluppare pensiero. Seguendo questo insegnamento, una delle principali attività a cui ci siamo dedicati è stata quella del percorso formativo curato dalla professionista dell’organizzazione dott.ssa Antonella Morlini, noi del Circolo insieme al regionale. Lo sviluppo di questo percorso ha attivato dei laboratori di politica. Si è trattato di un laboratorio della durata di tre anni, centrato sulla sensibilizzazione alla cittadinanza attiva. Questa attività ci ha tenuti impegnati e ci ha offerto dei riscontri positivi: alcuni tra i partecipanti sono rimasti con noi alle Acli e qualcuno si è inserito nel percorso del servizio civile, insomma un bel ritorno sul territorio.
Il nostro è un contesto piuttosto piccolo, ma abbastanza prolifico, nel senso che presenta tante attività sociali messe in campo da numerose realtà attive, diverse dalle Acli, e, per tali motivazioni, diventa difficoltoso fare delle proposte di carattere ricreativo o culturale gratuite, quando l’offerta è così ampia, anche a livello regionale. Avevamo comunque l’idea di attivare percorsi di sviluppo della cittadinanza attiva. Con le Acli regionali, infatti, grazie al sostegno di Libera Valle d’Aosta, abbiamo promosso iniziative sul tema della legalità, degli incontri pubblici volti a sensibilizzare la comunità sull’importanza di adottare comportamenti legalmente accettabili. Sono stati invitati degli esperti e abbiamo dato vita a dei confronti. Poi l’attività si è un po' arenata, in particolare, a causa della difficoltà ad incontrarsi.
Esiste un’attività che vi sta a cuore e che resiste all’andamento del tempo?
L’iniziativa d lunga durata che resiste e prospera, nonostante i problemi, ancora dopo 15 anni, è il corso di maglia. Malgrado possa sembrare, ad un primo sguardo, un’attività leggera e secondaria, la sua peculiarità è il radicamento, oltre alla longevità: un gruppo di donne, da ottobre a giugno, sistematicamente ogni anno, si incontra al Circolo, per sviluppare le proprie capacità, ma non solo: oltre che per produrre borse e altri manufatti nuovi imparando, questo si è trasformato in un luogo di incontro e di scambio. Donne che insegnano ad altre donne e promuovono aggregazione sociale, crescita delle relazioni, creando amicizie che si consolidano. Il nostro Circolo è uno spazio neutro, differente dall’ambiente domestico, così queste donne, possono vivere una dimensione collettiva nuova, imparare l’arte del confronto e dello stare insieme, sostenendosi.
Tra le altre attività, in passato abbiamo realizzato un piccolo cineforum, sebbene non ci sia stata l’opportunità di tenerlo in piedi per lungo tempo. Ora stiamo progettando le attività future, riproponendo ancora la formula del corso di maglia, cercando di aggregare i soci attorno ad un interesse comune. Più la proposta è concreta, più ha una ricaduta pratica e più le persone si ingaggiano; a partire da lì costruisci qualcosa. Da noi la relazione fisica, il contatto è un aspetto determinante, forse più che in altri luoghi, considerando che, nel nostro contesto territoriale regionale, si patisce la solitudine tra le persone e la prova evidente è l’elevato tasso di suicidi che registriamo, negli ultimi anni, anche in una fascia piuttosto giovane. Per queste motivazioni, riteniamo che uno dei nostri compiti sia quello di affrontare questa situazione, cercando di non lasciare sole le persone: il gruppo della maglia che sviluppa senso di appartenenza ha, in questo senso, una funzione preziosa.
Cosa puoi raccontare, Maria, del Circolo di San Martino?
Per quanto riguarda il Circolo San Martino, devo riconoscere che la gestazione è stata piuttosto complicata. In parrocchia esisteva già un’altra realtà denominata “il circolino”, un’altra associazione che poi è stata chiusa. Nasce l’esigenza, da parte della parrocchia, di permettere alle persone di aggregarsi, di svolgere attività e, non per ultimo, di avere un pasto caldo, in una zona della città con un numero sostenuto di persone anziane sole. Su queste basi nasce il nostro “Circolino” a febbraio del 2020, con l’apporto di una cooperativa sociale legata alle Acli, che somministra con un catering dei pasti. Eppure, poco dopo, questa realtà viene chiusa, attorno al mese di marzo e, fino ad ottobre, non è stato possibile riaprirlo. Questo è accaduto anche a causa del periodo storico che abbiamo vissuto, quello della pandemia.
Attualmente, siamo giunti ad un momento importante, perché grazie al CTA, che ora ha uno spazio nel Circolo, abbiamo attivato delle iniziative dalle gite, alla ginnastica dolce. Inoltre, la struttura può vantare uno spazio tale da accogliere più associazioni presenti nel territorio. Il legame con la parrocchia ci aiuta ad avere uno sguardo più ampio sui bisogni della comunità. Siamo riusciti, pian piano, a ripartire anche con un’altra attività: un centro di ascolto, a cui si dedica una nostra volontaria, in modo gratuito, con la funzione di counselor, a disposizione per accompagnare e sostenere le persone che manifestano la necessità di avere un confronto o un accompagnamento in una fase delicata nel proprio percorso di vita. Tale iniziativa è partita appena adesso ed è importante ora diffonderla e farla conoscere. Il circolo si trova in un locale in comodato uso donatoci dalla parrocchia, ubicato sotto la parrocchia, e qui abbiamo celebrato il nostro congresso regionale.
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