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Mantova: Marco Faroni eletto presidente provinciale Acli

Continuità e sviluppo in sintesi il programma presentato dal Presidente Provinciale Acli MARCO FARONI.

Il 27 settembre in occasione del primo Consiglio provinciale tenutosi presso la sede Acli a Mantova, i Consiglieri eletti al XXXII^ Congresso Provinciale dello scorso 14 settembre, hanno eletto Presidente Provinciale delle Acli mantovane MARCO FARONI, consigliere che aveva ricoperto tale incarico per un primo mandato dal 2016 al 2020. Il Consiglio dopo l’elezione del Presidente, su proposta dello stesso ha eletto la nuova Presidenza Provinciale assegnando i primi incarichi.

Lo abbiamo intervistato:

Perché hai dato la disponibilità a fare il presidente? Come sei arrivato a questo ruolo?

Avevo già ricoperto questo ruolo dal 2016 al 2020, poi avendo ancora impegni di lavoro ho fatto il vice presidente di Enrica Perini, presidente dal 2020 al 2024, con delega alla Vita Cristiana; ora essendo libero dal lavoro ho dato la mia disponibilità per un successivo mandato. La mia storia in Acli comunque è cominciata in giovane età, nel Circolo di Base del mio paese di provincia, invitato dall’allora presidente Aurelio Carra che mi ha accompagnato, possiamo dire, durante tutto il mio impegno nel volontariato sociale.

Quale pensi sia il mestiere delle Acli a Mantova, oggi?

Oggi occorre una nuova “semina”, da vivere senza issare bandiere, conquistare spazi o peggio ancora sgomitare con altre associazioni, ma con la consapevolezza di essere ancora una presenza sociale operosa nel fare delle proprie comunità locali luoghi dove vivere la giustizia, la libertà e la fraternità per quello stile popolare, cristiano, democratico, pacifico e sinodale che ha contraddistinto le nostre azioni sin qui, e spero caratterizzi il nuovo cammino.

Quale è la priorità del tuo mandato?  

Fare in modo che le Acli mantovane siano generative di nuove azioni in continuità con quello fatto fino ad ora, grazie anche al consolidamento di importanti relazioni con il mondo istituzionale, ecclesiale, e degli Enti del Terzo Settore nella costruzione di “reti” fondamentali per affrontare i temi della povertà, l’ambiente, l’educazione e le relazioni. Animare ancora di più i nostri circoli di base, aprire nuovi servizi come lo sportello salute e lo sportello lavoro, non da ultimo il coinvolgimento dei giovani, vorremmo riuscire a stimolarli ad una cittadinanza attiva, ad interessarsi del territorio e di cosa succede intorno a loro.

La Presidenza eletta:

Enrica Perini, vice presidente con delega allo sviluppo associativo e al Patronato Acli

Marco Viani, Amministratore Provinciale Acli.

Stefano Calzolari, delega Vita Cristiana 

Luigi Cortellazzi, consigliere

Enrica Paola Chiari, consigliere

Davide De Pietri delega Giovani 

Tiziana Rodella delega al Sociale e Walfare

Vco: Luca Tallarico eletto Presidente provinciale delle Acli

Celebrato il 27 settembre 2024 il primo Consiglio provinciale che ha eletto Presidente Tallarico Luca;  44 anni, laureato in giurisprudenza, da diversi anni lavora nel campo della formazione. E ‘ stato Vicepresidente vicario nella Presidenza provinciale precedente.

Lo abbiamo intervistato:

Perché hai dato la disponibilità a fare il presidente? Cosa ti ha portato a questo ruolo? 

Ho deciso di dare la mia disponibilità perché credo profondamente nei valori dell'Associazione, le Acli non sono solo un'organizzazione di volontariato, ma una realtà che promuove giustizia sociale, solidarietà e cittadinanza attiva. Durante gli anni trascorsi nelle Acli, ho ricoperto vari incarichi che mi hanno permesso di conoscere a fondo il funzionamento dell’Associazione e le sfide che il nostro territorio affronta. Credo che sia stata proprio questa esperienza, unita alla fiducia dei miei colleghi, a portarmi fino a questo ruolo. In questi anni ho avuto la fortuna di collaborare con persone straordinarie che mi hanno trasmesso la passione per il servizio e l'impegno sociale, ma anche la volontà di poterci mettere in gioco e dare sempre il meglio di noi per una società giusta e migliore. 

