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Percorso di Educazione alla Pace - Acli Sardegna

Sabato 4 maggio, si è svolto presso il Teatro Sant’Eulalia, a Cagliari, il terzo incontro del PerCorso di educazione alla pace pensato dalle Acli regionali della Sardegna e condotto da due formatori d’eccezione: Daniele Novara e Marta Versiglia.

Daniele Novara e Marta Versiglia non sono sicuramente dei nuovi arrivati in Sardegna.

Le Acli regionali della Sardegna hanno saputo intercettare i bisogni formativi di tutti coloro che attualmente non possono recarsi fuori Sardegna per seguire le formazioni proposte dal CPP e hanno voluto ricucire questo filo interrotto organizzando una giornata formativa della durata di sette ore, intitolata “L’alfabetizzazione al conflitto come educazione alla pace”, che ha rappresentato una straordinaria opportunità gratuita per acquisire competenze nella gestione dei conflitti e nei processi di apprendimento.

La giornata di formazione è stata pensata in due momenti: la mattina i partecipanti hanno avuto modo di sperimentarsi sul tema della gestione del conflitto attraverso test, esercizi pratici, attività individuali e confronti di gruppo.

La seconda parte dell’incontro è stato invece dedicata all’illustrazione del metodo, rivolto a genitori, insegnanti ed a chiunque svolga un ruolo educativo, che Daniele Novara ha chiamato “Litigare Bene, frutto di un lungo lavoro di esplorazione sulla possibilità di insegnare a litigare ai bambini. Maria Montessori sosteneva che il compito della politica fosse evitare la guerra mentre quello dell’educazione fosse costruire la pace.

In accordo con questo pensiero, le Acli regionali della Sardegna, attraverso questo percorso di apprendimento alla gestione positiva delle relazioni, hanno cercato di piantare semi di pace animate dall’idea che solamente partendo dal nostro piccolo, educando noi stessi alla nonviolenza e alla gestione positiva dei conflitti, si possa influenzare il mondo che ci circonda ed incidere anche a livello macro.

Daniele Novara è un pedagogista, autore, counselor e formatore. Nel 1989 ha fondato il Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti (Cpp) di cui è tuttora direttore. Dirige inoltre gli studi di consulenza pedagogica Cpp, riceve presso le sedi di Piacenza e Milano e, dal 2002, la rivista “Conflitti”. Dal 2004 è docente del Master in Formazione interculturale presso l’Università Cattolica di Milano. Ha elaborato dispositivi, tecniche, metodi e concetti innovativi nati dalla pratica quotidiana del lavoro pedagogico, dell’apprendimento e della gestione dei conflitti e che formano il Metodo Daniele Novara. I suoi libri best seller, tra i quali ricordiamo “Urlare non serve a nulla”, “Organizzati e felici” e “La manutenzione dei tasti dolenti” sono stati tradotti in tutto il mondo raggiungendo anche il mercato russo e quello cinese.

Marta Versiglia è una formatrice Cpp, pedagogista e counselor maieutico. Da anni segue la ricerca e l’applicazione del metodo Litigare Bene, ideato da Daniele Novara, e la formazione sul territorio. Fa parte del Comitato di redazione della rivista Conflitti e cura la rubrica “Tra le pieghe delle biografie”. Anche autrice, tra i libri pubblicati ricordiamo “Lasciami crescere!”, “Attività Montessori all’aperto” e “Imparare giocando”, tutti legati al metodo Montessori.

La ricerca sui pedali: Adotta un respiro - Circolo Acli Grottaglie (TA)

Una grande avventura ciclistica, una sfida nata da un affiatato lavoro di squadra: questa la ricetta per la quarta edizione dell’evento “La ricerca sui pedali” che ha visto tra i sovvenzionatori anche il Circolo Acli Grottaglie Aps di Taranto.

L'appuntamento, si è tenuto in  Puglia, dal 25 al 29 aprile 2024 partendo da Torre Santa Susanna  e facendo tappa tra le altre località a Brindisi, Massafra, a San Giovanni Rotondo e Alberobello. 

E’ stato organizzato da volontari di Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica che ogni giorno devono fare i conti con una malattia che toglie il respiro: la fibrosi cistica.

