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CIRCOLO ACLI “PUNTO FAMIGLIA” SANTI VALENTINO E ILARIO (VITERBO). “NONNI E NIPOTI”: IL TURISMO INTERGENERAZIONALE E IL RAPPORTO CON L’AMBIENTE RURALE

Nel quartiere Villanova a Viterbo c’è un Punto famiglia Acli, che ha scelto di mettere al centro il rapporto tra due generazioni, con l’intenzione di costruire dialogo e connessioni all’interno di due mondi, a tratti distanti, ma che cercano spazi di incontro. L’attenzione non è posta solo sulla dimensione relazionale, ma anche sugli aspetti ambientali e rurali che caratterizzano il territorio viterbese.

Elena Bocci ci parla con passione ed entusiasmo dell’iniziativa che ha contribuito a sviluppare nel Circolo Acli Punto Famiglia Santi Valentino e Ilario, un progetto a cui si dedica da tempo, sulla scia di quanto costruito dall’Università di Milano, grazie alla Professoressa Antonietta Albanese, qui al suo fianco, desiderosa di offrire un contributo a questo racconto.

Elena, partiamo con te. Quali caratteristiche ha il Circolo Acli Santi Valentino e Ilario?

Il presidente del Circolo Acli è Giovanni Biancalana, sebbene la presidenza adesso vada incontro al rinnovo delle cariche, ma quattro anni fa, avveniva il nostro insediamento nel Circolo, che da subito è partito con un progetto rivolto a due specifiche fasce di età della popolazione del quartiere. La vocazione del nostro Circolo è la famiglia, intesa come rapporti tra le generazioni, non a caso siamo un Punto Famiglia Acli, e pensiamo che tale caratteristica sia ben declinata attraverso il progetto “Nonni e Nipoti di Viterbo”. Un’esperienza che vanta un certo trascorso storico, circa venti anni, già sperimentata dalle Acli provinciali di Viterbo: un progetto che, nato al provinciale, ha trovato il suo spazio naturale qui da noi, nella nostra realtà, nutrita dall’adesione di quasi quattrocento soci. Condividere questa idea ci ha permesso di coinvolgere attorno molte persone interessate, più di quanto ci saremmo aspettati.

Tale iniziativa, “Nonni e Nipoti”, si inserisce in un quadro di attività più ampio, nascendo all’Università degli Studi di Milano, alla facoltà di scienze sociali e politiche, con la Professoressa Antonietta Albanese, allora, direttrice del laboratorio di “incontri generazionali”: una sfida che puntava ad individuare dei punti di incontro tra le generazioni. Ormai da diversi anni, assistiamo ad una sfasatura culturale e relazionale tra le generazioni, e la professoressa, in tal senso, mirava a creare dei ponti tra le generazioni. L’intuizione è stata quella di immaginare una nuova formula turistica, conosciuta come “turismo intergenerazionale”, volta a favorire l’incontro e la socializzazione tra generazioni diverse. Per delineare meglio il percorso intrapreso, cogliendone gli aspetti principali e maggiormente generativi, vorrei fosse proprio la Professoressa Albanese a parlarne.

Professoressa può raccontarci più nel dettaglio la genesi di questo progetto che si è concretizzato nel Circolo Acli di Viterbo?