Quale pensi sia il mestiere delle Acli nella tua provincia,  oggi? 

Le Acli del VCO devono essere un punto di riferimento per il nostro territorio. Diciamo che il nostro “mestiere”, se così si può definire, è quello di dare voce a chi spesso non ne ha, creando spazi di incontro e confronto, promuovendo il bene comune attraverso il lavoro, la formazione e l’impegno civico.

Quale è la priorità del tuo mandato?  

Insieme alla nuova Presidenza vogliamo rafforzare il radicamento delle Acli sul territorio, potenziando la rete con le altre associazioni e le istituzioni locali, questo per poter rispondere in modo più efficace ai bisogni della nostra comunità. Vogliamo inoltre che le Acli del VCO diventino più attrattive per i giovani. Dobbiamo investire e incoraggiare il protagonismo giovanile all’interno della nostra associazione. Questo è necessario per un processo di successione generazionale che porti a importanti risultati associativi nel lungo periodo.

La nuova Presidenza:

Fabio Savoni - Vicepresidente vicario

Carlo Poli - Vicepresidente

Camilla Cottini - Segretario

Melissa Ariola - Membro di presidenza

Lorenza Romeo - Membro di presidenza

Roberta Azzoni – Coordinamento Donne Acli

Sondrio: Bruno Di Giacomo Russo riconfermato Presidente provinciale delle Acli

Il 23 settembre 2024, il nuovo Consiglio provinciale eletto nel 30° Congresso che si è tenuto qualche giorno prima, ha riconfermato all’unanimità il Presidente uscente, il Professor Bruno Di Giacomo Russo.

Alla conclusione dei lavori, il neoeletto Presidente dichiara “sono onorato per la fiducia che il Consiglio provinciale ha nuovamente riposto nei miei confronti. Le nuove fragilità sociali ed economiche ci richiamano ad una azione celere e improntata alla prossimità nel solco tracciato dalla Dottrina sociale della Chiesa e da Papa Francesco. Le Acli, come sempre saranno vicine a coloro che stanno vivendo un momento di difficoltà. Le nostre porte sono aperte per dare risposte a tutti i cittadini attraverso ogni nostra articolazione territoriale”.

Lo abbiamo intervistato:

Quale è lo spirito che hai ora nel rivestire questo ruolo rispetto a quando hai iniziato il primo mandato?

Lo spirito è sempre quello del servizio al territorio, dell'attenzione ai bisogni nuovi che emergono. L'intento è quello di proseguire nella diffusione del Movimento e nell'implementazione dei presidi sociali.

Quale pensi siano o continuino ad essere le priorità di questo mandato?

Dobbiamo saper stare nella tradizione aclista guardando ai cambiamenti sociali. Dobbiamo saper includere chiunque e comprendere  le diverse complessità.

Credi che nel tempo alcune priorità magari a Sondrio, siano diventate necessarie e alle quali bisogna porre maggiore attenzione?

La socialità e l'umanità sono le priorità in questa fase di distrazione generale della società rispetto alle necessità essenziali.

 

La Presidenza eletta:

 

Di Giacomo Russo Bruno  - Presidente provinciale, Sviluppo Associativo; 

Contestabile Daniela - Vicepresidente Vicario;

Giordani Pietro - Segretario, Responsabile Amministrazione;

Robustelli Test Valeria - Coordinamento Donne Acli;

Ronconi Danilo - Segretario, Progettazione Sociale e Cooperazione; 

Cao Mara - Coordinatore Giovani Acli; 

Zonfrillo Francesca - Segretaria Amministrativa. 

 

 

Caltanissetta: Giovanni Bunoni eletto Presidente provinciale Acli

 

Lo scorso sabato 21 settembre, il neo Consiglio provinciale eletto delle ACLI di Caltanissetta, ha provveduto ad eleggere suo nuovo Presidente GIOVANNI BUNONI.

 

Intervista a Giovanni:

Perché hai dato la disponibilità a fare il presidente? Come sei arrivato a questo ruolo?

La mia adesione alle ACLI risale ormai al lontano 2008, anno che segna l'inizio di un percorso associativo duraturo e profondamente significativo. Come per molti altri aclisti, il punto di partenza è stato il servizio civile nazionale, un'esperienza che mi ha introdotto in un universo di relazioni e di impegno verso la comunità sino ad allora sconosciuto. Da quel momento in poi non ho più smesso di “Fare” le Acli in tutte le sue declinazioni, dedicandomi in un primo momento al settore dell'arte e dello spettacolo nell'ambito di UNASP ACLI, oggi ACLI Arte e Spettacolo.

