CIRCOLO ACLI GRUPPO GIOVANI ODV DI BRESSANONE (BOLZANO). IL CORO E IL PROTAGONISMO DEI GIOVANI: ESEMPIO DI INTEGRAZIONE TRA ETNIE E GENERAZIONI.
Il Circolo Acli di Bressanone nasce nel gennaio del 1953, e lo scorso anno ha festeggiato i Settant’anni. Ne ripercorre la storia Cristina Bertoldi, vicepresidente e responsabile del “Gruppo Giovani”. Bressanone, che si trova al confine, vive, negli anni Cinquanta, gli effetti della grande guerra, in una situazione particolare, che si esprime nella forte differenza fra il gruppo italiano e il gruppo tedesco. Questa realtà è parte vitale di quei movimenti che hanno dato i natali al Circolo.
Puoi parlarci Cristina delle circostanze e delle motivazioni che sono alla base della nascita del vostro Circolo?
Numerose regioni vengono rappresentate nella comunità di lingua italiana qui a Bressanone, con le proprie particolarità, al punto che il Circolo Acli nasce qui con lo spirito di unire la popolazione italiana. Don Giuseppe Franco, conosciuto come il prete degli italiani, fonda questa realtà, e in sua memoria, dopo la morte, il Circolo si fa promotore della stesura e della pubblicazione di un libro che ne ripercorre la vita. Il suo primo presidente è stato Guerrino Filippi. Negli anni Cinquanta venivano proposte numerose attività, soprattutto corsi di taglio e cucito, di cucina, di tedesco e di disegno. Naturalmente veniva dato spazio anche al divertimento, con l’organizzazione delle gite e pellegrinaggi: in Trentino e a Roma.
Gli anni 60, vedono l’Alto Adige coinvolto in diversi episodi di terrorismo, adesso anche raccontati in una fiction per la televisione, e le ACLI della provincia di Bolzano, a fianco del vescovo Monsignor Gargitter, si impegnarono per favorire la pacifica convivenza tra il gruppo linguistico italiano e quello tedesco. Possiamo dire, guardando alla relazione di oggi, che sono stati ottenuti ottimi risultati e, se questo legame è proficuo, lo si deve anche alla presenza delle Acli e al vescovo di allora. In proposito, va ricordato come, qualche anno dopo, assistiamo alla fondazione del gruppo Acli di lingua tedesca, il KVW, con il quale come Circolo siamo oggi in contatto e collaboriamo quando si presentano le occasioni. In questa fase della storia del Circolo gli iscritti crescono, ma verso la fine degli anni Settanta va incontro ad un momento di crisi, forse imputabile anche al fatto che l’associazionismo inizia a perdere di valore agli occhi dei giovani.
Nel 1978 viene eletto presidente del Circolo il Signor Angelini, al quale segue Francesco Chignola, alla guida del Circolo fino al 1984. Da questo anno, succede Francesco Bertoldi attuale presidente in carica, forse la presidenza più longeva. Questo è possibile da noi per alcune ragioni: costituendo una realtà molto particolare nel territorio, dove la comunità italiana è contenuta in numero, abbiamo potuto beneficiare di una deroga in merito alla durata dei mandati.
A partire dagli anni Ottanta, nei locali della Ex posta, iniziamo ad avere le prime sedi sociali, spazi che con il tempo diventano più ampi e consoni alle attività della nostra realtà dell’epoca: convegni, conferenze ed eventi conviviali. Riprendono le gite di più giorni e continuano i percorsi formativi avviati in passato. Nel 1989 nasce il Gruppo Acli Giovani. A dire il vero, Bressanone non offriva molto per il tempo libero di bambini e ragazzi e l’associazione ha deciso di offrire loro un posto dove incontrarsi, una volta la settimana, per fare lavori di bricolage, giocare e affrontare tematiche di interesse e alla loro portata. Ad organizzare questi laboratori si prestavano delle donne che, andate in pensione presto, a titolo volontario, hanno scelto di dedicarsi ai bambini di elementari e medie. Realizzarono un presepe, raccogliendo legnetti in strada e altro materiale, poi assemblato in sede, oppure hanno promosso incontri sull’educazione stradale e un progetto sulle barriere architettoniche, ecc. Io partecipavo come bambina, allora, e le proposte per quegli anni erano davvero innovative, considerato che si rivolgevano a queste fasce di età. Importante fu la realizzazione, per alcuni anni a seguire, di un campeggio a Cauria, a cui presero parte i bambini del gruppo. Una rivoluzione per molti di noi bambini, che coglievamo la prima occasione per allontanarci da casa e vivere un’esperienza lontani dai genitori. Questa iniziativa ha avuto una sua continuità fino agli anni 2000.