Una malattia genetica grave più diffusa in Europa senza ancora una cura risolutiva. Colpisce molti organi, soprattutto polmoni e pancreas, manifestandosi in maniera cronica progressiva. Ed è il danno ai polmoni che determina la durata della vita delle persone con FC e che alla fine porta all’impossibilità di respirare.

Chi nasce con la malattia ha ereditato il gene mutato CFTR che causa la malattia sia dal padre sia dalla madre, entrambi portatori sani FC. Nella larghissima maggioranza dei casi chi è portatore sano FC non sa di esserlo, perché non ha alcun disturbo di salute e non ha, o non sa di avere, in famiglia parenti con questa malattia.

In Italia c'è un portatore sano FC ogni 30 persone circa.

Lo scopo di questa iniziativa è stato quello di far conoscere la malattia nel territorio e far comprendere quanto è importante sostenere la ricerca scientifica.

Attraversando una regione d’Italia, diversa ad ogni edizione, si è cercato di coinvolgere delegazioni, volontari e famiglie, scambiandosi storie di vita e di malattia, coltivando rapporti umani e trasmettendo reciprocamente coraggio e speranza per un futuro migliore.

Con una donazione di 10 euro aiuti a sostenere la ricerca. Il tuo contributo può fare la differenza!

Aiuta anche tu Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica a trovare “Una Cura per tutti”.



CLICCA QUI PER IL VIDEO

 

 

Plan Your Future - Circolo Acli Il Lato Positivo e Acli Verona (VR)

Il progetto è stato realizzato dalle Acli di Verona, dal loro Circolo “Il lato positivo”, in collaborazione e con il contributo del Comune di San Giovanni Lupatoto e di Lazise.

E’ iniziato nel 2023 e ha coinvolto 67 ragazzi tra i 12 e i 17 anni attraverso attività semi strutturate e guidate. Le attività stanno proseguendo anche nel 2024 con il coinvolgimento di altri comuni e realtà territoriali di Verona e provincia.

La proposta intende realizzare interventi innovativi per prevenire e contrastare il disagio e la devianza giovanile. L’intento è quello di agire sulle situazioni definite a rischio attraverso il coinvolgimento più ampio dei ragazzi del territorio, al fine di non “ghettizzare” le fragilità, ma favorire protagonismo e inclusione tra pari, stimolando un’attivazione responsabile nel progettare il loro futuro. Come? Un’educativa di strada vicina ai giovani, che non giudica, ma accoglie, ascolta e attiva. In questo modo si capovolge la logica tipica degli interventi educativi, che si basa sulla realizzazione di attività che nascono su una proposta strutturata dagli operatori sociali e si fa diventare la “strada” da luogo di devianza a momento dell’incontro e del confronto, dove i giovani possono esprimere la loro voglia di protagonismo e portare i loro desideri e bisogni. Questo permette di co-progettare gli interventi in risposta, superando soglie e ostacoli reali e simbolici che normalmente l’accesso alle proposte educative tradizionali porta con sé. La strada così viene intesa come possibile “Setting”, e quindi un’organizzazione di spazio, tempo e regole. 

I giovani oggi manifestano in varie forme il desiderio di essere ascoltati. A volte, alcuni, lo fanno anche con modalità scorrette e/o irrispettose delle regole civiche: si tratta spesso di giovani con background socioeconomico-familiari e reti relazionali fragili. Questo si rileva anche negli spazi del Comune di Lazise, dove gruppi di giovani si incontrano nel tempo libero. L’approccio meno efficace in questo caso, è quello di riprendere tali azioni con divieti, limitazioni e restrizioni: nel breve periodo questo forse produce qualche impatto, ma sul lungo periodo ci sarà sicuramente una reiterazione delle azioni poste in essere, magari in altri spazi e in altri luoghi, ma con le stesse modalità.