Tuttavia, è stato il mio coinvolgimento con i Giovani ACLI a lasciare un segno indelebile nel mio cammino associativo. Ho avuto l'onore di ricoprire per due mandati consecutivi il ruolo di Coordinatore provinciale, e successivamente quello di Vice Coordinatore nazionale. Un'esperienza intensa e gratificante, contraddistinta da una profonda passione per l'impegno civile e sociale, e da un forte senso di appartenenza alla comunità aclista.

"Servizio" è la parola chiave che sintetizza il senso più profondo della mia esperienza all’interno delle Acli. È proprio in quest'ottica che ho accolto con entusiasmo il nuovo incarico affidatomi, consapevole delle responsabilità che esso comporta, ma altresì certo delle grandi soddisfazioni che potrò trarne.

Quale pensi sia il mestiere delle Acli a Caltanissetta oggi? 

Caltanissetta, come molte altre realtà del Mezzogiorno, soffre delle problematiche tipiche delle aree interne. Nel corso della mia esperienza all'interno dei Giovani delle ACLI, ho assistito con crescente preoccupazione all'esodo dei giovani, spinti tanto da ragioni accademiche quanto, e soprattutto, da prospettive occupazionali limitate. Un fenomeno che mi ha riguardato in prima persona.

Tale criticità è sintomo evidente di una perdurante e cronica crisi del mercato del lavoro e di un isolamento infrastrutturale che affligge il territorio. Il ruolo delle ACLI, ieri come oggi, consiste nel farsi portavoce di queste istanze, instaurando un dialogo costante con le istituzioni e promuovendo una rete di collaborazioni con tutti gli attori sociali, al fine di individuare soluzioni concrete.

Le ACLI hanno dimostrato e continuano a dimostrare di essere un punto di riferimento fondamentale per la comunità, sia attraverso l’ecosistema dei servizi che attraverso l'impegno nel sociale.

Quale è la priorità del tuo mandato? 

La nostra azione sarà orientata al rafforzamento della rete associativa, con particolare attenzione ai circoli, autentico fulcro della nostra missione.  In tal senso, si intende proseguire l'eccellente lavoro avviato dai predecessori, assicurando una continuità operativa che valorizzi le radici acliste.  Parallelamente, si proseguirà con determinazione nell'individuazione di opportunità progettuali, al fine di fornire risposte concrete ed efficaci alle esigenze del territorio. In particolare, si intende rafforzare l'esperienza del progetto 'Il pane agli ultimi', promosso dalle ACLI Siciliane e cofinanziato con i fondi del 5x1000, che ha già offerto un sostegno oramai strutturale a migliaia di famiglie della nostra comunità."

 

La nuova Presidenza Provinciale eletta:

Santo Burgì Vice Presidente vicario con delega al Patronato;

Luigi Giannone Vice Presidente con delega Welfare e Coesione sociale;

Italo Alberto Calafiore Responsabile Sviluppo Associativo;

Stefano Parisi Responsabile amministrazione;

Valeria Maria Lipani Segretaria con delega alla Famiglia;

Giuseppe Trigona Segretario con delega alla Legalità e Lavoro;

Selena Di Dio Segretaria con delega alla Progettazione ed Innovazione.

Sassari: Giuseppe Fresu eletto Presidente provinciale Acli

 

È stato eletto il 7 settembre 2024 all’unanimità dal Consiglio provinciale dell’Associazione che si è riunito a Sassari per scegliere il successore di Salvatore Sanna.

Di recente nominato assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Sassari Giuseppe Fresu ha 53 anni.

 

Due parole con il Presidente...  

Perché hai dato la disponibilità a fare il presidente? Come sei arrivato a questo ruolo?

Potrà sembrare strano ma non ho mai dato la disponibilità, mi è stato chiesto da talmente tanti fra i nostri associati che mi sono sentito in dovere di accettare.

Dopo 30 anni di “militanza” discreta, a supporto del nostro sistema non puoi rinunciare ad assumerti una responsabilità, nel momento in cui ti viene chiesto. Credo che sia anche questo nello spirito di quella ormai famosa espressione “fare le ACLI”.

