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CIRCOLO ACLI DON PIERO CARPENEDO (VICENZA): PASSATO E PRESENTE SI INTRECCIANO NELLE OPPORTUNITA' AGGREGATIVE DEL CIRCOLO DI BREGANZE

Le radici del circolo di Breganze affondano nel territorio di un Paese collocato tra la pianura e le colline dell’Altipiano di Asiago, un riferimento forte all’agricoltura e alla produzione del vino.

“Il nostro comune vicentino conta circa 7000 abitanti e in una frazione vicino al nostro circolo, possiamo trovarne un altro con Acli Arte e Spettacolo. Dal punto di vista aclista, la presenza dell’associazione è piuttosto diffusa. Così racconta Oreste Fraccaro, Presidente, ora pensionato ed ex Direttore di Patronato Acli, dall’anno ’91, fino al 2011.

Quello che oggi è il circolo lo deve soprattutto al suo lontano passato. Per questo è impossibile comprendere se non si cerca di riscostruire i passi di questa esperienza lontana e i segni che ha lasciato.

Oreste prosegue: il nostro è un circolo storico. Il primo nucleo Acli costituito, sebbene ancora non proprio un circolo, risale al 1945. Dalla documentazione in nostro possesso si riscontra il circolo già costituito, presente ad un incontro provinciale del 13 gennaio del 1946, in cui si definiscono gli obiettivi associativi a livello locale. Pochi giorni dopo a Breganze si tiene una conferenza con Mariano Rumor, già membro del Comitato di liberazione Nazionale per promuovere la causa aclista. L’allora presidente del circolo di Breganze è Attilio Boschiero, maestro di musica, organista e partigiano e con grande capacità di visione del futuro. Con il passare del tempo prendono piede anche le iniziative acliste destinate al mondo del lavoro che all’epoca versava in una profonda crisi, all’interno di alcuni principali stabilimenti metalmeccanici. A Breganze, in particolare, c’era un’azienda di nome “Daverda” che si occupava di produrre strumenti meccanici per l’agricoltura, diventato poi il maggiore produttore di macchine agricole cambiando nome e storia. Quando ha attraversato una fase di crisi le Acli entrarono all’interno dell’azienda, un nucleo che sosteneva le attività e le lotte dei lavoratori. La prima sperimentazione.

Ad opera del circolo, in coincidenza con i tempi, nasce il “Segretariato del popolo” cioè il Patronato per l’assistenza ai lavoratori. Per un lungo periodo non viene collocato in una sede specifica e la funzione di addetto sociale viene svolta dal socio Armido Cogo. Nel 1946 il circolo vanta già circa 650 iscritti e già all’epoca inizia una tradizione storica molto viva anche oggi delle gite sociali. Adattandosi ad alcune prescrizioni di quel periodo di Mons. Borsato, queste escursioni riguardavano per lo più pellegrinaggi ad alcuni santuari e le zone montane, più adatte a non indurre la promiscuità. Il principale ricordo riguarda una gita a Recoaro. Degli stessi anni è l’attività culturale promossa dalle Acli breganzesi, percorsi educativi rivolti ai bambini in età scolare e lezioni di sociologia cristiana agli operai che apprendevano a confrontarsi sulle questioni sindacali. I soci passano a 800 e si cerca una sede appropriata con spazi adeguati a contenere persone e attività che si moltiplicano. All’inizio i contrasti con il parroco sono forti e questo impedisce di trovare una naturale collocazione nei locali della parrocchia, dopo però i contrasti si risolvono.

Il 1947 fino al 1949 rappresentano anni significativi per il ruolo assunto dall’emigrazione italiana all’estero con l’apertura delle frontiere dell’Argentina a circa centomila italiani che hanno l’opportunità di diventare proprietari delle terre che sono chiamati a coltivare laggiù. Il circolo di Breganze si attiva per promuovere corsi di lingua e di supporto con l’obiettivo di preparare i lavoratori alla partenza. Si segnala la fioritura di altre iniziative, corsi di istruzione professionale e la nascita di cooperative promosse dalle Acli, in particolare di generi alimentari (produzione vino), vestiario, edili (costruzione del Villagio Acli) e agricole. Molte anche le attività ludico-ricreative (teatro, giochi di bocce, gite, ecc.).