Accogliere invece queste manifestazioni come una richiesta di attenzione e possibile espressione di bisogni e idee, facendo al contempo capire ai ragazzi che con le corrette modalità di interazione possono essere rinforzati e sostenuti nel portare avanti ambizioni e proposte, permetterà di infondere senso di fiducia, responsabilità, immaginazione e partecipazione. Il cambiamento nelle modalità di relazionarsi ed approcciarsi al mondo adulto e all’ambiente che li circonda viene generato, infatti, favorendo un protagonismo autentico, rispettoso dei tempi, dei linguaggi e delle visioni di questi ragazzi che offra loro anche la possibilità di rischiare, normalizzando un possibile fallimento come opportunità di miglioramento e crescita.

ATTIVITA' SVOLTE: CORSO DI BARMAN, CORSO DI VIDEOMAKER, SERATE ADOLESCENTI (PIZZATA E TORNEO DI PLAYSTATION), CORSO DEEJAY, CORSO FOTOGRAFIA

Iftar Insieme - Acli Salerno (SA)

Con il termine IFTAR ci si riferisce al pasto serale con cui si interrompe il digiuno quotidiano durante il mese di Ramadam. L’Iftar durante Ramadan è spesso un momento di condivisione, con famiglia e amici che si riuniscono, un’occasione di festa e di gioia, per stare insieme agli altri. Questa è stata l’occasione propizia per le Acli di Salerno, promotori e sostenitori della quinta edizione di “Iftar Insieme”, di ricreare uno spazio di condivisione e di riflessione comune, per promuovere l’integrazione e il dialogo interculturale e religioso con tra le comunità musulmane, le presenze di altri immigrati insediati attorno agli anni Ottanta e la popolazione italiana del territorio. Un evento che, in tutte le edizioni ha coinvolto i comuni di Battipaglia, Eboli e Bellizzi. Per la sede dell’iniziativa, lo scorso 23 marzo, è stato scelto il Palazzo dello sport messo a disposizione dall’amministrazione di Bellizzi, comune che si distingue per la presenza di una importante comunità marocchina e che ha fatto sorgere il primo luogo di culto musulmano riconosciuto nel territorio.   

Questa esperienza di contaminazione rappresenta uno snodo importante per attivare un confronto istituzionale e creare un momento di scambio interculturale che mette al centro il cibo, per tale ragione l’iniziativa viene riproposta ogni anno, sebbene con qualche variazione, riscontrando sempre una nutrita partecipazione. Il 23 marzo hanno preso parte 500 persone, prima al confronto istituzionale, per poi proseguire con la cena preparata con cura dalle donne delle comunità immigrate. Mettere in tavoli il cibo per condividerlo con gli altri è la fase finale di un iter che va dalla preparazione in comune delle famiglie nei giorni precedenti, al servizio, dove le donne raccontano le origini delle pietanze, parlano delle ricette e mettono in comune la propria esperienza.

Il ruolo della rete, nella realizzazione dell’evento, è stato determinante. Oltre alla presenza del presidente delle Acli di Salerno, hanno aderito le amministrazioni locali con il sostegno e la partecipazione dei Sindaci, il presidente della moschea di Eboli e di Battipaglia, la prefettura con la presenza del vice prefetto di Salerno, il coinvolgimento della dirigente della Asl, la collaborazione con il Consorzio “La Rada” (si sono occupati di fornire le targhe per le premiazioni, le forniture per la cena, il tovagliato, ecc.), la scuola di dialogo interculturale e interreligioso e altri.

Le Acli di Salerno, infatti, arrivano a questo appuntamento di “Iftar” con un percorso di lavoro alle spalle sul tema dell’immigrazione e dell’intercultura, che ha permesso il consolidamento di un’ampia rete di collaborazione, con un certo discreto numero di partner. In passato, insieme al Consorzio la Rada sono state assegnatarie di un progetto Fani realizzando dei poli multifunzionali che interagiscono con uno sportello della asl per sostenere gli immigrati, anche temporaneamente presenti sul territorio, su tutti gli aspetti socio sanitari grazie al supporto di una mediatrice culturale. La scuola di dialogo interculturale e interreligioso, con all’interno l’università, promuove la riflessione e il dibattito sull’interculturalità ad alto livello. Si tratta della seconda esperienza come scuola, dopo quella di Firenze, e di recente ha aderito alla Rete Nazionale Acli.