Quale pensi sia il mestiere delle Acli a Sassari oggi?

Non credo che sia corretto attribuire alle Acli un mestiere, tanto più se ci riferiamo ad un ambito locale come è una provincia. Provo a spiegarmi con una metafora: le Acli sono un contenitore (o meglio un raccoglitore), immagina quelle cartelle trasparenti in cui puoi metterci i documenti per conservarli. Ognuna di quelle cartelle sono le persone che fanno le ACLI, sta a ciascuno di noi mettere i contenuti, stimolare la “promozione sociale” nel territorio.

Per completare la metafora è nostro dovere fare in modo di non finire nell’archivio del dimenticatoio.

Poi ci sono le associazioni specifiche (Patronato, Caf, Acli Terra, ecc…) li è più facile parlare di “mestiere”.

Quale è la priorità del tuo mandato?

Siamo in prossimità dei congressi locali e nazionali, anche se nella nostra provincia non è previsto il rinnovo delle cariche, penso che sia corretto attendere il contributo dell’Assemblea congressuale che si terrà a metà Ottobre.

Per quanto mi riguarda posso aggiungere due parole chiave “Persona” e “Ascolto”. Sono due delle modalità che vorrei utilizzare nel mio mandato.

I veri valori di una Associazione sono le Persone che la compongono. NON deve essere solo un modo di dire formale, tante volte è stato detto “la persona al centro” del nostro agire come aclisti. Fare promozione sociale credo sia un modo per dire la “Persona” prima di tutto, non in quanto singolo ma come parte di un insieme.

Da quando sono state fondate, le Acli, partendo da una visione laica cristiana, hanno avuto l’ambizione di fare rete, contribuire a tessere i legami della società, favorire forme di partecipazione e di democrazia, oggi più che mai colgo l’attualità di tale impostazione.

Quando mi riferisco ad “ascolto” penso ad una mia caratteristica, un mio modo di agire quotidiano. Non solamente “la percezione di un fatto sonoro dal punto di vista tecnico”, ma una modalità per arricchire l’esperienza personale e per metterla a frutto nel momento in cui devi prendere una decisione.

Allo stesso tempo sono più che convinto che occorra “ascoltare” anche la realtà che ci circonda, per conoscere, percepire e promuovere momenti di “aggregazione” in un territorio che non è mai immobile. Oggi più che mai, nel suo divenire e nelle sue trasformazioni, anche le comunità sociali come le Acli faticano a percepirne la problematicità, le pulsioni, le paure, le speranze e, perché no, anche la domanda di compartecipazione solidaristica ai grandi problemi della quotidianità e della stessa sopravvivenza delle comunità.

Parlo dei nostri Paesi e della gente che ancora lì popola e che, spesso nell’apatia di chi dovrebbe governarne le dinamiche, decrescono a ritmi preoccupanti sia demograficamente sia socialmente. Siamo la terra dove, come dicono le statistiche, si vive più a lungo, ma anche quella dove, con pochissime eccezioni, la più parte dei nostri comuni rischia un abbandono strutturale che cancella qualsiasi idea di futuro.

Nella nostra provincia (Sassari) su 92 comuni, 66, cioè oltre il 72% hanno meno di 3000 abitanti, tra questi la metà (32) è sotto quota mille che è l’anticamera della “scomparsa”. Lavorare per il “rifiorimento” delle nostre comunità, con iniziative di coinvolgimento tra parrocchie, scuola, amministrazioni locali e le Acli, è una sfida che ritengo percorribile e stimolante.

Al di là del modo, una mia priorità sarà quella di “fare rete”, non solo internamente alla compagine associativa delle ACLI ma soprattutto nel territorio.

Anche per questo mi piacerebbe che il nome ACLI fosse associato, nell’immaginario collettivo, alle iniziative culturali di promozione, aggregazione sociale comunitaria e non solo, seppur giustamente, ai servizi delle associazioni specifiche.

Presidenza provinciale eletta:

Giuseppe Fresu – Presidente

Franca Rosa Monni – Vicepresidente Vicario

Marco Calaresu – Vicepresidente

Antonio Luigi Serra - componente delega Amministrazione

Luca Sechi - componente

Luciano Paolo Turini - componente

Silvia Chelo  - componente

Lecco: Giuseppe Elia riconfermato Presidente provinciale Acli

ll Primo Consiglio Provinciale delle Acli di Lecco, riunitosi nella serata del 17 luglio 2024, dopo il Congresso del 7 luglio u.s., ha confermato l’attuale Presidente dell’Associazione provinciale: Giuseppe Elia.

