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CIRCOLO ACLI “I VIANDANTI DI MONTEVERGINE” (AVELLINO). COSTRUIRE UN CAMMINO COMUNE: DANZE MEDIEVALI E RINASCIMENTALI AL SERVIZIO DEL BELLO E DELLA COMUNITA’.

Il gruppo dei Viandanti di Montevergine nasce per permettere a chiunque voglia condividere e diffondere felicità, bellezza e libertà tramite la danza, di incontrarsi in uno spazio laboratoriale dove ognuno è membro attivo. Ilaria Di Gaeta, diventata amministratore locale, è attualmente vicepresidente del Circolo Acli. Già presidente di questo gruppo, è colei che ha dato impulso alla sua nascita e lo ha guidato dal 2019 ad oggi.

Ilaria inizia così:

Nel 2019 abbiamo formato un gruppo che, nel 2020, si apprestava a diventare Circolo Acli, interrotto dalle vicissitudini della pandemia; un’esperienza diffusa che, considerata la natura del nostro collettivo, ha imposto una pratica diversa delle attività, con la sperimentazione di altre forme e modalità di incontro, tali da non contemplare il contatto. La fuoriuscita dal Covid ci ha permesso di formalizzare la situazione, potendoci trasformare in un Circolo Acli e non in altro, ci tengo a ribadirlo. Il progetto nasce nel solco dei “cristiani in cammino” e comunque, ciascuno di noi, anche chi non è cristiano, riconoscendosi nei valori promossi dalle Acli e condividendo il nostro percorso, ha trovato in questa organizzazione lo spirto e l’accompagnamento, cercato da tutti, in armonia con un orizzonte di valori capace di ispirare l’intero collettivo.

Questo gruppo si mette insieme con l’intenzione di condividere la passione per la danza, in primis. Inoltre, io mi occupavo già di arteterapia e la danza la inserivo all’interno dei corsi che organizzavo, come opportunità di lavoro su sé stessi e sulle proprie emozioni: si trattava comunque di danze popolari. In seguito, come insieme di amici che per un lungo periodo hanno condiviso lo studio e la passione per la danza, si genera la volontà di andare oltre, di cercare e procedere alla scoperta di qualcosa di più profondo. Volevamo mettere al centro il bello, inteso come buono, alla ricerca di ciò che ci permette di condividere e di ampliare l’orizzonte, attraverso la creazione di storie comuni, di un vissuto collettivo costruttore di avventure, mettendoci in gioco, offrendoci spazi di arricchimento personale e di gruppo. A partire da tali riflessioni, io ho proposto di lavorare sulle danze medievali e rinascimentali, in un approccio laboratoriale, nell’ottica di un gruppo che costruisce insieme e gratuitamente offre opportunità per la comunità. Il percorso si fonda sulla virtù della temperanza, una virtù cristiana ben definita, in grado di accompagnare un lavoro sulla mediazione, sulla grazia e sulla gentilezza, strettamente legate al concetto di pace. Operare su questa virtù, attraverso il corpo, significa andare oltre la questione teologica, o verbale e concettuale, ma incarnarla; quindi, esprimerne i principi mediante l’uso del gesto, del movimento gentile, adottando coreografie ambientate nel medioevo, ispirate a virtù e valori cristiani. Appellarsi alla coreutica, ovvero l’arte della danza, che si esprime nel tempo, nella postura, nella grazia, nella gentilezza, è stato motivo per noi di ricerca, di intrapresa di un percorso. Abbiamo iniziato a promuovere spettacoli in giro, dandoci l’opportunità di ricevere erogazioni liberali o sostegno dagli associati; in questo modo, non abbiamo rinunciato alla formazione, coinvolgendo esperti di danza a livello nazionale, e abbiamo potuto sostenere i costi per esibirci nei castelli, nei borghi.