Importante, in quegli anni fu il progetto del corso di cultura post-elementare, per andare incontro al desiderio espresso dai lavoratori di allargare le proprie cognizioni ferme alla quinta elementare, considerando che per accedere alle scuole medie era necessario allontanarsi di molto da Breganze. Si chiese il concorso economico da parte del comune, ottenendo alcune aule del fabbricato scolastico per poter realizzare i corsi. Successivamente si attivano i corsi serali per l’apprendimento dell’italiano, del disegno e della matematica, con un’accoglienza di oltre 120 partecipanti.  

E volendo provare ad avvicinarci più ai giorni nostri, cosa è successo al circolo? Come è cambiato e su cosa si concentra maggiormente?

Io, di fatto ho un’esperienza più recente. Promuoviamo un calendario di attività molto diversificato che cerca di accogliere le necessità delle diverse fasce di età qui a Breganze. Abbiamo immaginato “le Acli e una fede” un ciclo di incontri di promozione e spiritualità: commenti settimanali al Vangelo con vari autori e condivisione di preghiere dal Vangelo; inoltre, approfondimenti di tematiche di fede, sulla Parola, gli avvenimenti, ecc. la vita con relatori vari.

Ci si è proposti di realizzare una banca del tempo, ci sembrava una cosa carina. Inoltre, stiamo pensando alla realizzazione di un progetto iniziativa “Gli angeli del bello” che riguarderebbe l’individuazione di alcune figure disponibili a promuovere iniziative di sensibilizzazione sull’ambiente e la sostenibilità. Questo riguardo ciò che c’è in cantiere. Poi svolgiamo corsi di inglese per bambini e adulti, sono sei diverse fasce d’età che abbiamo coinvolto nei corsi.

Un impegno particolare, che ancora è in corso, è il percorso di formazione politica per giovani e adulti ed è interessante sottolineare che alcune liste civiche, qui a Breganze, si sono costituite a partire dai nostri corsi e hanno amministrato. Anche per le prossime elezioni in programma, una lista civica è nata a partire da una nostra proposta. Un altro ambito di cura da parte nostra è quello dei bambini piccoli e delle mamme, sopportando i genitori con dei corsi di accompagnamento grazie all’ausilio di esperti psicologi e professionisti del comune. L’obiettivo è creare la possibilità di riflettere sull’esperienza di crescita ed educazione dei bambini fino ai tre anni, con l’appoggio di una figura o più figure competenti. Non dimentichiamo il corso di dama e scacchi che coinvolge anche i ragazzi e di teatro.

Le camminate sono un altro nostro fiore all’occhiello. “Le feste in cammino” sono un calendario di nostre proposte che spaziano dalla passeggiata all’alba, alla camminata della salute, pensata in orari momenti diversi del giorno, così da consentire la partecipazione anche a coloro che non riescono molto a muoversi, ma vogliono aderire ad un momento aggregativo, ad uno spazio della giornata da vivere in comune e contrastare la solitudine. Poi, un altro filone di uscite è rivolto alle scuole con cui collaboriamo. I temi sono di interesse anche per gli istituti quando intendono affrontare con i ragazzi gli aspetti della storia passata dei nostri luoghi, oppure per far conoscere come si fa il pane, il latte e la produzione locale delle nostre terre.

Abbiamo promosso nel 2018 anche il “Progetto essere giovani” occasione per stare incontro e realizzare momenti di condivisione su questi temi: “come stare insieme”; “la società ecologica e decrescita felice”; “la filosofia e condivisione nella società multietnica” e “la disabilità”; “la pace”; “la corruzione”; “i valori della politica” e “la finanza etica”. A seguito di questo progetto si è anche costituto un gruppo di lavoro.

In due parole, per concludere, se dovessi dire perché è importante il vostro circolo per il territorio, cosa diresti?

Ritengo che siamo una presenza stimolante e attenta al territorio, anche se adesso un po' di preoccupazione per il futuro c’è anche sulla sostenibilità del circolo, soprattutto dopo il covid è cresciuta l’incertezza. Ma siamo una presenza radicata nel nostro territorio e continuiamo a fare il possibile per aprire delle prospettive alla nostra comunità.