Giuseppe Elia, 69 anni, è un aclista di lungo termine con più di 40 anni di militanza nel sistema delle Acli lecchesi prima come dipendente di Enaip ed in seguito con vari incarichi nelle Acli Provinciali di Lecco. Ha ricoperto, per diversi mandati, il ruolo di membro di presidenza provinciale con l'incarico di responsabile dell'integrazione di sistema fino al 2020, anno del primo mandato di Presidente Provinciale. 

Ad affiancare il neo Presidente sarà una Presidenza composta da altri 6 componenti:

Roberto Manzocchi, (Vicepresidente Vicario e Responsabile dello Sviluppo Associativo) 67 anni, Presidente Lega consumatori di Lecco, già membro di presidenza;

Panzeri Luigi Adelchi, (Vicepresidente) 70 anni, Ex Presidente Provinciale, già membro di presidenza;

Pozzi Giovanni, (Amministratore), 51 anni, già membro di presidenza:

Cornara Italo, (segretario), 73 anni, già membro di presidenza;

Ferrari Daniele, (segretario), 31 anni, già membro del Consiglio Provinciale;

Autelitano Paolo, (segretario), 60 anni, già membro del Consiglio Provinciale.

 

Intervista al Presidente:

1. Giuseppe quale è lo spirito che hai ora nel rivestire questo ruolo rispetto a quando hai iniziato il primo mandato? 


Dopo la prima esperienza di Presidente Provinciale del 2020, penso di poter dare un ulteriore contributo alle Acli di Lecco facendo proprio tesoro di quanto è emerso nei vari confronti con le altre parti del tessuto associativo delle Acli e ascoltando anche le esperienze di altre realtà del territorio.

 

2. Quale pensi siano o continuino ad essere le priorità di questo mandato?


Negli ultimi 4 anni abbiamo lavorato per consolidare il percorso tra i Servizi e tra questi e l'Associazione; abbiamo condiviso i valori e le scelte di azione sempre con un occhio di riguardo sull'aspetto della sostenibilità dell'intero sistema Acli di Lecco.

Questo ha permesso e continuerà a permetterci di svolgere al meglio il nostro compito e la nostra missione sociale.

 3. Credi che nel tempo alcune priorità magari a Lecco siano diventate necessarie e alle quali bisogna porre maggiore attenzione?

 

Sicuramente molto è cambiato; abbiamo avuto la pandemia e quando pensavamo che tutto potesse tornare alla normalità ci siamo trovati ad affrontare altre e nuove sfide.

Le guerre ci hanno portato ad una triste realtà, anche alle porte di casa nostra. Il nostro impegno deve essere quello di essere promotori di pace. Per far questo e per affrontare le altre sfide, dal lavoro, ai cambiamenti climatici, alle disuguaglianze, alla crisi economica...., dobbiamo essere sempre più presenti sul territorio e tra la gente.

I Circoli devono essere sempre più luoghi di incontro, di aggregazione delle persone: si deve svolgere un'azione sociale completa sia politica che sociale e culturale. Dobbiamo lavorare per agire concretamente, per cercare di risolvere i problemi della gente a partire dall'attenzione che dobbiamo porre verso i più bisognosi e i più poveri.

 

Brescia: Stefania Romano eletta Presidente provinciale Acli

Stefania Romano, 46 anni, è la prima donna alla guida dell’associazione bresciana in 80 anni di storia.

E’ stata eletta Presidente delle Acli di Brescia dal nuovo Consiglio provinciale, convocato l’8 luglio dopo il Congresso dello scorso 28-29 giugno 2024.

Stefania è stata per otto anni la vicepresidente di Pierangelo Milesi che l’ha preceduta alla guida delle Acli provinciali negli ultimi due mandati.

Intervista a Stefania:

Perchè hai dato la disponibilità a fare LA presidente?

Sono stata componente della Presidenza provinciale per 12 anni, 4 durante il mandato Rossini e 8 durante il mandato Milesi, del quale sono stata vicepresidente vicaria.  Anche grazie a questa esperienza, nei mesi scorsi, ho maturato la disponibilità a guidare le Acli bresciane per il prossimo mandato. Sono stati preziosi il confronto con tanti amici e amiche acliste, la condivisione autentica nella Presidenza e in seno al consiglio provinciale uscente e il confronto in famiglia. Questa prospettiva ha riscontrato il favore di tutti e per questa ragione confido nella speranza e nella forza politica di un cammino condiviso e partecipato al servizio dell'Associazione, a tutti i livelli.

