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CIRCOLO ACLI DI RONCOFREDDO “ALBERTO MARVELLI” (FORLI’ CESENA). TRA LA SQUADRA DI CALCIO E IL SOGNO DEL DOPOSCUOLA, PUNTARE ALL’AGGREGAZIONE E ALL’INTEGRAZIONE.

Il Circolo ha una lunga storia, dal 1955-1956, e deve la sua apertura ad un vecchio parroco. Siamo ormai alla soglia dei Settant’anni e non abbiamo mai chiuso, se si esclude la parentesi legata alla pandemia. Il nome di Alberto Marvelli è stato associato a quello della nostra realtà, da qualche anno. Alberto era un ragazzo, un giovane ingegnere che ha perso la vita nel 1946, molto conosciuto nelle nostre zone, soprattutto nel riminese, perché ci ha lasciato un’eredità morale e spirituale altissima. Avevamo deciso di rinnovare i locali del Circolo e, per un certo periodo, abbiamo allestito da noi una mostra a lui dedicata, invitando le scuole, per testimoniare il suo impegno da laico cristiano, attento ai poveri e ai sofferenti.

Quali sono le attività che il Circolo organizza per il paese?

Il nostro è un paese di 1500 abitanti ei Circolo ha poco più di 200 soci. Le attività che svolgiamo rientrano nel solco della tradizione Acli, quelle delle realtà di base nei piccoli territori, che si rivolgono ad una popolazione anziana. Siamo un centro di aggregazione vicino alla parrocchia, che si propone di rinsaldare legami e promuovere socialità. Nel tempo, potendo contare su una diversificazione dei nostri soci ci siamo dedicati anche all’organizzazione di alcune attività sportive e ricreative, soprattutto rivolte alle famiglie. Abbiamo una sede nella parrocchia, con uno spazio tv per i soci e all’interno si trova anche un piccolo teatrino che usiamo per iniziative da noi gestite per conto della parrocchia.

Tra queste potremmo citare quella centrale per noi che concerne la “Castagnata” che organizziamo sull’Appennino: una giornata da trascorrere insieme, fra circa cinquanta persone che aderiscono all’iniziativa. Poi realizziamo alcune serate con al centro la tombola di beneficenza, dove il ricavato è devoluto ad una organizzazione che si occupa di adozioni a distanza. Come Circolo abbiamo adottato un ragazzo che studia in Etiopia. Inoltre, per le famiglie mettiamo in piedi la tradizionale festa della Befana e regaliamo una calza ai bambini. Queste sono le iniziative di cui ci occupiamo con maggiore regolarità. Per alcuni anni abbiamo pensato ai ragazzi, organizzando dei corsi di inglese sui due livelli, il base e l’approfondito. L’idea che circola in questa fase è quella di costruire un servizio doposcuola destinato ai ragazzi delle medie. Nel nostro territorio la presenza di famiglie straniere è importante (circa il 15-20% sulla popolazione totale del nostro paese) e alcuni ragazzi anno bisogno di un sostegno, di essere seguiti da vicino negli studi, anche per favorire l’integrazione con gli altri. Siamo alla ricerca di insegnanti disposte a darci una mano. Prima del Codiv avevamo messo insieme una squadra di calcio, con tanto orgoglio, con i ragazzi immigrati di queste parti, circa una ventina insieme ad altri giovani del paese. Per due anni abbiamo partecipato a dei tornei e ci siamo divertiti un mondo, anche perché erano davvero forti. La pandemia purtroppo ci ha portato via questo sogno. In realtà è stato difficile proprio ripartire. Ora a Natale cercheremo di recuperare e coinvolgere tutti i nostri soci, perché risentiamo ancora dell’onda lunga della pandemia. Siamo ripartiti poi con la mescita e qualche altra attività, soprattutto quelle a carattere un po' più culturale, non siamo riusciti a riprenderle.

Alcune manifestazioni le organizziamo in collaborazione con la proloco. Io fino ad ora sono stato anche presidente provinciale e per delle iniziative è stato coinvolto il nostro Circolo, ma la distanza è un problema non di poco conto rispetto alla nostra collocazione. Pertanto, abbiamo provato a costruire un rapporto con alcuni circoli vicini per organizzare delle serate comuni, valorizzando l’aspetto culturale, oppure su tematiche ambientali.

Il passaparola è il miglior sistema di comunicazione che esista fra noi!