Vorrei fare una precisazione, che forse può essere utile per circoscrivere l’ambito e comprendere l’approccio adottato. Il laboratorio “incontri generazionali” studiava il tema dei linguaggi informatici e della comunicazione intergenerazionale, da qui l’avventura in cui ci siamo imbarcati con alcuni colleghi della facoltà di ingegneria, partendo dalla considerazione che la principale frattura fra le generazioni può essere ricondotta proprio all’informatica e al rapporto con il computer; per tali ragioni abbiamo ritenuto che tale veicolo potesse invece diventare fonte di un legame, di un rapporto tra le generazioni. Pertanto, abbiamo dato seguito a delle iniziative formative in un rapporto uno ad uno: uno studente delle scuole superiori insegnava ad un anziano a navigare in internet e ad usare questi strumenti informatici. I primi a sperimentare sono stati gli studenti del tecnico informatico e, a seguire, una serie di scuole superiori a Milano, poi a Bergamo. Il Ministero della pubblica istruzione ci ha chiesto di estendere il progetto su scala nazionale, coinvolgendo alcune scuole superiori individuate da loro. Quindi, i ricercatori sono andati a Firenze, in Calabria, raccogliendo numerosi dati con la disponibilità dei giovani ad insegnare e degli anziani ad apprendere dai ragazzi, non avendo difficoltà a manifestare timori, incomprensioni o richieste di aiuto durante il percorso di apprendimento, considerando i giovani come dei loro nipoti. Questo successo ci ha condotto a sperimentare un approccio intergenerazionale in situazione vacanza: per una settimana i ragazzi delle superiori partivano, per il Trentino, con gli anziani che aderivano all’iniziativa, attraverso l’Università della Terza età, oppure mediante associazioni del territorio. L’elemento di congiunzione in queste gite partecipate (insieme giovani e anziani) è stata la fotografia digitale, grazie all’attività di laboratori serali, di un’ora circa, in cui cimentarsi nell’elaborazione digitale delle fotografie fatte insieme durante questa breve vacanza. Nel corso della settimana, oltre alle escursioni previste da calendario, venivano previsti dei contesti di discussione, come un cineforum serale, lo spazio per un dibattito, dove poter scambiare le emozioni legate ai vissuti di questa esperienza, alimentando solidarietà fra le due diverse generazioni. Così nasce il progetto del “turismo intergenerazionale” che Elena Bocci ha saputo coniugare nelle realtà territoriale delle Acli di Viterbo, con la sua abilità di coinvolgimento di enti ed istituzioni a livello locale. In Sardegna, in Toscana e altrove in Italia si sono estese le sperimentazioni del progetto, ma la realtà di Viterbo grazie ad Elena e alle Acli è una delle più proficue e capace di alimentare la generatività creativa degli anziani. Su questo, appunto, a breve abbiamo intenzione con Elena di pubblicare un articolo, che in qualche modo, sarà anche il frutto delle esperienze che Elena stessa, in questi anni, ha maturato nelle Acli.

Quindi Elena, sarebbe interessante capire quale è stato lo sviluppo del Progetto nel Circolo, Punto famiglia di Villanova e in quale modo hai contribuito alla costruzione della rete territoriale?

Abbiamo uno slogan: “socializzare le generazioni, socializzando le istituzioni”, quindi quando la Professoressa venne a Viterbo, circa ventidue anni fa, ci chiese di provare a fare rete e noi ci attivammo con gli assessori comunali e provinciali di Viterbo. L’impianto della ricerca, l’approccio metodologico è stato fornito dall’Università e c’era necessità di chi, sul campo, potesse tradurre in azioni concrete questa progettualità. Dal principio, la risposta è stata di Acli e Caritas, con cui il gruppo di lavoro ha condiviso i principi ispiratori. Accanto a queste due realtà, abbiamo coinvolto anche la Confartigianato, l’Università della Tuscia, con la facoltà di agraria. Abbiamo messo a sistema dei nodi sul territorio che prima non dialogavano. Anche sul Lago di Bolsena si è ampliato il progetto, in contesti in cui sono presenti anche altri Circoli Acli, quindi si sta estendendo a macchia d’olio. Abbiamo anche il supporto della Riserva naturale Selva dell’Amone al borgo di Farnese. Attraverso la nostra iniziativa abbiamo trovato una convergenza con altri circoli delle Acli sul territorio, in particolare, con il Circolo di Viterbo Elio Murri e quello di Bomarzo, dove hanno anche la mescita.

Poi ti posso raccontare un po' di attività che sono state svolte tra il 2022 e il 2023, per comprendere nello specifico come si declina il senso della progettualità “Nonni e Nipoti” nel nostro Circolo/Punto famiglia, insieme alle attività per tutta la famiglia. Intanto abbiamo organizzato un evento in Chiesa per la festa dei Nonni coinvolgendo i giovani del progetto, oltre alla festa di Natale e di Carnevale; in collaborazione con le scuole, uno dei nostri maggiori impegni, oltre a quello della piantumazione degli alberi (boschetto diffuso), è quello degli orti diffusi (solidali, didattici e terapeutici). Per la giornata della fraternità abbiamo collaborato ad una giornata dedicata alla sostenibilità ambientale con dei laboratori rivolti ai ragazzi ed un concorso finale. Inoltre, abbiamo promosso un percorso intergenerazionale valoriale e di educazione ambientale, per mettere in luce come il legame tra le generazioni trova una sua dimensione autentica nello sviluppo di una sensibilità ambientale connessa al territorio abitato. Non sono mancati i percorsi di turismo intergenerazionale, tra natura e tradizione. Le nostre progettualità non si limitano al periodo estivo ma abbracciano tutto l’arco dell’anno.

Il viaggio continua….