Come sei arrivata a questo ruolo?

Ho conosciuto le Acli nei primi anni duemila, grazie ad un percorso di formazione socio-politica che coinvolgeva numerose realtà cattoliche bresciane. Le relazioni personali che si sono create hanno favorito l’ingresso nell’associazione prima come componente della redazione della rivista Battaglie sociali, poi in presidenza con delega alla comunicazione e poi alla formazione. Nell’ultimo quadriennio la mia presenza è diventata più operativa sul fronte dello sviluppo associativo e questo ha contribuito a vivere di più le Acli bresciane nella loro quotidianità complessa e nello stesso tempo stimolante.

Quale pensi sia il mestiere delle Acli a Brescia oggi?

Le Acli a Brescia sono una realtà dalla grande credibilità, dal punto di vista sociale e politico e sul fronte dei servizi. Ne abbiamo avuto conferma anche nel Congresso appena celebrato. La nostra presenza sul territorio, attraverso i 72 circoli e gli oltre 100 recapiti di Caf e Patronato, è garanzia di attenzione ai bisogni e di competenza nelle relative risposte.

A Brescia le Acli sono quindi antenne del territorio e organizzatrici di speranza; compagne di tanti viaggi perché presenti in contesti diversi, in dialogo con soggetti altrettanto diversi; formatrici per vocazione politica; voce fuori dal coro quando è necessario riportare l’attenzione su questioni essenziali alla pratica del vero bene comune.

Quale è la priorità del tuo mandato?

Le priorità del mandato sono state chiaramente delineate dal dibattito congressuale e sintetizzate nella mozione e negli ordini del giorno approvati, un ideale decalogo all’insegna di: fraternità, pace, partecipazione, prossimità, dignità del lavoro, sostenibilità, coesione sociale, cura, reti, spiritualità quotidiana. Accanto all’implementazione di progetti esistenti, sarà necessario ideare anche nuove proposte che vadano nella direzione di rispondere sempre più e sempre meglio ai bisogni delle tante persone che fanno già parte della nostra rete e dei tanti cittadini e cittadine che si rivolgono a noi costantemente perché ci riconoscono come solido punto di riferimento. Penso a: nuovi modi “più leggeri” di fare le Acli, aggregando persone, soprattutto giovani; Sportelli lavoro più connessi con il sistema interno e con la rete di soggetti esterni coi n i quali collaboriamo; una formazione politica più strutturata.

La nuova Presidenza provinciale:

Presidente provinciale

Stefania Romano, 46 anni, responsabile di un ente di formazione.

Vicepresidente

Fabrizio Molteni, delega al Lavoro, 52 anni, funzionario presso la F.A.I (Federazione Autotrasportatori Italiani)

Esponenti del Consiglio di Presidenza

Sandra Belli (amministratrice), 51 anni, responsabile amministrativa  risorse umane per una rete di cooperative sociali di Brescia.

Valerio Corradi (delega alle disuguaglianze e coesione sociale), 45 anni, libero professionista.

Antonio Molinari (delega alla partecipazione), 35 anni,  assegnista di ricerca.

Elisabetta Muchetti (delega alla spiritualità, giovani e Responsabile del Coordinamento donne),  50 anni, insegnante di matematica.

Federica Paletti (delega al welfare), 48 anni, ricercatrice universitaria. 

Laura Pasini (delega all’innovazione sociale), 35 anni, consulente freelance nel Terzo Settore.

Sandro Pasotti (Presidente Aval, consigliere CSV e Forum del Terzo settore), 70 anni, già sindacalista dei metalmeccanici.

Giampaolo Turini (delega alla sostenibilità), 53 anni, architetto.

Emilio Loda (delega alla pace e Presidente Us Acli – Unione sportiva Acli), 62 anni, pensionato.

Stefano Dioni (Segretario FAP – Federazione Anziani e Pensionati), 66 anni, pensionato.

Della Presidenza sono parte anche Marco Menni, Segretario generale, e don Alfredo Scaratti, assistente spirituale.