Tra gli anni ‘80 e gli anni ‘90 abbiamo inaugurato un’altra iniziativa interessante, ovvero la caccia al tesoro: “Scopri la tua città”. Attraverso una caccia al tesoro in bicicletta, le famiglie potevano apprendere curiosità e informazioni sulla storia del nostro paese; Iniziativa riproposta negli anni, e attiva ancora oggi, sebbene in forme differenti. Sempre all’inizio degli anni ’90, si sono intensificate le iniziative volte al rafforzamento e alla conservazione delle tradizioni locali. Ogni anno, nel fine settimana dell’11 novembre, viene organizzata la processione di San Martino, una sfilata all’imbrunire di oltre cento bambini e genitori con le lanterne per giungere al Duomo di Bressanone per la benedizione. Nelle settimane precedenti all’evento i bambini costruiscono a scuola le lanterne. In precedenza, questa manifestazione riguardava il gruppo tedesco, poi è stato introdotto anche da noi, però per questioni logistiche la processione viene separata per i due gruppi.
Gli inizi degli anni Novanta segnano dei passaggi importanti nella storia del Circolo, tra cui la nascita del vostro fiore all’occhiello. Di cosa si tratta?
Nasce il gruppo “Insieme cantando”, il nostro orgoglio. Il gruppo è un coro e siamo felici di aver dato vita a questa esperienza, consapevoli di non trovarne molti altri all’interno dei Circolo Acli. Il nostro ha una particolarità, è nato durante una vacanza in montagna di noi ragazzi con gli animatori. In campeggio all’aria aperta, in assenza della televisione, riempivamo il tempo cantando. Da lì è partita la proposta di proseguire in sede, per chi ne avesse avuto voglia. Praticamente l’ho fondato io il coro, avevo sedici anni all’epoca, e poi si sono uniti altri ragazzini e alcuni animatori per darci una mano. Il gruppo procede ancora adesso ed è composto da venti, trenta coristi, mentre la caratteristica distintiva è data dall’età: il più piccolo ha cinque anni e il più anziano sopra i novant’anni. In questi anni il coro è “cresciuto”, diventando un bell’esempio di integrazione tra etnie e generazioni. Abbiamo bambini di lingua italiana, tedesca, qualche bambino di origine albanese, una sudamericana, qualcuno che arriva dall’Iran. Nonostante la differenza di religione cantiamo anche in Chiesa. Come repertorio spaziamo dalla musica leggera ai canti religiosi del Gen verde e del Gen rosso. Quest’anno siamo impegnati nei canti di Natale e poi vorremmo fare un musical. Ci si trova tutti i venerdì a provare e lo stesso abbiamo fatto durante il covid, a distanza. Quella è stata davvero un’impresa titanica, ma siamo riusciti, è stato un modo per tenere insieme le persone. A casa si registravano i pezzi, poi venivano assemblati, non posso raccontare la fatica di tenere insieme così una trentina di persone, eppure considerato il momento storico questa è stata un’esperienza di grandissimo valore.
La nostra funzione come coro è animare le sante messe e andare nelle case di riposo per presentare i canti, promuovendo la vicinanza tra le generazioni. Sicuramente il coro ha una valenza aggregativa e educativa, anche per i più piccoli, per imparare ad aiutarsi e sviluppare la capacità di sapersi ascoltare, sapersi appoggiare alla voce di un altro. Animiamo le ricorrenze della parrocchia, così come le prime comunioni. In questi anni, abbiamo fatto un po' di trasferte, in zone vicine; inoltre, si è provato ad unire il coro ad un laboratorio di teatro, per realizzare un musical e lavorare con i ragazzi, supportarli a vincere la timidezza e a mettersi in gioco.