 Nelle nostre rievocazioni ci proponiamo come dei pellegrini in cammino, da qui il nome del Circolo Acli “I viandanti di Montevergine”; pellegrini che nascono idealmente nel 1124, quando Guglielmo da Vercelli, originariamente un pellegrino, ha fondato la chiesa di Montevergine e quello che poi diventerà l’ordine dei Benedettini. Suggeriamo di incamminarci come se fossimo su una macchina del tempo, adattando l’abbigliamento, che riprende le caratteristiche dei pellegrini dell’epoca, con la lanterna, la bisaccia, ecc. Poi abbiamo anche i costumi del 1400, quando ci chiamano per rievocazioni storiche differenti e questo ci offre l’occasione di girare e continuare a portare il nostro messaggio: la ricerca della bellezza, della semplicità e della magnificenza divina, che si manifesta nelle piccole cose. Portiamo anche la condivisione di cibo e bevande e il ringraziamento di quello che ci viene offerto, per contrastare la meschinità della vita. Avevamo bisogno di ricordare il bello, di testimoniarlo quando si manifesta nella relazione.

L’associazione è un modo per continuare a viaggiare in questo senso.

In cosa consistono i laboratori formativi che proponete?

Ci occupiamo dello studio delle danze medievali e rinascimentali, oltre alla produzione di spettacoli e di rievocazioni storiche; i laboratori portati avanti dal nostro Circolo rappresentano un’opportunità di sviluppo di strategie inclusive, il cui obiettivo è la centralità dell'individuo, la sua umanità. Siamo una ventina di persone iscritte all’associazione. Questo gruppo frequenta, danzando, oppure attraverso un supporto agli allestimenti degli spettacoli, però tutti partecipiamo ai laboratori e, quando ci vediamo, condividiamo solo quello che fa parte di questa costruzione, nel rispetto delle difficoltà che ciascuno di noi ha nella vita. Perché c’è stata una fase in cui diversi di noi, nel gruppo, riportavano il proprio malumore, dovuto a problematiche personali. Man mano, lavorando su di noi, abbiamo capito che c’era necessità di uno spazio altro, diverso dai laboratori, quello in cui poter condividere emozioni, pensieri sull’altro, affinché il momento del laboratorio potesse essere vissuto da tutti come un’opportunità di ricaricarsi, di rigenerarsi.

I laboratori sono gratuiti ed aperti a tutti da sempre, senza limiti di età, ci sono persone fino a 76 anni. Ci sono danze davvero molto semplici, che posso essere apprese da chiunque, in uno spirito di condivisione. La costruzione del gruppo, per vivere avventure comuni, ci serve, è funzionale al nostro progetto, però poi la partecipazione ai laboratori è libera: puoi venire una volta, guardare e poi andare via, oppure stare per un periodo circoscritto. C’è un nucleo che cambia, avviene un ricambio, ma quel che resta, che ci dà forza è la storia che attraversiamo insieme, che consolida il gruppo attraverso lo spirito di avventura. Dormiamo insieme nelle palestre, nei castelli, mangiando insieme ovunque, conoscendo persone e luoghi: ogni tanto abbiamo avuto qualche esperienza negativa, ma non volendo ripiegare sulla meschinità della vita, dovevamo costruire qualcosa di bello da metter in comune, anche con gli altri. Questa esperienza sta crescendo, certo mi farebbe piacere una maggiore partecipazione, in particolare da parte dei giovani, che di solito hanno maggiore disponibilità a sperimentare avventure fuori dal proprio paese o città. La tipologia di contenuto che proponiamo, ci rendiamo conto che, non è largamente diffusa e che, forse, potrebbe essere meno attrattiva per i più giovani.

Progetti per il futuro?

Quello a cui si pensava, per avvicinare la fascia dei più giovani, era la possibilità di portare i nostri laboratori nelle scuole. Ma non credo di riuscire a tenere fede ad un simile impegno, sento che il tempo mi sfugge e ne ho davvero poco. Per il momento non c’è ancora nessuno di noi che potrebbe portare avanti questo progetto. Forse c’è chi poteva farlo, ma avuto problemi di salute, adesso deve occuparsi di sé. Il rapporto con gli altri Circoli può essere una strada interessante: abbiamo chiesto al Circolo di San Donato, vicino a noi, di sperimentare un laboratorio di danze. Ci hanno anche detto che, in occasione del loro Cinquantesimo anno, per i festeggiamenti vorrebbero realizzare uno spettacolo. Questa circolarità ci va molto bene, ci piace. Anche in questo caso però la fascia d’età è molto alta. Comunque, da queste collaborazioni può nascere sempre qualcosa di molto produttivo.

Come Viandanti abbiamo stretto un'alleanza con il MID - Coordinamento Regionale della Campania, volta a promuovere un progetto storico e culturale fondato sull'inclusione.