Francia: Maria Chiara Prodi riconfermata Presidente delle Acli

 

Il 20 aprile u.s., al termine di una giornata di dibattiti, si è concluso il Congresso delle Acli France ed è stata rieletta la presidente Maria Chiara Prodi.

Maria Chiara è anche Vicesegretaria Generale Europa e Africa del Nord del Consiglio generale degli italiani all’estero. Lavora come Direttrice della Maison de l’Italie presso la Cité internationale universitaire de Paris.

In questo secondo mandato alla Presidenza, sono state confermate le cariche di Vice Presidente nazionale per Salvatore Tabone e di Segretario generale per Raffaele Fiore, mentre la carica di tesoriera è stata affidata a Mara Favia e Valentina Piccoli è stata indicata come consigliere della FAI.

Il Congresso è stato presieduto da Raffaele De Leo, ex Direttore del Patronato Acli Francia.

Scambiamo due chiacchiere con Maria Chiara:

1.   Quale è lo spirito che hai ora nel rivestire questo ruolo rispetto a quando hai iniziato il primo mandato?

Quando sono stata eletta non potevo prevedere i tanti avvenimenti che hanno ostacolato la vita di una realtà associativa che si fonda sull’incontro e sul confronto.  Prima ancora della pandemia, in Francia, abbiamo avuto le manifestazioni dei gilets jaunes, quelle contro la riforma delle pensioni. I primi ricordi sono legati alle tante iniziative che sono state annullate e I progetti … che non si potevano progettare. Ma guardando ad allora con gli occhi di oggi, vedo anche che i progetti che volevamo già lanciare nel 2019, come « promotori sociali », nasceranno nel 2024 con una forza ancora maggiore, e che tutte le frustrazioni per il non poterci vedere, le abbiamo trasformate nella creazione del nostro portale aclifrance.fr che ci rende ancora più visibili, in realtà, in tutte quelle aree geografiche in cui non siamo ancora presenti, ma con le quali possiamo creare nuove reti proprio grazie ai mezzi informatici e organizzativi ai quali ci siamo formati in questi anni, volenti o nolenti.

Devo anche confessare che venendo dall’associazionismo puro e purissimo, comprendere e sposare la logica di sistema delle Acli non è stato facile. Oggi non solo la capisco, ma sono convinta che sia necessario fare ampi forzi per spiegare il nostro sistema e rivendicare l’osmosi tra attività diverse, alcune professionali, altre volontarie, perché adattarsi ai bisogni, rilevarli insieme, cercare soluzioni, è un’urgenza democratica primaria.

Quale pensi siano o continuino ad essere le priorità di questo mandato? O credi che nel tempo alcune priorità in Francia, siano diventate necessarie e alle quali bisogna porre maggiore attenzione?

In un mondo che vuole raccontarsi solo un’emigrazione qualificata, di successo, il nostro impegno deve essere costantemente indirizzato a tessere tra pezzi diversi di comunità. Mi verrebbe da dire direttamente « tessere comunità » perché l’emigrazione contemporanea può benissimo bastare a se stessa : alla propria bolla sociodemografica, alla propria onda migratoria, alla propria generazione, al paese di residenza.

Ma quando un fenomeno continua ad avere le percentuali di crescita che ha l’emigrazione italiana, non è possibile limitarsi a registrare la situazione, fischiettando. O lasciare che si cristallizzi una retorica autoassolutoria per chi parte e per chi resta. Abbiamo il dovere di creare reti, di dare la parola (e di ascoltarla), di sforzarci per tenere insieme una comunità civile che è composta ormai da quasi il 10% di cittadini in emigrazione.

Per la Francia poi, come in tanti paesi, abbiamo una sfida geografica e generazionale. Storici presidi devono essere affiancati a nuove proposte per un’emigrazione che è molto più diffusa nell’Esagono rispetto ai primi anni dell’associazionismo.

Spero poi che avremo ancora più l’occasione di creare collegamenti con le realtà cristiane, migratorie e associative francesi, perché solo la risonanza tra comunità ed ecosistemi che perseguono gli stessi obiettivi ci permetterà di affrontare le sfide che le nostre democrazie, il nostro pianeta, hanno di fronte.

Come dico sempre, le ACLI sono un’associazione generalista, intergenerazionale e internazionale.
In questo mondo di particolarismi spetta a noi, con l’energia di una fede gioiosa e nell’esperienza di una fraternità feconda, tenere alta la fiamma della solidarietà.

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