Quest’anno, il Concerto dell’Avvento, di cui si occuperà il nostro coro, riprenderà il tema della pace oggetto del Congresso. Tema che vogliamo riprendere in futuro. Cerchiamo di fare la nostra parte. Tradurre in azioni i contenuti e gli stimoli dell’Associazione è per noi un modo per essere e sentirci Acli.
Avete organizzato altre attività? Con quali altre realtà territoriali avete e state collaborando?
Con l’arrivo degli anni 2000, viene intensificata la collaborazione con le scuole, di cui è un esempio la manifestazione “Lanciamo messaggi di pace” e la realizzazione dell’ormai tradizionale calendario ACLI, che vede ogni anno la partecipazione di molti alunni delle scuole cittadine e che viene presentato in occasione della festa di Natale ACLI. Quella del calendario è un’attività in cui si valorizzano disegni e pensieri degli alunni del territorio e il primo anno ha riguardato il tema della pace, con il lancio dei palloncini. La proposta alle scuole non si è fermata, andando in direzione di altri temi, come i diritti dei bambini, l’amicizia, la musica e le barriere architettoniche. Quest’anno proporremo il tema “365 giorni senza violenza”, affrontando la questione del bullismo e della violenza di genere e di altri tipi di violenza: a questo progetto partecipano ogni anno una media di 15-20 classi italiane e tedesche di Bressanone.
Dal 2005, conclusa l’attività del campeggio, è stato avviato un campo estivo a Bressanone detto “Vacanze in città”, di una durata variabile tra le 4 e le 5 settimane, per un gruppo ragazzi con la collaborazione di diverse associazioni, in modo da coprire il periodo estivo. Questo servizio puntava ad offrire un sostegno ai genitori lavoratori, con azioni coordinate dal Comune e sostenute dai fondi della Provincia autonoma di Bolzano. Nel 2021, le difficoltà burocratiche e di reclutamento di animatori, capaci di accompagnare i ragazzi, hanno impedito il proseguimento dei campi estivi, ma ogni estate eravamo arrivati ad una media di sessanta, settanta iscritti, in un progetto che è sempre stato per sua natura multietnico.
Dal 2010 è attivo, invece, il servizio di doposcuola e supporto compiti, uno o due pomeriggi la settimana, organizzato in sede alle Acli, con l’accompagnamento di alcune ragazze dell’università: a Bressanone abbiamo scienze della formazione e troviamo delle collaborazioni con diversi studenti per la nostra iniziativa con i bambini. Questo servizio non è totalmente volontario, le ragazze vengono retribuite, ma per tutti gli aspetti organizzativi facciamo fronte noi.
Da qualche anno offriamo un servizio CAF, durante il periodo delle partiche di 730, vengono da Bolzano. Offriamo un soggiorno al mare per gli iscritti tra giugno e inizio luglio. Continua anche la tradizione delle gite, come quella a Capodanno al Lago Trasimeno. Inoltre, non mancano le presentazioni di libri: per citarne una, ricordo la presentazione de “La bambina con la valigia”, molto apprezzata e il testo su Ilaria Alpi.
Una cosa davvero particolare che si tiene il Venerdì Santo, prima delle Palme, è la Via Crucis, promossa da Acli con altre associazioni. Prima del Covid si realizzava in forma itinerante, e solo dopo ha assunto una “forma digitale”, registrata con letture riprodotte da soci e volontari. Le registrazioni vengono assemblate e poi il lavoro viene messo a disposizione degli interessati e, soprattutto, delle case di cura e di riposo. Questo è un modo per essere vicini a coloro che, in condizioni di fragilità, non potrebbero uscire per assistere ai riti della Settimana Santa: un altro modo di esserci come associazione per le persone. Da alcuni anni aderiamo alla Via Crucis proposta dalla parrocchia San Michele di Bressanone, che la anima in presenza. Quella itinerante non è stata più organizzata perché le persone, ormai in età avanzata in questo paese, facevano più fatica a spostarsi, percorrendo le lunghe distanze tra una chiesa e l’altra.
Con alcune associazioni si collabora su iniziative specifiche. Dall’anno scorso io faccio parte della rete antiviolenza del territorio; la provincia ha promosso dei gruppi di lavoro sulla violenza e del gruppo di Bressanone facciamo parte anche noi. Anche per questo uno dei temi del calendario è stato questo.
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